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    SOSPESO IL PARTITO SARDO D’AZIONE LEGHISTA DAL PARTITO EUROPEO DELLE AUTONOMIE/ di Antonio Gentile

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    L’EUROPA POLITICA OSTAGGIO DI VELENI ITALIANI: PER IL RAPPRESENTANTE VENETO  PUÒ ESPLODERE LA VIOLENZA SENZA L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

    L’Assemblea Generale dell’European Free Alliance, EFA, il partito delle autonomie e delle identità presente nel Parlamento europeo, che si è conclusa da pochi giorni a Bruxelles, ha vissuto momenti infuocati che hanno subito riproposto l’arroganza e la pericolosità pervasiva della politica leghista anche a livello europeo. Il Partito Sardo d’Azione, storica formazione autonomista, dopo la quasi fusione con la Lega di Salvini e l’elezione del nuovo presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, è stato ancora una volta sospeso e i suoi rappresentanti non votati per un ruolo nel Bureau

    La reazione è stata dura da parte degli esponenti sardi che hanno contestato per tutto il tempo minacciando, poi, azioni legali per bloccare la decisione democratica dell’Assemblea. Anche i delegati veneti sono scesi in campo per dare manforte ai rappresentanti sardi e per avallare tesi esplicitamente leghiste: dall’Autonomia Differenziata per le regioni del Nord, alla denuncia del pericolo islamico. Un vero sconcerto per tutti i politici europei presenti che si preparavano alle prossime elezioni europee con uno spirito ben diverso.

    L’EFA CONDANNA OGNI ESTREMISMO

    L’Altro Sud-UDS, la formazione meridionalista membro dell’organismo europeo, è dovuta intervenire con decisione per rintuzzare le accuse degli esponenti veneti al Sud Italia di bloccare l’Autonomia richiesta unilateralmente dalle tre Regioni del Nord e per ribadire che un processo di autonomia ampia deve coinvolgere nelle decisioni tutte le Regioni e non solo alcune, determinando nell’immediato gravi squilibri territoriali.

    Grande sconcerto ha poi provocato l’affermazione di uno storico esponente veneto presente che ipotizzava, in caso di non accoglienza dell’autonomia differenziata, l’esplodere della violenza come estremo rimedio. L’EFA, ha condannato ogni estremismo, in particolare quello di destra, che si sta affermando in tutta Europa, ribadendo i valori della solidarietà e della self-determanation come forma democratica condivisa.

    Mentre l’Europa politica si prepara ad un grosso cambiamento, legato alla Brexit, all’avanzare dei cosiddetti sovranismi, alla questione catalana, l’Italia dei veleni, degli egoismi e dell’odio territoriale esporta il suo modello conflittuale e discriminante anche in quell’Europa dei Popoli che si offre come alternativa a quella dei poteri forti. Per il Sud Italia, ponte naturale tra Mediterraneo ed Europa, le prossime elezioni sovranazionali saranno l’occasione per affermare il ritorno ad un ruolo da protagonista sviluppando rapporti diretti con le altre Comunità europee.

    Antonio Gentile

     

     

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    3 Commenti

    1. “Per il Sud Italia, ponte naturale tra Mediterraneo ed Europa, le prossime elezioni sovranazionali saranno l’occasione per affermare il ritorno ad un ruolo da protagonista sviluppando rapporti diretti con le altre Comunità europee.”

      la domanda sorge spontanea: non esistendo una formazione meridionalista/neoborbonica/duosiciliana credibile, come sarà possibile?

      • Qualche iniziativa pare stia cercando di nascere (probabilmente non in tempo per le europee), non resta che, secondo le proprie inclinazioni politiche, scegliere il candidato che ha mostrato di agire in difesa dei diritti e gli interessi del Sud. Non è molto, ma è quel che c’è

    2. Il vero problema per una rappresentatività politica tutta meridionale sta nel frazionamento, spesso motivato da divisioni ideologiche di base e da inopportune rivalità personali. Comunque, esistono alcune realtà politiche nel Sud di buon livello che operano anche a livello nazionale ed europeo difendendo la causa meridionale e che potrebbero a breve aprire la strada a interessanti collaborazioni. Il tempo è ormai maturo per una alternativa territoriale.

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