Home Succede oggi SE IL LEGHISTA DEL NORD “PISCIA IN FACCIA” AI LEGHISTI DEL SUD…

    SE IL LEGHISTA DEL NORD “PISCIA IN FACCIA” AI LEGHISTI DEL SUD…

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    E PROTESTANO SOLO DEI GIOVANI “PER SALVINI”

    Cari ragazzi lucani, incomprensibilmente leghisti.

    “Mi avete rotto i coglioni, io vi piscio in faccia a tutti quanti”, avrebbe detto a voi, giovani del suo stesso partito, però terroni, Marzio Liuni, il padroncino leghista mandato dal Nord, da padron Salvini, a controllare la colonia lucana. E qualcuno, nonostante questo, ci mette la faccia.

    Perché chi “piscia in faccia” ai meridionali è ancora al suo posto e la Lega, in Basilicata, non ha svuotato le sezioni per protesta, fatto falò con le tessere; né chiesto, come voi: via il “governatore” che sta qui per usare i nostri voti a favore del Nord (non fosse così, perché inviare un pastore per le greggi del Sud, in ogni regione meridionale? Il Pd faceva lo stesso: i capilista del Sud, alle elezioni nazionali, li calava dal Nord; ma per non farsi scoprire, evitava di esagerare, massimo uno su due. E bastava, perché il Sud fosse sempre in minoranza nel partito ed eventualmente nel governo. La Lega se ne fotte: le colonie le tratta da colonia e i terroni da terroni, nell’idea che di noi hanno i razzisti della Lega che ci hanno insultati per decenni, compreso l’attuale capo che “è cambiato”, però Liuni lo lascia lì, davanti alle vostre facce, e mentre Bossi al congresso, insultava ancora i meridionali, non diceva un parola. Chi tace acconsente…).

    Avevo deciso di ignorare questa schifezza, così avvilente, miserabile, che anche parlarne per condannarla è farsi del male. Ma mi sono convinto che l’errore peggiore è tacere. Sempre.

    DOPO LE OFFESE DI BOSSI GLI APPLAUSI DI LIUNI E IL SILENZIO DI SALVINI

    La vicenda, riassunta brevemente: un contrasto interno di partito porta il gauleiter (poi spiego) leghista Liuni a dire ai giovani leghisti di Rionero in Vulture, quella frase che qualifica lui e la Lega, se la rappresenta. I ragazzi si erano sentiti giustamente offesi dalle parole di Umberto Bossi, che al congresso ha chiesto di “aiutare a casa loro” i meridionali, “se no quelli straripano qui, come gli africani”.

    I giovani leghisti lucani, quindi, mostrando di avere più carattere dei loro padri, intesi quali dirigenti anziani della Lega lin Basilicata, hanno chiesto conto degli insulti. E hanno emesso un comunicato che appare contraddittorio.

    Vi spiace se lo analizziamo insieme, ragazzi?

    “Prendiamo energicamente le distanze dalle frasi pronunciate dal Sen. Umberto Bossi”, leggo dal vostro testo, “e dall’atteggiamento del commissario Marzio Liuni, che risultano essere personali e marginali e sicuramente in contrasto con il rispetto, l’attenzione e la vicinanza, che Matteo Salvini e la Lega hanno dimostrato nei confronti delle regioni e del popolo del Sud Italia”.

    Beh, voi prendete le distanze, ma Salvini non lo ha fatto quando Bossi diceva quelle parole. E chiedetevi perché, e cosa sarebbe successo se fra quei leghisti da elmi cornuti a Pontida, Salvini si fosse dissociato. E se lo facesse ora (non lo farà), sarebbe peggio, perché testimonierebbe del suo “coraggio”… a distanza di sicurezza e del suo opportunismo camaleontesco di dire (o non dire) per compiacere chi ascolta. Fra lui e Liuni, che applaudiva alle parole di Bossi, forse più stimabile Liuni (si fa per dire), che almeno non lascia dubbi quel che pensa. Ve lo dico diversamente: se un leghista terrone dicesse a giovani lombardi del partito “vi piscio in faccia a tutti quanti” starebbero zitti Salvini e i dirigenti della Lombardia?

    “INTERVENGA SALVINI”. MA FRA I LUCANI E IL LEGHISTA PADANO LUI CHI SCEGLIE?

    Quindi è difficile capire il passo seguente: “chiediamo al nostro Matteo Salvini un gesto concreto e a tutela del popolo meridionale, con la rimozione immediata del commissario Liuni”. A essere rimossa, per ora, perché è stata chiusa, è la sede della Lega di Rionero in Vulture (“inaugurata un anno fa con tanto entusiasmo da un esponente leghista del nord Fabio Rolfi”): lo avete fatto voi, ragazzi, ma lo aveva chiesto anche Liuni. E anche questo non si capisce bene…

    Ma il tono del vostro comunicato, cari giovani leghisti lucani, resta tostarello, pur distinguendo fra presunti cattivi (Liuni) e presunti buoni (Salvini) nella Lega. Mi ricorda un altro documento di lucani di destra, quelli di “Policoro Pragmatica”, proprio contro la nomina del “pastore” nordico del gregge lucano, Liuni (“La dignità del popolo lucano non deve sottomettersi a un sorta di sudditanza psicologica imposta da Salvini e dai sui caporali nordisti”). Pure in quel caso, si trattava di giovani (“Siamo di destra, non pecore”, mi spiegò uno di loro). In tutto il Sud, i soli ad aver manifestato scatti di orgoglio contro la spudorata colonizzazione partitica sono i ragazzi lucani. La Basilicata è stata la regione più importante del grande brigantaggio contro l’invasione piemontese (con la scusa dell’Unità, che andava fatta, ma non a spese nostre di sangue e soldi, per salvare dalla bancarotta i Savoia), così come la Calabria lo fu contro l’invasione francese (a scopo di saccheggio: libertè, legalitè e tutto a me, svuotarono pure le casse delle elemosine). E voi giovani leghisti contro Bossi, Liuni e i loro insulti siete di Rionero in Vulture, patria di Giustino Fortunato e di Carmine Crocco Donatelli. Insomma… dite che è un caso?

    COSÌ SI TRATTANO LE COLONIE

    La questione non è essere di destra o di sinistra, ma essere protagonisti del proprio destino nella propria terra, o servi. Il Pd della Basilicata è stato, salvo eccezioni lodevoli, scarse e subito schiacciate, strumento di colonizzazione. E, da quel che altri come voi mi dicevano, il no a quella sudditanza è una delle ragioni per essere di destra. Non entro nel merito, ma penso sia lo stesso per voi.

    Ma che senso ha se si passa da una sudditanza a una persino più spudorata? Sapete da dove ha preso Salvini il modello organizzativo della Lega al Sud? Dal modello nazista di Hitler: ogni volta che le sue truppe occupavano un territorio, grazie anche a formazioni locali fiancheggiatrici, veniva nominato un “gauleiter” tedesco o austriaco, che usava come marionette i neonazisti autoctoni. Per ogni regione meridionale “conquistata” dalla Lega o in cui si è estesa, è stato nominato un gauleiter lombardo o comunque nordico. Per usarvi o, scopro da voi, “pisciarvi in faccia”.

    “Leiter”, in tedesco, vuol dire “capo” e “gau” è “regione”.

    La questione politica meridionale è tutta qui: chi ha detto che essere di destra deve comportare la sottomissione alla Lega e agli interessi del Nord? Se vogliamo prenderci in giro, possiamo pure continuare a spacciare per credibile la puttanata della Lega che è cambiata e di Salvini che adesso è un altro (è quel che gli conviene: prima frequentatore, poco o tanto non si è capito, del centro sociale Leoncavallo, poi comunista e leghista per la Padania libera quando si pulivano il culo con il tricolore e lo bruciavano in piazza; oggi baciamadonne e bandiera nazionale…

    Ma perché non dovreste essere voi la destra che impone al Paese il rispetto dei diritti negati e violati del Sud? Perché essere la ruota di scorta del Nord, illudendovi che voglia il nostro bene?

    Discorso che vale pari-pari per la presunta sinistra petrolifera. Li abbiamo visti leghisti e piddini del Sud votare insieme per l’alta velocità Torino-Lione, al comando dei loro partiti-padrone, senza che uno, non importa di quale colore, si alzasse a dire: “Prima, però, il treno per Matera!”.

    Destra o sinistra, finché il Sud sarà l’ancella degli interessi padani, la politica sarà sempre e solo “Prima il Nord”. E se protesti, “vi piscio in faccia”.

    Voi ragazzi uno scatto di dignità lo avete mostrato. Il che mostra quanto miserevole sia il silenzio dei vostri dirigenti leghisti locali; quanto subordinata sia questa “politica a rimorchio e al servizio” non della propria terra (vale per tutti, ripeto: governi regionali di centrodestra e centrosinistra hanno svenduto la regione e i lucani ai petrolieri, al punto che non c’è nemmeno un contatore sull’oleodotto per misurare quanta ricchezza vi portano via).

    LIUNI RESTA, I GIOVANI VANNO VIA, LA LORO SEDE CHIUSA

    Al “vostro” Salvini” avete chiesto che Liuni sia cacciato. Non lo ha fatto. Quindi, Salvini non è “il vostro”, è “il suo”. Ma poniamo pure che, per evitare l’allargamento della vostra protesta, lui rimuova l’incontinente a minzione mirata. Cambierebbe qualcosa? Una soddisfazione momentanea, ma la politica, la vostra condizione subordinata cambierebbero?

    Siete giovani, avete carattere, che siate di destra o di sinistra, quello che dà valore alle vostre scelte e alla vostra azione politica è essere indipendenti e protagonisti, rappresentare gli interessi della vostra terra e della vostra gente, non ridursi a comparse etero-dirette, per sostenere nella vostra terra e contro la vostra gente gli interessi di chi ci ha sempre tradito (quale che fosse il colore).

    Non avete bisogno di pastori, se sapete dove andare e poco importa se partendo da destra o da sinistra.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    4 Commenti

    1. Nel 1887-1888, quando col primo governo Crispi scoppiò la guerra doganale contro la Francia (che danneggiò la nostra agricoltura), Giustino Fortunato chiese a dei giovani compaesani, contadini e braccianti del Vulture e in procinto di partire per la leva, che cosa avrebbero fatto se i Francesi fossero scesi in Basilicata.
      I ragazzi risposero:

      – L’Italia è il Piemonte. Noi siamo NAPOLETANI.
      O ci governano i piemontesi o ci governano i francesi per noi non cambia niente. –

      Da Carlo Alianello, La conquista del Sud.

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