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    PREMIO: LENZUOLO DI GENIO

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    COSA SI VINCE? UN LIBRO E UNA PENNA D’ARTE

    La produzione di uscite geniali del “popolo delle lenzuola” è tale che merita un premio, una classifica, un riconoscimento… Insomma, non può passare come niente fosse! Così, ho pensato di affidare ai lettori il compito di votare “il lenzuolo che resterà nella storia”. Andremo avanti per un tempo per ora non definito; lo deciderà l’andamento del fenomeno: se dura, continueremo, o chiuderemo una edizione del premio e ne apriremo un’altra. Boh, per adesso partiamo, mica è la Lotteria di Capodanno!
    Naturalmente, le lenzuola non è necessario che abbiamo un tema specifico e siano dirette a qualcuno in particolare. I lenzuolabili passano, le lenzuola restano. Quindi possono riguardare chiunque e qualunque cosa, da “Giulietta si’ ‘na zoccola” a “Salvini: 7×7?”.
    Segnalateci le lenzuola che pensate possano meritatamente concorrere; non importa che lo facciano gli stessi autori oppure no. E votate per email, iscrivendovi al blog, se già non lo siete. Chi vince lo decidete voi; il premio lo do io: una copia autenticata e motivata con il “concorso” del mio “L’Italia è finita”, (fosse uscito adesso, avremmo messo un vostro lenzuolo in copertina!). E se state dicendo, “Capirai..!” (ricordate le battute sulle lotterie delle vecchie feste dell’Unità, Pci storico? Primo premio: una settimana di vacanza in Unione sovietica; secondo premio: due settimane di vacanza in Unione sovietica), beh, aspettate, che non è finita: si vince anche una penna stilografica come quella che uso io, disegnata dagli Argenio, stilisti identitari di Napoli. Un oggetto d’arte e che scrive come nessun’altra (se state dicendo: ah, ‘mbe’, allora sì,… siete delle carogne. Con quello che mi è costato scrivere quel libro. Vabbuo’, ci passo sopra)
    Perché lancio questo concorso terrone? Perché mi hanno mandato la foto di un lenzuolo e non ci ho capito niente. Stavo per chiedere: scusa, ma che significa? Poi ho pensato: perché chiederlo a uno? Chiediamolo a tutti. E come mai il premio? Perché la foto era accompagnata da una didascalia: “Geniale!”. Forse un po’ troppo per me?
    Ok, sia quel che sia. La gara comincia adesso.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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