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    PER ISCRIVERSI AL BLOG DI PINO APRILE E AVERE DIALOGO DIRETTO

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    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    4 Commenti

    1. Con colpevole ritardo ho letto “Terroni”. Ad certo punto volevo smettere. Ero disgustato. Da meridionale, nato a Lecce e cresciuto ad Andria, sono stato pervaso da un doppio sentimento: la vergogna per quello che è successo e il dolore per il genocidio non mitigato dalla distanza temporale dai fatti narrati. Avevo studiato su libri infami tutta un’altra storia. Oggi so che era falsa, reticente, fatta di santini e di eroi purissimi, di martiri del Risogimento e di Re unificatori come, ai tempi miei, erano dipinti sulle figurine Panini. Oggi so che non è andata così e che tanto altro deve essere scoperto. Che le radici dell’unità nazionale sono state immerse nel sangue innocente dei meridionali, che ai criminali sono state date medaglie e intitolate strade. E quando vedo i bersaglieri mi giro dall’altra parte. Ora so.

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