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    PD-M5S ALLEATI CONTRO IL SUD: VIA I LEP, SÌ ALL’AUTONOMIA DA RAPINA

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    GARANTITI I RICCHI, FOTTUTI I POVERI

    All’arme, all’arme la campana sona. Li turche so’ sbarcati alla marina! Il Partito Unico del Nord resta al comando e a scuotare la cassaforte, chiunque guidi il Paese.

    L’accordo di governo, nel rispetto di tradizioni risorgimentali, si fa a spese del Mezzogiorno. Nel programma “unitario” si garantisce l’Autonomia al Nord, non si garantiscono i Livelli essenziali delle prestazioni, Lep, al Sud: perché il criterio razzista dell’Apartheid che si vuol imporre trasforma in diritti costituzionali i privilegi pretesi dalle Regioni più ricche; mentre mette a rischio addirittura i diritti minimi nelle Regioni più povere. In ogni caso, si fa a pezzi quella norma base della Costituzione che prevede stessi diritti per i cittadini di uno stesso Stato, l’Italia. Questa è la sostanza, il resto sono chiacchiere di imbroglioni intorno a in banchetto di giocatori di tre carte.

    Esagero?

    L’ACCORDO È CONTRO IL MEZZOGIORNO. A NORD I SOLDI, AL SUD PAROLE “COESIONE”, “SOLIDARIETÀ”, BLA, BLA, BLA

    Giudicate voi: è presto per trarre conclusioni, ma nei 10 (poi 20) punti irrinunciabili del M5S c’era, al punto 6, la porcata dell’Autononia differenziata richiesta dalle Regioni più ricche, per fottere altri soldi al resto del Paese, specie alle Regioni più povere: la banca Bassotti è composta da due presidenti leghisti, il lombardo Fontana e il veneto Zaia, più il piddino Bonaccini, dell’Emilia Romagna. Scusate la brutalità delle sintesi, ma devo evitare che qualcuno prenda sul serio i bla-bla con cui vogliono nascondere la vera natura delle loro (mal)azioni: vi ricordo solo che pretendono di trasformare in demanio regionale (ovvero ricchezza propria, territoriale), opere pubbliche realizzate con i soldi di tutti gli italiani (autostrade, linee ferroviarie, eccetera; una appropriazione indebita da manuale; delle centrali idroelettriche si sono già impossessate). Insomma, è rubare agli italiani, per arricchirsi di quel che è di tutti.

    La Costituzione, pur dopo le devastazioni a seguito della riforma del Titolo V (il Pd fa, la Lega ringrazia), conserva tracce di decenza e dice che si può varare l’Autonomia (il passaggio della gestione di alcune competenze dall’amministrazione centrale alle Regioni), solo dopo aver garantito a tutti i cittadini italiani i Livello essenziale delle prestazioni.

    Ma i razziatori seriali del Nord si sono resi conto che se si definisse davvero il valore di quei diritti, non ci sarebbe più nulla da rubare, e resterebbero “con il cappello in mano”, come hanno confessato i professionisti della rapina per mano istituzionale. Così, si battono per farsi riconoscere “la spesa storica”, cioè lo storico diritto ad avere più degli altri, “mentre” si lavora alla definizione della spesa per i Lep. Come dire: prima mi dai i soldi per la macchina, poi chiediamo quanto costa.

    Una inversione logica che solo in un Paese senza più vergogna come il nostro si può sostenere senza essere presi a pernacchie. C’è dell’altro: i Lep, nonostante se ne discuta (si finge di) dal 2001, non sono mai stati calcolati (non conviene ai ricchi), e a volerlo fare sul serio, servirebbero anni (ma se si volesse aggiungere una truffa alla rapina, si potrebbe impapocchiare qualcosa di corsa).

    NEL PROGRAMMA M5S C’ERANO I LEP, ORA SONO SCOMPARSI

    Nel programma di governo dei cinquestelle, i Lep erano citati e si diceva che l’Autonomia va varata, “contemporaneamente” ai Lep. Quell’avverbio era una garanzia. Nel programma diffuso ora, non c’è più: si assicura libertà di rapina ai ricchi del Nord, con l’Autonomia differenziata, e si prendono per il culo i meridionali parlando di “coesione nazionale”, bla, bla, bla e “solidarietà” (che la Commissione per il federalismo fiscale chiarì doveva intendersi: a favore dei più ricchi, da parte dei più poveri), e tutte le altre puttanate con cui ci hanno riempito di chiacchiere finora, mentre riempivano i soliti noti di soldi.

    Non siete credibili come solidali, ma solo come rapinatori. La scomparsa dei Lep è uno scandalo; non servono spiegazioni arzigogolate, soltanto scrivere “prima i Lep, i diritti ugauli per tutti”, poi le pretese di chi è “più uguale degli altri’, solo perché più ricco, avendo saccheggiato, con mangiatoie quali il Mose, le Tav, le Expo e altri tangentifici, le risorse nazionali, concentrandole al Nord.

    Questo governo nasce all’opposizione del Sud; complice degli arricchiti a spese degli altri.

    Se non è così, devono dimostrarlo. Per ora hanno già dimostrato i contrario. A che serve togliere di mezzo la Lega, se poi si fa il peggio della Lega?

    Tanto vale votare contro e consegnare il Paese a Salvini, che almeno fa il nemico con la faccia da nemico.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    11 Commenti

    1. Pino Aprile sono pienamente d’accordo con lei. Osserviamo la costituzione per come realmente i dice. Vogliamo i LEP, uguali diritti per tutti.

    2. La storia si ripete. Un Presidente del Consiglio pugliese ed un Presidente della Repubblica siciliano si apprestano a dare il colpo di grazia al Sud. Da Liborio Romano a Giuseppe Conte sempre la stessa storia!

    3. Non c’è da stupirsi, ma dobbiamo chiederci “il perchè?”
      La risposta per me è semplice, il M5S è un movimento che avendo la gran parte dei suoi elettori al sud e questo non andava va bene per un movimento che ha la testa al nord, Grillo (razzista genovese) ma sopratutto Casaleggio-figlio (varesino, quindi ….), ed allora, invece che difendere i propri elettori, hanno provato a scrollarsi da dosso l’etichetta di movimento meridionale e dei meridionali con la quale la stampa settentrionale cercava di deleggittimarli per cercare voti al nord ed ecco che hanno tradito sui punti più sensibili, taranto, tap, trip ed anche la tav indirettamente. La cosa non ha funzionato per nulla, al nord ha perso voti verso la lega, al sud ha perso voti verso l’astensione.
      Ora che la lega non è più al governo la situazione non è migliore ma è peggiore, in quanto avendo la lega all’opposizione sono “costretti” ad accentuare quelle politiche predatorie tanto care all’editoria e alla borghesia del nord .
      Ecco perchè la nascita si rende necessario di un soggetto meridionale che risponda unicamente agli elettori del sud senza alcuno pssibilità di essere condizionato dai poteri economici ed editoriali del nord.

    4. Mi pare che qui (Punti programmatici del Governo) siano ricomparsi. Mi sbaglio?
      20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica; definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard; attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle conseguenti ricadute – di natura politica, giuridica, economica e sociale – che questo trasferimento determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine, garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.

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