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    O SEI PER LA MACROREGIONE SUD CON LA LEGA, O SEI “IL NEMICO”…

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    …E D’ACCORDO CON “IL SISTEMA”. E “L’ANTISISTEMA”? CALDORO, QUAGLIARIELLO, E MAGARI DE LUCA

    “Faccio i nomi!”, tuona lui. Ooooh, era ora! E di chi, di chi? Dei nemici del Sud, quelli che sono di fatto d’accordo con “Il Sistema”, per fottere il Sud. Prendete carta e penna, che ci appuntiamo la lista. Pronti?

    Allora, uno è Pino, l’altro è Aprile, e poi… E poi basta. Beh, allora il Sud non è messo così male se questi sono tutti i suoi nemici (cosa dite? Ah, certo, non sono due, ma uno solo: quello!).

    Minchia, e cosa fa di tanto grave questo Pino Aprile?

    “Scrive libri”. Accidenti, ma è orribile! Almeno secondo chi lancia l’accusa. E di cosa si occupa costui? Pubblica una rivista mensile. Anzi, pare più di una, a periodicità che mi sfugge. Ed ecco una cosa che, nella mia ignorantità, mi era sfuggita: i libri sono contro il Sud, le riviste periodiche no.

    SBAGLIATO SCRIVERE CERTE COSE SUI LIBRI. SULLE RIVISTE, INVECE…

    Ma ci son libri e libri, magari quell’Aprile ne scrive che infanghino Sud e meridionali, la loro storia, il loro presente? Parlano di “quei tempi” prima della guerra di annessione e di cosa è stato devastato, nel Sud, per compierla; e di cosa si fa oggi, per mantenere subordinato il Mezzogiorno e irrisolta la “Questione meridionale” che con quella guerra venne creata.

    Ah, cosa si legge, invece, nelle riviste di chi “fa i nomi” (uno) dei “nemici” (uno) del Sud! Di “quei tempi” prima della guerra di annessione e di cosa è stato devastato, nel Sud, per compierla; e di cosa si fa oggi, per mantenere subordinato il Mezzogiorno e irrisolta la “Questione meridionale” che con quella guerra venne creata, tanto che una di quelle riviste si chiama proprio QM, Questione meridionale. Dal che si deduce che la faccenda infernale, pericolosa è che lo si scriva nei libri. Sulle riviste si può. O che lo scriva Aprile, mentre altri può.

    E vabbè, scusate, ma se voi non li avvertite prima gli scrittori, quelli che ne sanno? Controprova che il male è quello: dove si leggono i libri? “Nei salotti”. Puttana Eva, siamo stati scoperti! (E nei salotti, e persino fuori da lì, se non stai attento, c’è chi ne parla pure, non sospettando di essere ascoltato. Fortuna che, come avete visto, c’è chi li espone alla pubblica riprovazione).

    Qui, ormai, c’è solo da confessare e consegnarsi a penne spuntate, per le sanzioni previste.

    Le riviste in cui trovi le stesse cose, pertanto, dobbiamo dedurne non si leggono nei salotti. E dove, dove? Non ce lo hanno detto.

    “FARE AZIONE”, MA SE NON È QUELLA CHE PIACE A LORSIGNORI…

    Ma fosse solo questo: si dovrebbe smettere di scrivere libri, tuona il nostro (applausi) e “fare azione”. Detto all’incontro per fondare uno strumento politico per il Sud. Ora, il nemico del Sud, senza averne dato notizia, perché convinto che agli altri importasse poco e nulla, ha effettivamente smesso di scrivere libri (cosuccia non da poco, per uno scrittore, rinunciare alla firma di due nuovi contratti), per “fare azione” e dar vita, insieme a tanti, a uno strumento politico con cui pretendere equità per il Mezzogiorno (risorse, servizi, infrastrutture, rispetto), o la secessione se quella ci fosse ancora negata. Cosa si è rimproverato, per un decennio, allo scrittore? Di non “scendere in campo”. E cosa si rimprovera, adesso? Di averlo fatto.

    Eh, però: come? Al servizio del “Sistema”. Qui il ragionamento si fa un po’ più complicato, ma lui non lo freghi, ha capito tutto lo stesso e (purtroppo) te lo dice. L’uomo dei periodici è sostenitore del referendum per la macroregione meridionale. Iniziativa in cui mostra di credere molto, tanto da cercare di convincere Pino Aprile a condividerla. Senza riuscirci; il che ha trasformato l’amico (errore…) in nemico. Del Sud intero, perché se non la pensi come lui, hai un problema con l’umanità non con lui (e pure questo ci era sfuggito…). Insomma: uno pensa di poter continuare a stimare chi crede nella macroregione e si accorge di non poter essere stimato se non crede alla macroregione.

    MACROREGIONE O NO

    E perché Aprile non ci crede? Perché è parte del “Sistema”, ovvio (Aprile, non la macroregione)! Dice che somiglia troppo a quella che Lega e mafia (i fratelli Graviano, mandanti dell’assassinio di don Pino Puglisi, ritenuti responsabili delle stragi Falcone e Borsellino) tentarono di fare ai primi anni Novanta (ma non vuol dire siano la stessa cosa); l’ideologo razzista Gianfranco Miglio incontrò a Catania il boss latitante Nitto Santapaola. Poi si scelse di confluire nella nascente Forza Italia, che si alleò con la Lega, e iniziò una serie di governi ferocemente anti-meridionali di centrodestra e di ogni colore. L’uomo dei periodici sostiene la macroregione insieme ad altri. Coooontro il “Sistema”, ovvio. I promotori sono due che hanno speso la vita contro il “Sistema”, standovi dentro: Gaetano Quagliariello e Stefano Caldoro, di Forza Italia, il primo ex ministro e tuttora senatore, l’altro ex presidente della Campania. Sono nel loro pieno diritto, ma non ci eravamo accorti fossero “fuori dal Sistema”. Adesso lo sappiamo.

    Aprile con quali esponenti dei partiti ha dato vita a M24A-ET (Movimento 24 agosto per l’equità territoriale)? Nessuno; c’erano un paio di politici in sala, a Cosenza, osservatori non aderenti: un senatore indipendente del gruppo Misto e un candidato regionale di lista civica. “Il Sistema”.

    SE STAI CON IL “SISTEMA” SEI ANTISISTEMA, IL CONTRARIO È “SISTEMICO”. CAPITO NIENTE? MANCO GLI ALTRI.

    Fra i proponenti della macroregione ci sono “antisistemici” che in competizioni elettorali scorse si sono affiancati di volta in volta a tutti, dalla Lega al Pd di De Luca (per sabotarli, immagino. E forse per questo, qualche volta, non li hanno manco voluti); Pino Aprile o Gennaro De Crescenzo, dei vituperati neoborbonici (che non aderiscono a M24A-ET), hanno sempre rifiutato candidature a elezione garantita a parlamenti nazionale, europeo, regionale, facendo già parte del “Sistema”, evidentemente.

    La macroregione oggi è proposta da esponenti di Forza Italia che hanno governato con la Lega (e l’ex presidente Caldoro, capofila della macroregione, pare si ricandidi alla Regione Campania, con appoggio della Lega); il portavoce dei proponenti aveva incontrato l’allora ministra leghista alle Regioni, anzi “all’Autonomia del Veneto”, disse lei stessa appena nominata; un altro proponente, il coordinatore provinciale della Lega in Irpinia, Sabino Morano, si è autosospeso, perché indagato per scambio elettorale politico-mafioso. Tutti ferocemente contro il “Sistema”.

    IL “SISTEMA” AIUTA GLI “ANTISISTEMICI” E SNOBBA I “SISTEMICI”. DIABOLICO!

    Il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale è nato, dicono a Roma, con una scarpa e una ciabatta, avendo il “Sistema” dimenticato di pagare trasferte, soggiorni, spese per i locali, servizi di grafica, manifesti.

    In un pubblico e recente incontro, un altro dei proponenti principali della macroregione, dopo aver spiegato che Pino Aprile era “sistemico” (e pure lì presente), riferì che, in due anni, tutto, ma proprio tutto per la campagna della macroregione, incluso il lavoro di esperti e tecnici, è stato messo a disposizione da Caldoro e Quagliariello o loro collaboratori. Liberissimi: ognuno sceglie il cosa e il come per raggiungere i suoi obiettivi, o persino quelli altrui, il guaio è che il “sistemico” Aprile (ma, in quell’incontro pubblico, nemmeno Gennaro De Crescenzo, e lo disse) non riesce a capire che questo è un luminoso esempio di anti-sistema.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    2 Commenti

    1. tutto questo ‘papiello’ autoreferenziale, ma alla fine mica si è capito perché bisognerebbe essere contro la macroregione. nel testo non fornisce una sola argomentazione, anzi non spiega nemmeno di cosa si tratta, ma dice solo che la volevano questo e quello, e che quindi va ostacolata.

      • forse la letto il “papiello” un po’ da prevenuto? Magari ripeto…? La macroregione la voleva la Lega, per governare il Sud attraverso la mafia. Oggi la Lega fa fare il lavoro sporco di raccolta voti a Sud agli indigeni, poi, a risultato ottenuto (purtroppo: c’è gente che ama i suoi carnefici e dimentica tutto, insulti e furti), manda i “governatori” padani a commissariare le tribù del Sud, in ogni regione (Miglio incontrò il boss mafioso Santapaola). Con la macroregione, ne basterebbe uno solo. I proponenti meridionali della macroregione sono quei dirigenti di centrodestra (come Caldoro, che mette a disposizione tutto quello che serve per questa campagna) che hanno governato con la Lega che insultava e derubava il Sud; alcuni proponenti andarono a “dialogare” per la macroregione con l’allora ministra leghista alle Regioni Stefani, campionessa dell’Autonomia differenziata per il Veneto (per tratteneresi i 9/10 delle tasse); a raccogliere le firme, dirigenti leghisti meridionali, come quello di Avellino ora sotto inchiesta per presunti sbambi di favori elettorali con la cosca cammorrista del posto. Nel frattempo, non una parola dei macroregionisti contro l’Autonomia differenziata che, come spiegano decine e decine di docenti di economia, segnerebbe la morte di un Sud già moribondo. È la storia che si ripete: 1799, 1860-61…

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