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    NASCE COOPERTIVA PER AFFITTARE NAPOLETANI DA SCHIFO A “TV D’INCHIESTA”

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    LI VOLETE SPORCHI, IGNORANTI, INCIVILI? SCEGLIETE DA CATALOGO. PERÒ PAGATE

    Nata a Napoli una istant-sturtup, chiamata “Chella Munnezz ‘e Napule”, per venire incontro alle necessità di trasmissioni televisive di “approfondimento giornalistico” (vabbe’, dai!, si fa per dire) obbligate a mostrare l’inciviltà dei terroni, specie partenopei, e a maggior ragione quando il mancato rispetto delle norme anti-contagio (“iorestoacasa”, “no assembramenti”) tocca picchi altissimi a Nord, in aree infestate dal coronavirus, e addirittura record in zone-focolaio, in Lombardia, quali il Lodigiano (circa il 70 per cento della popolazione in giro).

    PEZZO FORTE DELLA “CASA”: CIRUZZ ‘O SFACCIMMO: IN 9 SUL MOTORINO, SENZA CASCO E MASCHERINA, PIÙ STARNUTI E SPUTI

    Per evitare mortificanti situazioni di imbarazzo a inviati dal Nord (che pure avrebbero a tiro di telecamere e microfono le aree a maggior tasso di trasgressione delle norme anti contagio), costretti a vagare in una Napoli deserta, piazze mute che manco quelle metafisiche di Giorgio de Chirico, e dire: «Qui un minuto fa c’era la Festa di Piedigrotta, poi il corteo dei Pulcinella e la processione di san Gennaro sono stati messi in fuga da stuoli di camorristi che si sparavano fra di loro e baby gang che scippavano i rolex ai netturbini che ballavano la tarantella e suonavano la tammorra, invece di pulire le strade. Sono appena scappati tutti, peccato!»; impossibilitati a far vedere lo scempio dei lazzaretti da virus con moribondi per terra, perché a Napoli c’è l’unico ospedale italiano, copiato nel mondo (mentre in Italia ne insultano in tv il primario, ritenuto il miglior medico italiano, nel campo, uno dei migliori del pianeta, nelle classifiche internazionali); disperatamente privi di qualcuno da poter intervistare quale “tipico napoletano” (Ciruzz ‘o sfaccimmo, passato con il rosso, in motorino, con l’intera famiglia a bordo, senza casco, e figurati la mascherina: «Scusi, lei è un trasgressore napoletano?». «E se capisc!», conferma, con starnuto a giro 360 gradi e alzo 45 gradi, per la gittata massima, sputo pluricromatico ad arcobaleno e pulitura finale con la manica, «je facce chelle ca cazz me pare! È ‘ovèeer?». «Sì, papà?», confermano, con sputo e muco pendulo, i sette figli, mentre conduttore/conduttrice interpretano lo sdegno degli ospiti in studio, commentando: «Ecco perché Bergamo è la città con il maggior numero di morti al mondo per coronavirus e la Lombardia ha dato all’Italia il record planetario di vittime!». Maledetti napoletani).

    BASTA PIAZZE VUOTE, STRADE DESERTE, GIORNALISTI DELUSI: PULCINELLI, BABY GANG, SAN GENNARO E CAMORRISTI: TOT AL PEZZO, SCONTI COMITIVE

    Consapevoli che se Napoli continua a deludere i programmatori televisivi, molte “trasmissioni di approfondimento” entrerebbero in crisi e dovrebbero mandare in onda le immagini del colera del 1973 (24 morti: una strage dovuto all’incapacità meridionale, mentre in Lombardia sono riusciti a contenere le vittime in circa 12mila, per ora); preoccupati per la tenuta dei posti di lavoro di cotal genìa di professionisti dell’informazione tv (cui va riconosciuto il merito di aver fatto riscoprire a tanti spettatori il piacere della lettura e della tombola); avvertendo la responsabilità di chi non può deludere gli ospiti in una capitale mediterranea che nacque e vive per il valore dell’accoglienza, i sottoscritti terroni (schifosamente napulitane o diversamente schifosi, quali forestali calabresi, politici corrotti o corruttibili o integerrimi, ma meridionali, quindi schifosi, violatori di semafori, utenti multipli di motorini, per non sporcare Ferrari e Rolls Royce tenute in garage, passeggiatori di massa ai tempi d’o virusse), si costituiscono in cooperativa denominata “Chella Munnezz ‘e Napule”, per essere affittati da inviati tv e “approfonditori”, purché con pagamenti rigorosamente in nero, o parte minima dichiarata e il resto sottobanco; segue tariffario, a prestazione o a tempo, come le puttane (tipologia di contratto differente, quindi, da quello di alcuni conduttori):

    Trasgressore di distanza relazionale da covid-19:

    300 euro al minuto se ben vestito e italofono, e con mascherina;

    700 euro al minuto se biascicante partenopeo “dei quartieri” (a teatro è un’altra cosa), con sottotitoli e, da “tipico napoletano”, luridamente vestito, mascherina penzolante, come da esempio ministeriale;

    prezzi raddoppiati se “con famiglia”;

    sovrapprezzo di 150 euro se senza mascherina;

    aggiunta di 500 euro se con motorino e senza casco, né mascherina;

    aggiunta raddoppiata se in motorino, senza casco, senza mascherina e con famiglia (passaggio con il rosso, omaggio della casa);

    aggiunta di 100 euro ogni starnuto e 50 ogni sputo (offerta cumulativa, senza limiti di espulsioni contaminanti o no, comunque disgustose: 1000 euro; valida solo fino a domenica);

    schifezze di gruppo: sul totale, sconto del 15 per cento;

    per Ciruzz ‘o sfaccimmo, prezzi raddoppiati e versamento del 50 per cento alla prenotazione; in caso di richieste contemporanee, vince l’offerta più alta.

    Per trasmissioni che senza anti-meridionalismo chiuderebbero (quelle condotte da Del Debbio, o Giletti, per citarne solo due) le tariffe sono quintuplicate

    Il pagamento in chiaro (senza Iva, come da possibilità di legge, per le cooperative culturali) non può superare il 10 per cento del totale.

    “CHELLA MUNNEZZ ‘E NAPULE”: UNA GARANZIA

    Certi di poter offrire un servizio il linea con le necessità e la qualità della più grande azienda culturale del Paese, il management e lo staff di “Chella Munnezz ‘e Napule” porge i suoi distinti saluti (a distanza, con i guanti e mascherina: siamo in isolamento da epidemia; restateci lontano, per favore. Anzi, se si può, anche quando passerà l’epidemia: continuate a restarci lontano).

    1 commento

    1. “…Anzi, se si può, anche quando passerà l’epidemia: continuate a restarci lontano…” Eccezionale….passasse l’Angelo e dicesse Ammenn.

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