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    MAIL BOMBING A BOCCIA, PRESUTTO, DI MAIO, ZINGARETTI: PRIMA I LEP!

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    VOGLIONO VARARE PRIMA L’AUTONOMIA, POI I DIRITTI PER TUTTI. E DOPO AVERCI TRADITO, CI CHIEDONO DI FIDARCI

    Ci dicono: diamo subito il superfluo ai ricchi, che non vogliono aspettare, poi in dodici mesi daremo il minimo indispensabile ai poveri, che sono abituati ad aspettare e pure a essere fregati. Lo promettiamo. E la patacca viene “da sinistra” (quindi, una sinistra proposta), sinistramente firmata dal ministro alle Regioni, Francesco Giuda Boccia da Bisceglie (Bari), e avallata dal napoletano Vincenzo Presutto, portavoce dei cinquestelle (e vice presidente) nella Commissione parlamentare per il federalismo (quella che ha già rubato al Sud asili ai bambini, soldi ai Comuni, trasporto urbano ai terroni). Per la serie: se vuoi fregare i terroni, usa i meridionali.

    ABBIATE FIDUCIA DEL GATTO E LA VOLPE!

    E dopo averci fottuto per 160 anni, ci dicono: “Fidatevi!”. E che, vogliamo diffidare del Gatto e la Volpe? Ma quando mai! Anzi, guardate signor Gatto e signora Volpe, ci fidiamo talmente delle vostre promesse, che ve ne proponiamo una ancora più impegnativa: varate PRIMA I LEP, i livelli essenziali delle prestazioni (sanità, scuola, trasporti…) e DOPO, solo DOPO, però in dodici mesi, giurate, neh!, fate passare l’Autonomia differenziata (il trasferimento di competenze, su quei servizi, dallo Stato alle Regioni, e risorse annesse ma calcolate, dai richiedenti paraculi, sul gettito fiscale o sulla spesa storica, da senpre squilibrata a spudorato favore del Nord, in modo da svuotare la cassa e lasciare una ceppa agli altri). Quindi, prima i Lep, per garantire un percorso di maggiore equità fra chi ha troppo (perché gli è stato dato o se lo è preso) e chi troppo poco (perché gli è stato tolto e non ha saputo o potuto impedirlo).

    Fatelo. E noi ci fideremo. Se non lo faceste, avremmo ben diritto di dubitare della vostra buona fede, giusto? Né potete dire che i ricchi hanno la precedenza, perché aspettano da troppo tempo, dal momento che è vero il contrario: per i Lep si aspetta da 18 anni, mentre l’Autonomia è partita l’altro ieri, perché chi ideò i Lep pensando di fregare i terroni (la Lega) si è accorto che se si garantissero a tutti gli italiani gli stessi servizi, non resterebbe nulla da rubare. Così, si sono inventati l’Autonomia, per portare via i soldi dalla cassa, prima che si quantifichi il costo dei Lep. E perché il furto riesca, l’Autonomia deve “passare avanti”, senza fare la fila (una volta svuotata la cassaforte, puoi fare tutti i Lep che vuoi, se soldi non ne restano…). Questo percorso aumenta l’iniquità già esistente fra chi ha troppo (perché gli è stato dato o se lo è preso) e chi ha troppo poco (perché gli è stato tolto e non ha saputo o potuto impedirlo).

    FACCIAMO IL CONTRARIO: PRIMA LEP, POI AUTONOMIA E SI FIDI CHI CHIEDE QUELLA!

    Non è così? Dimostratelo: perché chiedete di fidarsi e di attendere a chi è fregato da sempre, ha meno e da sempre aspetta, e non sapete dire no all’impazienza di chi da sempre deruba gli altri, ha già di più, ma vuole ancora di più?

    Siamo prevenuti? Giudicate voi: chi ci chiede fiducia è quel Francesco Giuda Boccia, ministro alle Regioni e oggi portavoce del Pun, partito Unico del Nord (Lega-FI-FdI-Pd) che pochi mesi fa, quando era solo Francesco Boccia, deputato Pd da Bisceglie (Bari), tuonava che di Autonomia differenziata si poteva parlare soltanto dopo la definizione dei costi e il varo dei Lep. E adesso, da ministro, dice il contrario e vorrebbe far passare una legge-quadro per fottere i terroni (fra dodici mesi, vi diamo i Lep, giuro giuro, e se nemmeno fra dodici mesi, subito dopo). E che fai, non ti fidi di uno così? A quali interessi e linee di potere (della cui riconoscenza dovrebbe poi godere Boccia) si deve un dietro-front tanto clamoroso? Chiunque abbia una faccia, dopo una cosa del genere, andrebbe a nasconderla; a meno che non ne valga talmente la pena…

    Addirittura, nella bozza si prevede di escludere del tutto il parlamento: un provvedimento che stravolge l’assetto istituzionale del Paese passerebbe senza il voto dei rappresentanti del Paese. Un colpo di Stato, poche chiacchiere.

    LA STESSA PORCHERIA È INACCETTABILE SE TARGATA LEGA, DA È PD, INVECE NO?

    Ma questo Giuda Boccia deve avere argomenti o insospettate capacità persuasive, se il giornale che per mesi, dopo l’improvvisa conversione meridionalista (bene), si è battuto (giustamente) contro la truffa dell’Autonomia differenziata, ha presentato la bozza-Boccia come la sanatoria di vent’anni di ingiustizie. Azz! Se si è trattato di un equivoco, lo scopriremo presto; e sarà senz’altro così, almeno spero, perché l’editore, beh, si sa…, ma i colleghi sono bravi e non è che se la porcheria differenziata la presenta la ministra leghista Erika Stefani fa schifo e se la spaccia un altro ministro, suo successore, ma del Pd, diventa buona. Allo stesso giornale ha dato un’intervista Presutto per dire che sì, insomma, più o meno, all’incirca, se i mesi sono dodici, se mi giuri-giuri…, ne possiamo parlare! Ma di che, con chi? Preferisco le parole di un grande rivoluzionario: “Dite sempre sì-sì, no-no; tutto quello che direte in più, viene dal maligno”. Infatti, lo appesero a una croce. Più chiara l’interrogazione a Boccia della senatrice Sabrina Ricciardi, cinquestelle come Presutto: se per definire i Lep non sono bastati 18 anni, come mai adesso uno è sufficiente? E perché nominare una nuova commissione? E perché il parlamento non può e non deve metterci mano? Eccetera, fra cui: e perché ai Comuni del Sud è stato corrisposto solo il 45,8 per cento di quanto dovevano avere?

    La difesa dell’equità, dell’uguale diritto di ognuno, richiede intransigenza. Che ti isola, ti dicono che non sei “ragionevole”. Il contrario, però, è dover temere di passare davanti agli specchi, aprire con se stessi una trattativa che prelude sempre a un cedimento su un principio che dovrebbe guidare la vita di tutti, in un mondo ideale, cui bisogna tendere, sapendolo irraggiungibile: appena il diritto di un altro viene diminuito, è il tuo che ha smesso di esistere, anche quando questo sembra darti un vantaggio momentaneo.

    Quindi, ora invierò questo messaggio: “PRIMA I LEP. E PARLAMENTO SOVRANO”

    a Vincenzo Presutto (vincenzo.presutto@senato.it),

    a Francesco Giuda Boccia (segreteria.ministroaffariregionali@governo.it),

    a Luigi di Maio, leader del M5S (segreteria.ministro@esteri.it),

    a Nicola Zingaretti, segretario del Pd (info@nicolazingaretti.it)

    8 Commenti

    1. Io ho scritto questa a Presutto…

      Egr. Sen.
      Io farò parte di quella che mi auguro sarà una foltissima schiera di meridionali che si contrapporranno con ogni mezzo alla legge vergogna per le autonomie se non verranno definiti PRIMA I LEP e non dopo nell’arco di tempi indefiniti e indefinibili in Italia, vista la debolezza caratteristica della stabilità politica.
      Sappia che il mio è per il suo movimento non solo un voto perso ( troverà il mio nome in centinaia di commenti sull’ ex blog di Grillo, troverà la mia partecipazione a Rousseau e probabilmente il presidente Roberto Fico si ricorderà di me e ai banchetti fatti in strada per raccogliere consensi o nelle riunioni del meetup nei posti più disparati ), ma per me diventerà una vera e propria missione di battaglia per rivendicare quello che sto vivendo come il più profondo tradimento subito nella mia vita.
      Saluti
      Sergio Carleo

      • scusa se vedo solo ora, come avrai visto, sono successe un sacco di cose a cui, per ora, fortunatamente, siamo riusciti a mettere un freno (parlo di Autonomia differenziata), Ciao

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