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    M24A: LA SOSTANZA E LA FORMA.

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    UNIRE PERSONE LIBERE, CON IDEE DIVERSE, SU PROGETTI COMUNI

    Ma allora il Sud c’è o non c’è? E le bandiere delle Due Sicilie? E la secessione si fa o no? Ma il Movimento 24 Agosto, M24A, sarà un partito nazionale o meridionale?

    E in tanti mi chiamano o mi scrivono “per sapere”, come se privatamente avessi da dire più di quanto rendo noto a tutti. Le risposte a quelle domande sono già in quanto pubblicato nel primo articolo su M24A, sul mio blog (https://pinoaprile.me/), sulla pagina di Terroni su fb e l’ho detto all’incontro alla Grancia. Posso solo ripetere (iuvant…). Riassumo:

    M24A non è un partito, ma uno strumento per azioni politiche contro la discriminazione a danno del Sud, per la difesa dei suoi diritti (negati da sempre, con gli alati principi messi nel frigorifero della Costituzione), per la conquista dell’equità (stessi treni, stesse autostrade, stessa spesa pro-capite per la salute e l’istruzione…).

    (con Antonio Ciano, monumento vivente)

    NON È UN PARTITO

    Cosa significa che non è un partito?

    L’equità non può essere patrimonio di una parte, ma di tutti, comunque la pensino (quindi ci si rivolge alle persone, alla loro onestà), tranne che dei razzisti, perché l’idea che “l’altro” possa essere “meno” è incompatibile con quella della parità di diritti.

    Così, mentre i partiti hanno una “linea”, una risposta per tutti e su tutto (dai barconi alla stagione lirica, ai rapporti con il nuovo governo della Mongolia: tutte cose interessanti e necessarie), noi abbiamo un obiettivo apparentemente più ristretto, eppure più ambizioso e, soprattutto, che mira a sanare una ferita storica, con l’affermazione di un valore universale: l’equità.

    Vuol dire che puoi pensarla come vuoi ed essere del partito che senti tuo, ma se sei onesto, non puoi sottratti al dovere di fare la tua parte perché siano riconosciuti gli stessi diritti a tutti i cittadini di uno stesso Paese (e a chiunque, per estensione: ovunque la qualità umana di un nostro simile viene diminuita, la nostra libertà è in pericolo). Ne abbiamo avuto prova con la battaglia contro la rapina dell’Autonomia differenziata: dal mondo meridionalista è partita la divulgazione dei documenti firmati dal governo Gentiloni con le Regioni pigliatutto, e l’allarme; ma l’azione di contrasto è stata generale: dal mondo accademico agli intellettuali, ai politici di partiti diversi, gli imprenditori, decine di migliaia di giovani, cittadini di ogni livello culturale e appartenenza politica.

    Questo ci dice che una buona ragione tira più di un partito ricco e ben organizzato. E l’opera di M24A sarà proporre iniziative di questo genere, con il fine di colmare la distanza che scelte inique hanno scavato in un secolo e mezzo.

    MERIDIONALISTA, NON TERRITORIALE

    Ma è un movimento meridionalista?

    No e sì. Non lo è per statuto, lo è di fatto. I principi, i valori, devono essere universali o non sono valori. Mi spiego meglio: l’equità è un valore universale e il meridionalismo nacque per rivendicare equità, non per favorire un territorio. Il meridionalismo, quindi, non è un valore se si riferisce a un territorio, ma se si richiama a un principio valido ovunque e sempre. Tant’è che il meridionalismo, nato italiano, è divenuto disciplina internazionale. Se chiedo parità di infrastrutture, dotazioni per lo sviluppo delle possibilità e delle risorse, sono nel mio diritto conclamato. E lo vogliamo. Lo Stato italiano ha lasciato il Sud senza treni, autostrade, Centri di ricerca, eccetera, e se rimediare a questo equivale a chiedere che la spesa pubblica si concentri quasi esclusivamente nel Mezzogiorno, beh, è solo perché lo si è colpevolmente ignorato e lo ignora da un secolo e mezzo. E pure questa è una storia che va raccontata dall’inizio, per capire come sia durata sino a oggi.

    Ove il risultato si raggiungesse e tutto il Paese fosse dotato alla stessa maniera, un movimento per l’equità avrebbe solo da vigilare che quella parità finalmente raggiunta non sia compromessa. Un partito territoriale, invece, ottenuta la parità, deve continuare a chiedere di più per il proprio territorio; ed è esattamente quel che fa la Lega, avendo per limite, una politica con tali basi, il “tutto a me e niente agli altri”. È chiaro, ora?

    Ma, allora, la secessione?

    Il fine di un movimento per l’equità non è dividersi, ma unire; però alla pari e conservando la propria identità. Se questo si rivela negato e irraggiungibile, e si conferma che, da sempre, il vero fine dello Stato unitario (si fa per dire) è ridurre il Mezzogiorno a colonia e mantenerlo in tale condizione, per svuotarlo delle sue risorse (ieri l’oro delle banche e i macchinari delle fabbriche; oggi i risparmi, il petrolio e i giovani laureati), allora non resta che cercare l’equità lontano da chi te la preclude. La secessione sarebbe una sconfitta, ma a cui ci si vedrebbe costretti, per non rimanere colonia (e se state per dire no, andate a prendere un treno per Matera o per Trapani).

    IL NOME? PER ME VA BENE ANCHE FILIPPO, PURCHÉ FACCIA QUEL CHE DEVE

    Però, il nome…

    Movimento 24 Agosto indica una data d’avvio. Personalmente, ritengo quasi uno spreco di tempo affannarsi su un nome o un altro (per quanto bello lo troverete, non piacerà a tutti e la discussione diventerà infinita). Il nome è l’abito della sposa; preferisco occuparmi della sposa: che sia quella giusta, che cerco per la vita, e se è lei, venga pure all’altare in ciabatte e bigodini. Certo, vestita da sogno e dopo ore dal parrucchiere è meglio, purché non si rischi di perdere la sostanza, perché ci si divide sulla forma.

    Non possiamo avere la pretesa di prevedere tutto ora, tracciare programmi e strategie perfette da subito. Faremo errori, e le cose che faremo bene, non saranno perfette; ci scapperà qualche cazzata grossa; dopo che avremo stabilito tutto per i prossimi sei mesi o sei anni o dal 2021 a settembre del 2023, accadrà qualcosa che ci farà cambiare tutto o persino ricominciare quel che pensavamo ormai fatto, acquisito.

    Non lo so, non posso saperlo, nessuno di noi può saperlo: quello che nasce potrà essere definito Movimento o diversamente, ma cosa deve fare è chiaro: unire persone libere su qualche obiettivo comune, senza chiedere loro di rinunciare alla diversità di idee sul resto; e che lo strumento si chiami M24A o in altro modo, non cambia nulla. Per dare il segnale di qualcosa di nuovo, nel modo stesso di concepire un’area e un’azione politica, per me può chiamarsi anche Filippo. Purché faccia quello per cui esiste.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    8 Commenti

    1. Ciao Pino, ottimo commento. vorrei segnalarti questa INIQUA situazione stabilita per legge… ho fatto un post su Facebook… senza molta partecipazione…. ecco il testo e il link… per questa decisione della Corte dei Conti del Piemonte…. molti comuni per il prossimo anno scolastico 2019-2020 non potranno garantire tutti i servizi necessari a Garantire lo svolgimento della scuola dell’obbligo… ai tratta di Trasporto Pubblico Scolastico, di mensa scolastica… sarebbe molto importante informarsi ed attivarsi nei propri comuni… affinché le prestazioni vengano erogate… magari impostiamo un documento ‘standardizzato’ da far mettere a conoscenza le amministrazioni locali della mancanza.#ServiziPerChiHaSoldi #ZeroAlSud
      di Del Re Gianfranco
      Torino, 03.07.19
      http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/piemonte/pareri/2019/delibera_46_2019.pdf&ved=2ahUKEwjSlJmV5KrkAhUD16QKHRMHCNsQFjAAegQICBAC&usg=AOvVaw0TCFpHDctvzB9i-2s6afTk
      Ai comuni non è consentita l’erogazione gratuita del servizio di trasporto pubblico scolastico, trattandosi di servizio che deve avere a fondamento una adeguata copertura finanziaria.
      Il servizio di trasporto scolastico è un servizio pubblico di trasporto escluso dalla disciplina normativa dei servizi pubblici a domanda individuale.
      Buona #AutonomiaDifferenziata
      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2987098904638455&id=100000151244930

    2. Ciao Pino, ottimo Articolo.
      Vorrei segnalarti questa INIQUA situazione stabilita per legge…
      Ho fatto un post su Facebook… senza molta partecipazione…
      Ecco il testo e il link…
      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2987098904638455&id=100000151244930
      #ServiziPerChiHaSoldi #ZeroAlSud
      di Del Re Gianfranco
      Torino, 03.07.19
      http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/piemonte/pareri/2019/delibera_46_2019.pdf&ved=2ahUKEwjSlJmV5KrkAhUD16QKHRMHCNsQFjAAegQICBAC&usg=AOvVaw0TCFpHDctvzB9i-2s6afTk
      Ai comuni non è consentita l’erogazione gratuita del servizio di trasporto pubblico scolastico, trattandosi di servizio che deve avere a fondamento una adeguata copertura finanziaria.
      Il servizio di trasporto scolastico è un servizio pubblico di trasporto escluso dalla disciplina normativa dei servizi pubblici a domanda individuale.
      Per questa decisione della Corte dei Conti del Piemonte…. molti comuni per il prossimo anno scolastico 2019-2020 non potranno garantire tutti i servizi necessari a Garantire lo svolgimento della scuola dell’obbligo… ai tratta di Trasporto Pubblico Scolastico, di mensa scolastica… sarebbe molto importante informarsi ed attivarsi nei propri comuni… affinché le prestazioni vengano erogate… magari impostiamo un documento ‘standardizzato’ da far mettere a conoscenza le amministrazioni locali della mancanza.
      Buona #AutonomiaDifferenziata

    3. Mi trovo completamente d’accordo, equità è il termine corretto. Le conseguenze saranno solo reazioni alla non equità.
      Una nota… nel caso in cui nel tempo questa equità venga raggiunta o parzialmente colmata bisognerà avere l’onestà anche di rinunciare oppure di non ricevere. Mi spiego meglio, l’immagine che da il senso dell’equità con le tre persone in piedi su un numero diverso casse che da loro modo di raggiungere la stessa altezza, rappresenta un situazione configurata in quel momento. Ma cosa succede se la persona più bassa, con un numero maggiore di casse, dovesse crescere nel tempo? Ovviamente si ritroverà più in alto! quindi per manatenere l’equità si dovrà togliere la cassa a colui che era il più basso oppure darne una agli altri due… in caso contrario saremmo una copia di chi proviamo a contrastare.

    4. Infatti, non ciò che è uguale ma ciò che è equo! Diamo voce alla ricerca di uguaglianza che si alza dal Meridione, quello che von Savigny chiamava il Volksgeist , lo spirito del Popolo. Il popolo del Sud stanco di essere colonia, stanco degli insulti, stanco di soffocare in un treno su binar da 1800…!!
      Accendiamo i motori!!!

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