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    LETTERA AI SENATORI MERIDIONALI: “NO TAV”, PRIMA I TRENI A SUD

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    DA GIULIA BONGIORNO A GIANNI PITTELLA, PASSANDO PER F.I., FdI: PER UNA VOLTA, CHE IL SUPERFLUO A NORD NON VENGA PRIMA DEL NECESSARIO CHE MANCA A SUD

    Cara senatrice meridionale, caro senatore meridionale: voterai “sì” per la linea Tav Torino-Lione? Voterete geograficamente allineati a quel Nord che da un secolo e mezzo, quando si tratta di accaparrarsi soldi pubblici e infrastrutture, supera sempre le divisioni ideologiche o partitiche e vota in blocco contro il Mezzogiorno, a cui nega treni, strade, fondi destinati alla salute, alla sanità, agli asili, all’assistenza familiare, alla scuola, alle università, ai Centri di ricerca; a cui sottrae persino giovani laureati, per sfruttarli, lasciando la spesa della loro formazione a carico del Sud?

    IL MERIDIONALE CHE VOTA “SÌ TAV” PUGNALA LA SUA GENTE E LA SUA TERRA

    Cara senatrice, caro senatore, se voti il “sì” alla Tav, spiegherai tu ai tuoi elettori meridionali che questa folle spesa per un’opera persino dannosa, oltre che inutile, è prioritaria rispetto al treno che a Matera e in gran parte del Sud non arriva da quasi 160 anni? E “Prima il Nord” significa che è più importante che delle merci (ma il traffico è in calo) arrivino, fra 20-30 anni, qualche minuto prima da Torino a Lione, mentre da oltre un secolo e mezzo i terroni non riescono ad arrivare in gran parte delle loro città, se non con mezzi propri, “a proprie spese”, mentre al Nord, persino le merci scarse hanno diritto all’alta velocità a spese di tutti?

    Spiegherai tu “la priorità della Torino-Lione” a chi, da Reggio Calabria a Bari, in treno, impiega più tempo di quanto ce ne voglia in aereo per arrivare a New York? E che su tratte interne siciliane, ove ci sia qualcosa spacciata per treno, puoi percorrere 300 chilometri nel tempo che ci vuole per andare a New York in aereo e quasi ritornare a Palermo?

    Cara senatrice meridionale, caro senatore meridionale, vuoi aggiungere il tuo nome alla lista degli ascari del Sud chiechi e sordi ai bisogni della propria gente e della propria terra, ma non agli ordini di partiti “nazionali” che hanno sempre imposto “Prima il Nord” e anzi, “Solo il Nord”, già prima che la Lega ufficializzasse la vera linea di governo “unitario” italiano dal 1861?

    IL M5S VOTA CONTRO, A PERDERE

    Il M5S annuncia il voto contrario alla Tav, sapendo di perdere e mirando a salvarsi l’anima a costo zero, perché la Lega voterà “sì” con tutti gli altri al servizio della ristretta cerchia dei soliti “prenditori” padani. E la porcata passerà.

    E tu, voi, senatori del Sud, che scusa cercherete, questa volta, per giustificare la subordinazione alla bulimia nordica di soldi pubblici? Con lievissime differenze, non si salva nessuno dei vostri partiti e di voi, singolarmente. Senza rifare la storia d’Italia, guardate il Mezzogiorno: è per colpa vostra e di quelli che vi hanno preceduto che treni, strade, porti, infrastrutture e “grandi opere” sono solo al Nord, con i soldi del Sud; e persino i soldi europei che dovevano ridurre la distanza Nord-Sud sono usati per accrescerla. I vostri elettori forse cominciano a stufarsi di esser complici insieme a voi, eleggendovi e prendendo per vere le promesse (per citare un caso che tutti include e condanna: a Taranto si muore di Ilva per lo scempio di diritti costituzionali dei cittadini fatto da governi di centrodestra, tecnico, centrosinistra e giallo-verde a pro dei “padroni”. Non solo della fabbrica, verrebbe da dire).

    IL NORD VOTA COMPATTO PER IL NORD, IL SUD DIVISO, E PERDE SEMPRE

    Quando i governi Berlusconi usavano il Comitato interministeriale programmazione economica (Cipe), addirittura presieduto da sottosegretari terroni (uno finì in galera) e le casse dei ministeri per spostare tutti i soldi a Nord, i parlamentari meridionali tacevano e votavano: i fondi per le strade dissestate di Calabria e Sicilia presi da Tremonti per abbuonare l’Ici sulle case di lusso a tutt’Italia; quelli per ricerca e startup al Sud finiti alle compagnie di navigazione sul lago di Garda, l’illuminazione in Veneto, l’industria bresciana delle armi; i fondi europei per il Sud dirottati per le mazzette del Mose o la metropolitana di Torino… Devo continuare? Il successivo governo “tecnico” Monti fece di peggio. Superato da quello di centrosinistra Letta, di cui basterebbe ricordare gli stanziamenti ferroviari solo a Nord (briciole a parte) e l’incredibile decreto ammazza-università del Sud, per arricchire ancor di più le già favorite e più ricche del Nord. Renzi riuscì nel capovaloro di far rimpiangere Letta, con gli 80 euro destinati solo a chi aveva un reddito medio-basso, escludendo chi (a Sud) moriva di fame con redditi bassissimi o nessun reddito; o l’incredibile stanziamento di oltre 4500 milioni per le ferrovie, di cui appena l’1,2 per cento da Firenze in giù. E i parlamentari del Sud ingoiavano tutto; zitti e proni.

    Il governo gialloverde, con l’Autonomia differenziata che la Lega pretende di far passare a tutti i costi (costi, ovviamente, a carico del Sud), ci ha offerto una delle più disgustose “perle” di sempre della politica italiana, che non è ideologica, ma geografica (Nord contro Sud): il documento congiunto dei consiglieri regionali Pd di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con cui si chiede che il Pd “nazionale” (quindi Pd terroni inclusi), appoggi Salvini nella corsa all’Autonomia per sottrarre al Sud ulteriori risorse da trasferire al Nord.

    LA POLITICA È GEOGRAFIA AL NORD, IDEOLOGIA AL SUD

    Il meccanismo è coloniale: al Sud ci si divide, secondo le alleanze idelogiche “nazionali”, mentre il Nord si divide localmente, ma agisce da soggetto unico in campo nazionale; così, chiunque vinca, a Sud, il Sud perde, il Nord vince. E la distribuzione della spesa pubblica e delle infrastrutture non è che la traduzione di questo uso squilibrato della forza (la politica è lo strumento per trarne i frutti).

    Persino i partiti sputano in faccia la verità ai loro esponenti ed elettori meridionali: con il Pd che ha capilista del Nord al Nord (rarissime, storiche eccezioni), mentre al Sud si è arrivati pure a metà capilista del Nord in cerca di un posto sicuro nelle colonie; o con la Lega che prima si prende i voti terroni, poi manda dal Nord i commissari a gestirli, lasciando agli eletti “territoriali” del Sud, la libertà di servire, lieti di farlo (la miseria di dover dire, con accento napoletano e senza guardare in faccia gli interlocutori, che “L’Autonomia è una opportunità anche per il Sud”).

    Allora, cara senatrice meridionale, caro senatore meridionale, volete, tu e i tuoi colleghi, coprirvi e coprirci di vergogna ancora una volta, come da tradizione politica italiana, e votare sì a questo schifo di Tav che sapete benissimo essere solo una mangiatoia e un tangentificio? O volete avere la soddisfazione di poter passare davanti a uno specchio senza dover girare la testa dall’altra parte? Votate “NO”, e chiedete che non si facciamo altre porcate ad alta velocità al Nord, prima del treno per Matera, del collegamento diretto fra le più grandi città del Mezzogiorno continentale, Napoli e Bari; prima del completamento della supertrada (almeno quella, cazzo!) Reggio Calabria-Taranto; prima che la Sicilia abbia finalmente autostrade e ferrovie che la rendano europea, non più peggio che subsahariana.

    PRIMA TRENI E STRADE E SCUOLE CHE MANCANO A SUD: LA VERA PRIORITÀ

    Per una volta nella vita, cara senatrice meridionale, caro senatore meridionale, fatevi un regalo e fateci un regalo: dite una parola che sia vostra, che riguardi la vostra terra, la vostra gente, invece del voto che vi viene imposto su decisioni, opere, strategie altrui e solo a beneficio dei più ricchi. Lo so che il potere, anche delle vostre candidature, è nelle mani del Nord, ma lo avranno finché voi non vi porrete come interlocutori con idee, proposte proprie. Un rischio, ma il servo non rischia meno.

    La Torino-Lione è osteggiata da trent’anni, l’analisi costi-benefici l’ha dichiarata inutile, dannosa, a perdere; l’Italia si accolla le spese dei due terzi, mentre i due terzi dell’opera sono in Francia; le promesse dell’Europa di aumentare la percentuale di soldi che metterà di suo non costituiscono un impegno per l’attuale guida della Ue; sbaglia i conti il capo del governo Giuseppe Conte che scopre giusto in tempo la convenienza della Torino-Lione, per accreditarsi quale più affidabile referente (rispetto ai due scalpitanti vice, suoi datori di lavoro) agli occhi della cricca di “prenditori” parassiti di opere e fondi pubblici.

    LA TAV È SOLO L’ENNESIMA MANGIATOIA-TANGENTIFICIO PER I “PRENDITORI” PADANI

    Cara senatrice, caro senatore meridionali: quando vedremo tanto vostro arrampicarsi sugli specchi, tanto furore, tanti ricatti politici, tante minacce di crisi di governo, tanti pugni sul tavolo a favore di un’opera al Sud, dove nemmeno l’essenziale assume dignità di diritto, mentre irrinunciabili sono pure il superfluo e l’inutile, se al Nord?

    Io non credo che siate tutti servi, privi di carattere e di volontà. Le circostanze sono costrittive, da un secolo e mezzo, per i parlamentari del Sud. Ma può finire. Fidatevi della vostra gente e datele una ragione per fidarsi, per fare insieme una rivoluzione di rispetto di sé: “NO Tav Torino-Lione – SÌ Tav al Sud” (incluso Matera).

    Questo voto può segnare una svolta storica. A te, cara senatrice, caro senatore meridionali, decidere come essere ricordati; perché il Sud di destra, di centro, di sinistra sta ritrovando se stesso e a ognuno si chiede se di questo popolo vuol fare parte o è nemico.

    4 Commenti

    1. “Spiegherai tu “la priorità della Torino-Lione” a chi, da Reggio Calabria a Bari, in treno, impiega più tempo di quanto ce ne voglia in aereo per arrivare a New York?”

      Perchè esiste ancora una tratta ferroviaria Bari-Reggio Calabria?

    2. E pensare che per andare da Bari a Cosenza e viceversa due anni fa, dovetti ripiegare su un pullman, e trovato dopo tanta faticosa ricerca…..

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