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    LA TENTATA RAPINA DEL NORD AL FONDO “COESIONE” DEL SUD

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    CON LA COMPLICITÀ DI DUE M5S DEL NORD. SVENTATO IL COLPO. PER ORA…

    La Lega vuole tutto, subito, e se lo prende, con la complicità di ascari meridionali: l’Autonomia differenziata di rapina pro-Nord sta per essere calata sul banco e vale la fine del governo ed elezioni anticipate (che per molti eletti significherebbe porsi alla disperata ricerca di un lavoro); nel frattempo, con un colpo di mano, la Lega si impossessa del fondo per la Coesione territoriale, un bottino da circa 60 miliardi, rubandolo al ministero del Sud. E manco si capisce davvero se la rapina sia riuscita, ci abbiano provato, ia solo rinviata a un voto in Parlamento o a quello della Conferenza delle Regioni (noto mattatoio di diritti del Sud e bancomat del Nord, per impreparazione, sudditanza e assenza dei rappresentanti del Mezzogiorno e per protervia e destrezza di quelli del Nord).

    Ma si risolvesse pure tutto in una sceneggiata (e non credo), il danno politico del M5S resterebbe lo stesso enorme: ancora allo sbando per la batosta elettorale, appare come un pugile nell’angolo, la preda ipnotizzata dalla violenza dell’aggressore che si vuol divertire prima di sbranarla. Mettere le mani sulla cassa della Coesione territoriale, che per legge ha fondi destinati per l’80 per cento al Mezzogiorno ed è gestita dal ministero del Sud, lancia messaggi devastanti:

    SOLDI, SOLDI, SOLDI, SOLDI…

    1. la Lega sta lì solo per rastrellare soldi e portarli al Nord;

    2. ovviamente, quei soldi siano tolti ai meridionali (ragione di esistenza della Lega);

    3. meglio ancora se sottratti al ministero del Sud, che non deve esistere e se sì, che sia senza portafoglio;

    4. poi, se la rapina riesce, è un colpo di portata storica, se non riesce (che, per la Lega, non vuol dire rinuncia, ma rinviare a tempi più favorevoli e comunque ravvicinati), il popolo del Nord ha visto che il suo partito non cambia il pelo e manco il vizio e non c’è da preoccuparsi per gli ascari terroni, pronti a legare le braccia alla propria gente, per consentire al loro padrone di spogliarla;

    5. queste aggressioni servono comunque a far capire al Sud e al M5S chi è che comanda;

    6. e compattano il Nord mentre spaccano il Sud, perché tutti i partiti al Nord, dal Pd al M5S, cavalcano insieme per l’assalto alla diligenza e, anzi, gareggiano a chi mette prima le mani nella cassetta dei valori (basti ricordare il documento congiunto dei consiglieri regionali Pd lombardo-veneti-emiliani d’appoggio a Salvini per l’Autonomia e il M5S che stava per anticipare i referendum leghisti); al Sud, invece, hai truppe cammellate della Lega che fanno i kapò, mentre i rappresentanti degli altri partiti sono esclusi e si escludono dalle “beghe” nazionali, ripiegati su conflitti locali fra di loro (di più non cercano e non gli è concesso). Per riassumere: la Lega non deve temere reazioni dal Sud se lo deruba (anzi, guadagna voti), il M5S non può presentarsi a Nord meno “autonomista” della Lega. Non c’è partita, perché qualsiasi “compromesso” dei cinquestelle per tenere insieme capra del Nord e cavoli del Sud, sarà sempre meno del tutto al Nord della Lega.LA LEGA HA ALLEATI GLI ASCARI MERIDIONALI CONTRO IL SUD

    In un tale scenario, sono terribilmente chiare alcune cose:

    1. il M5S non sa usare politicamente il preponderante numero di parlamentari che ha rispetto alla Lega, perché teme la fine della legislatura per il limite del doppio mandato (che lascerebbe a casa quasi tutto il gruppo dirigente, a cominciare da Luigi Di Maio). Basterebbe abolire tale norma, per spuntare una delle armi più potenti in mano a Salvini;

    2. la Lega si presenta “nazionale”, ma resta partito territoriale e razzista nordico; il M5S ha la sua base al Sud (pur se ormai in disfacimento), ma deve presentarsi come “nazionale”, a costo di perdere voti a Sud;

    3. la Lega mira a sfasciare, il M5S a rimettere insieme i pezzi. Operazione più lunga, difficile e molto meno appariscente e redditizia in voti;

    4. la tattica della Lega è aprire continuamente nuovi fronti, in modo che sia impossibile per il M5S poterli contrastare tutti: come se facciano un buco in una diga, corrì lì, metti un tappo, ma quelli fanno altri buchi più in là, tu corri a tappare, ma già ne hanno prodotti uno più grande e poi un altro… finché cominci a cercare di otturare solo i più vicini, o i più larghi e poi forse ti rassegni. La diga si svuota; ci metterà un po’ più di tempo, ma si svuota;

    5. così (per restare all’idraulica), mentre si tenta di contrastare la privatizzazione dell’acqua del Sud, la Lega scippa la cassa del Fondo Coesione, con un emendamento che è una dichiarazione di guerra all’alleato; e mentre cerchi di sminuire la portata di una simile aggressione e impedire il furto da 60 miliardi (si parla di “stralcio dell’emendamento”, come fosse una vittoria, invece di pretendere una pubblica sconfessione che potrebbe essere, però, imbarazzante, perché a fare la porcata hanno contribuito i due delegati del M5S, o complici, o incapaci), Salvini tuona che “allora” si deve varare l’Autonomia differenziata a favore del Nord, che vale più o meno lo stesso numero di miliardi; e mentre il M5S cerca di ricordare che “va bene l’Autonomia” (per non perdere il Nord), ma solo in presenza di un “piano” per il Sud, Salvini chiede (a vantaggio quasi esclusivo del Nord) il taglio orizzontale delle tasse di almeno 10 miliardi, che è circa il doppio del reddito di cittadinanza, infischiandosene che il governo stia combattendo a Bruxelles per i 10 euro in più o in meno, pena multe miliardarie. In cotal casino, se passano la più grande privatizzazione di acqua mai fatta in Europa, e molto altro, lo si considera un male minore, un boccone gettato alla belva, per sedarne la fame per un po’, e riprendere fiato.

    Soldi, soldi, soldi, soldi… la Lega è solo un’idrovora unidirezionale. Il resto è spettacolo, cabaret.

    Non è più politica, non è più un governo, è buttare a mare, a mano a mano, tutto il carico della nave, per reggere a galla un altro poco e naufragare il più tardi possibile, sperando che il vascello pirata che ti segue si attardi a ripescare quei beni e non decida di porre fine alla tua agonia con un colpo di cannone.

    Che senso ha?

    MA IN PARLAMENTO M5S VALE ANCORA IL DOPPIO DELLA LEGA, NON LA METÀ!

    Ma se lo ricordano i cinquestelle di avere il doppio dei parlamentari della Lega? Quanto ancora pensano di poter tenere a bada il dissenso interno, specie a Sud, e il malumore dell’elettorato che, a torto o a ragione (la percezione dei fatti vale spesso più dei fatti) vede sacrificati sull’altare della Lega tutti i valori che hanno generato il fenomeno M5S? Il Mezzogiorno chiede la tutela dei propri diritti: se non lo fa il M5S, qualche altro soggetto politico lo farà; in quattro anni, il Sud è passato dal foto in blocco al centrosinistra /2015), al voto in blocco al M5S (2018) e ora a fidarsi addirittura del suo peggior nemico (2019).

    I fenomeni politici sono oggi sempre più veloci ed effimeri. Ma la Lega può mettere radici (e lo sta facendo cedendo tutto a tutti, su tutto) nel tessuto economico. Se gliene si lascia il tempo, poi potrebbe diventare durissimo sradicarla (il fascismo è durato vent’anni). Quindi, o la si ferma subito o sarà un danno storico. Il M5S può farlo; o lo farà qualche altro, da Sud.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    4 Commenti

    1. il problema è che gli eletti dei 5stelle non rispondono agli elettori meridionali che li hanno votati ma alla casaleggio che li ha candidati.

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