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    LA PROFEZIA DI BANNON È ORA VERA: “L’ITALIA OGGI FA PAURA”

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    IN UN SOLO ANNO, M5S DIMEZZA, LA LEGA RADDOPPIA. ORA TUTTO PUÒ SUCCEDERE, A COMINCIARE DAL PEGGIO

    Un anno, per un disastro: dissipato un patrimonio di voti che solo la Dc aveva avuto in tali dimensioni. Il M5S, che riusciva a essere succube della Lega quando aveva il doppio dei voti (puntare i piedi nelle ultime settimane è servito a poco), cosa può fare ora che ne ha la metà? Appena nacque l’ircocervo M5S-Lega, la prima osservazione, fra un conato di vomito e l’altro, fu: Salvini si comporta come se avesse il 33 per cento, Di Maio come avesse il 17. Ecco, adesso è vero.

    Ancora oggi, non si riesce a capire la follia di tale suicidio politico: il M5S che aveva fatto il pieno di voti a Sud, porta al governo il peggiore nemico del Sud; riesce in poche settimane, a farsi odiare dove aveva fatto un raccolto bulgaro di consensi (da Taranto dell’Ilva al Salento della Tap) e, per cercare di salvare i pochi voti che prende(va) al Nord, dove non ha alcuna speranza di rosicchiare posizioni alla Lega, butta a mare il tesoro che aveva a Sud; e lì, il suo alleato cannibale scende a vendemmiare fra i delusi! Persino un partito ormai scoppiato, allo sbando e divenuto quasi innominabile nel Mezzogiorno, il Pd, recupera qualcosa.

    IL SUD ANCORA BASE DEI CINQUESTELLE, ANCHE SE PIÙ STRETTA

    A guardare questi nuovi risultati, il Sud è ancora la base che resta al M5S, pur avendo perso molto. La sola possibilità di recupero che ha (e di risarcimento a un territorio e un elettorato traditi) è di ripartire da lì, con i dirigenti che in tal senso hanno mostrato di ben meritare (e ce ne sono), e diventare il partito dell’equità, senza più compromessi ed equivoci su “grandi opere” superflue e persino dannose e soltanto al Nord, che sono puri tangentifici per ingrassare la parassitaria economia padana; e, al contrario, far ripartire il sistema produttivo del Paese, realizzando l’essenziale che manca (treni, strade, scuole, aeroporti) dove manca.

    L’effetto di questa catastrofe è tale che oscura pure quello che di buono il M5S ha fatto: il reddito di cittadinanza, proprio perché confindustriali e nordici ne parlano male, è una cosa buona, sempre che si riesca a farlo funzionare (ricordiamoci che va ai più poveri, mentre il Pd di Renzi gli 80 euro li aveva calibrati perché andassero solo al Nord, a chi aveva un reddito medio-basso, escludendo quelli più bassi del Sud e i senza reddito); pur tardivamente e poi con sospetti tentennamenti, il M5S è riuscito a capire e a fermare lo scempio definitivo della Secessione dei ricchi, con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna pronte a scappare con la cassa comune, lasciando il debito ai fessi.

    PRINCIPIANTI E PRESUNTUOSI HANNO PORTATO IL PAESE ALLO SBARAGLIO

    La presunzione e l’inesperienza hanno fatto la differenza: una squadretta di principianti assoluti al governo (un conto è fare opposizione in Parlamento, sul web e nelle piazze, un altro guidare ministeri, economia, conflitti di lobbies) pensava di farcela contro la Lega che è il partito più antico d’Italia, ormai, un covo di marpioni, incluso alcuni pregiudicati e diversi inquisiti, usi a cavarsela sempre (o quasi), fregando il malloppo.

    E se si pensa alla ragione di tutto tanto disastro, cadono le braccia: per la norma del no al doppio mandato, se M5S non fosse andato al governo, non importa se con il peggio che c’è (partito razzista e antimeridionale che dice di essere cambiato fra le 17,20 e le le 17,25 sulla via di Damasco-Chigi), si sarebbe forse tornati a votare; ma Giggino Di Maio avrebbe dovuto lasciare il banco; Alessandro Di Battista, furbescamente fermo un giro, sarebbe rientrato quando il Movimento, non ancora immolatosi sull’altare di Salvini, avrebbe potuto addirittura incrementare il già altissimo patrimonio di voti. Io scuoto l’albero e un altro prende i frutti? Mai! Ecco, ora i frutti non li prende un altro del M5S, ma Salvini.

    Per fare tanto danno in così poco tempo, bisogna essere dei geni; o il contrario.

    NON BUTTARE IL BAMBINO CON L’ACQUA SPORCA

    Ora si deve avere il coraggio di non buttare il bambino con l’acqua sporca; fare alla Lega quello che la Lega ha fatto al M5S (Di Maio, ovviamente, si ritiri in convento a riflettere e lasci il timone ad altri; anche al primo che passa), approfittando del fatto di avere in Parlamento numeri che corrispondono alle vecchie percentuali e non alle attuali; bisogna recuperare credibilità, rinnovando la classe dirigente. E potrebbe non bastare. Il rischio è che i capi perdenti tornino ad accusare gli elettori, come ebbero il coraggio di fare dopo il 4 marzo, pur essendo il loro partito il più votato e giustificando la carognata dell’alleanza con la Lega, con il mancato 51 per cento che quei cattivoni di italiani avevano negato e che in Italia non ha avuto mai nessuno, mentre la Lega con il 17 si è preso il piatto e con molto meno del 17 teneva per le palle i governi di centrodestra.

    Quello che comincia adesso è il periodo peggiore per il Paese (forse persino più degli albori del Ventennio fascista, perché allora non si sapeva cosa fosse, ora sì), con un branco di Lanzichenecchi del Nord e di venduti o illusi del Sud che raccattano briciole sotto i tavoli su cui viene sgozzata la loro gente. Può davvero succedere di tutto e l’Autonomia differenziata, ovvero la Secessione con furto della cassa, è la prima cosa che verrà reclamata (o l’hanno già fatto mentre scrivo?) e da lì la disgregazione dello Stato. Che se deve essere leghista, meglio perderlo.

    In Parlamento, ripeto, ci sono ancora i numeri a vantaggio del M5S, che ora teme come la morte il ritorno alle urne con cui la Lega può essere tentata di capitalizzare il risultato. I momenti fortunati passano in fretta, come si è visto per Renzi, per i cinquestelle e volesse il cielo (magari un po’ incazzato per essere stato preso per il culo con i rosari), per Salvini.

    COSA FARÀ IL QUIRINALE?

    Al Quirinale c’è uno che, zitto zitto, ha mostrato di saperci fare. Ma ora tutto è più difficile. Non so se ricordate le parole con cui chiudo il mio libro su quello che sta avvenendo nel mondo, con la globalizzazione imposta dalla nuova civiltà, quella informatica; non sono parole mie, ma di Steve Bannon, il guru dei neonazisti e razzisti statunitensi, già consulente di Trump e adesso di Salvini: avverte che il centro della politica mondiale, per la distruzione degli Stati nazionali, ora è Roma, tanto che «Oggi l’Italia fa paura».

    “Anche agli italiani”, aggiungo io.

    La logica portava a questa conclusione, la speranza era che non fosse vero. Ma quel giorno è arrivato.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    6 Commenti

    1. la sconfitta nasce con la morte di casaleggio che ha portato ad una totale trasformazione del m5s, da movimento che nasce dal basso a movimento del leader, per giunta nominato dal figlio di casaleggio; essendo poi questi, due figure mediocre, hanno dissipato quella che era stato di fatto un successo non loro ma di casaleggio padre, oramai morto, e grillo, oramai pensionatosi.

      sinceramente non credo sia possibile invertire la marcia, significherebbe che chi ha oggi il potere all’interno del movimento, casaleggio-dimaio, lo dovrebbe cedere, cosa che è difficile che avvenga, avendo pure abiurato tra le tante anche alla democrazia diretta ed al uno vale uno.

      per il sud mala tempora currunt, autonomia differenziata, università, sanità, trasporti, tutto è destinato a peggiorare già in questa legislatura con i grillini volenti o nolenti, se non sarà la’utonomia sarà la flat tax che di certo non avvantaggerà quella parte del paese che ha la gran parte di disoccupati, e con il sacco totale nella prossima dove la lega è destinata a farla da padrone.

      sul m5s oramai è chiaro che il sud non potrà contare per il suo riscatto, unica speranza potrebbe essere solo la nascita di una forza meridionale di cui però non si vede neanche un embrione.

      • Non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca: c’è tanta gente perbene che ha lavorato e lavora bene del Movimento (come in altri partiti); vanno coinvolti i migliori, comunque, nelle iniziative per riaddrizzare le cose. Fidarsi degli onesti, non c’è altra scelta; e qualcuno poi si scoprirà sopravvalutato, quakche altro pavido, ma non tutti.

    2. Perfettamente d’accordo su tutto! Tieni conto però che alla base del Movimento non ci sono affatto attivisti duri e puri della prima ora. Sì sono trasformati quasi tutti in arrivisti, sempre in cerca di incarichi e poltrone. Non parlano d’altro, non fanno altro. Del M5S così com’era fino a 6-7 anni fa, non c’è rimasto niente! Perfino Beppe Grillo non è più lo stesso. E senza un grande trascinatore e comunicatore, dai sani principi, come si fa a ricominciare da zero?

      • Ricominciando dal mettersi insieme per risolvere problemi: del quartiere, della città, della regione…, chiedendo aiuto agli altri e dando aiuto agli altri. Non c’è un altro modo. Con le macerie dei templi di dei estinti (perdona la citazione da “Il potere dei vinti”), si costruiscono le nuove cattedrali. Studiare per sapere, sapere per fare, ascoltare per condividere

    3. La colpa della sconfitta del Movimento sicuramente è da addossare alla poca esperienza del capo politico Di Maio, il quale non è riuscito a comprendere la strategia del capo della Lega (nord) cominciata subito dopo l’accordo contrattuale e finalizzato con l’imponenza dell’ultimo periodo. Salvini è troppo furbo per Di maio. e’ stato sconfitto quindi si deve fare da parte e dare spazio alla base del movimento, e lo dico da elettore.
      Come dice Lei occorre necessariamente una unione intellettuale meridionale tale da far capire anche alle persone meno informate del Sud Italia la schifezza della riforma dell’autonomia differenziata, io, leggendo i suoi testi e quelli di Marco Esposito sono riuscito a comprendere lo scempio fatto dall’avvento della seconda Repubblica filo nordista. Vivo e lavoro al nord (Bologna), sono di Napoli, e “combatto” quotidianamente con i meridionali rinnegati.

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