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    LA LEGA SI SLEGA DA SALVINI: MASSIMO DEI VOTI, MINIMO DEI RISULTATI

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     E IL VENETO VUOLE LA “SUA” LEGA AUTONOMA

    La Lega è disperata, ma Salvini di più: nel partito rischiano di esplodere le contraddizioni fra le varie anime (tradotto: bande d’affari) e chi potrebbe farne le spese è il Kapitone, rivelatosi il capo più inetto, casinaro e inefficiente della (brutta) storia di una formazione politica nata solo per rastrellare risorse nazionali da destinare a poche regioni, anche usando, sollecitando e alimentando i peggiori sentimenti umani (sperando che il termine non li offenda), il razzismo.

    La causa dell’implosione leghista potrebbe essere l’azione politica svolta da quei piccoli gruppi di meridionalisti che, scoperta l’entità della rapina lombardo-veneta-emiliana, tramite l’Autonomia differenziata, hanno gettato sabbia negli ingranaggi perfetti costruiti e tenuti segreti dai razziatori di soldi pubblici, sfruttando (nel “contratto”) l’iniziale disattenzione del M5S. Detto così, si corre il rischio di sopravvalutare quanto è accaduto, a opera di pochi, ma condiviso, e con decisione, da moltissimi e reso azione di governo da parte di un M5S che, capita la trappola, ha reagito subito e bene (va detto).

    PENSAVANO SI SVUOTARE LA CASSA, RACCOLGONO BRICIOLE

    Il risultato? La Lega si arena, nonostante i successi elettorali e i sondaggi stellari. Cominciano gli scontri interni e le accuse a Salvini di sacrificare gli interessi del Nord al raccolto elettorale a Sud. Ma resta la convinzione e poi, sempre meno forte, la speranza di portare a casa un’Autonomia più magra, ma sempre ricca. Così non è. La rapina, per riuscire, doveva restare nell’ombra (il male, ripeto, sono le cose che si fanno di nascosto, scrisse Corrado Alvaro). A far luce sullo scempio programmato e a bloccarlo è stata la divulgazione dei criteri di vero e proprio saccheggio avanzati dalle Regioni secessioniste (sino all’appropriazione indebita di infrastrutture nazionali, autostrade, ferrovie, eccetera, realizzate con soldi di tutti gli italiani e che diventerebbero “regionali”, sol perché attraversano quei territori. «Questo è un furto!», dirà il professor Gianfranco Viesti).

    La violenza della reazione lombardo-veneta e delle loffese (signori si nasce; e l’insulto descrive, di solito, chi lo lancia. Il presidente lombardo Fontana ha usato il termine “cialtroni”) è stata la spia della sorpresa: non si aspettavano il Sud che obiettasse. Come osano, nelle colonie!?!?

    In pochi giorni, con gli attivisti di Agenda Sud Calabria (specie Paolo Spadafora), la campagna di informazione tramite il mio blog e le pagine di “Terroni”, dell’associazione neoborbonica e molte altre, le denunce documentate di Marco Esposito sul “Mattino”, l’appello contro la “Secessione dei ricchi” del professor Viesti, condiviso da centinaia di docenti, scrittori, professionisti e 60mila cittadini, i distinguo di alcuni senatori più avvertiti, quali Sabrina Ricciardi, dei cinquestelle e Saverio De Bonis, già cinquestelle e organizzatore di un convegno con costituzionalisti, economisti e scrittori, negli ambienti del Senato; le prese di posizione di politici di ogni schieramento (specie in Campania, con la portavoce M5S alla Regione, Maria Muscarà, si è creato un clima di allarme che ha indotto i distratti ad approfondire e a scoprire che si stava per compiere la rapina del secolo, da parte delle Regioni più ricche, a danno di quelle più povere. Di Maio ha frenato, “per il momento” e poi tenuto il freno tirato, a mano a mano che ci si rendeva conto dell’enormità del “colpo“ ideato.

    LA CORSA LEGHISTA SCHIANTATA SUL MURO CONTRO LA SECESSIONE DEI RICCHI

    A quel punto, è venuto giù di tutto: le università si sono mosse; alla Federico II di Napoli è sorto un “Osservatorio” che non è spina, ma spada nel fianco dei secessionisti; la Regione Calabria ha approvato all’unanimità una mozione di fuoco contro l’Autonomia, minacciando ricorso alla Corte Costituzionale, i presidenti di Regioni del Sud inizialmente possibilisti, si sono ricreduti.

    Paradossalmente, più la Lega vedeva crescere il suo consenso al Sud (gli schiavi difendono le catene…), meno raccoglie di quel che le interessa davvero: soldi, soldi, soldi dalle tasche degli altri (ovviamente, strillando di essere stanchi di esser derubati, anche se un ente di Stato, i Conti pubblici territoriali, conti in 61 miliardi all’anno le risorse sottratte al Sud e dirottate al Nord). Ma c’è il sospetto che a a far traboccare il vaso dei malumori e degli scontri intestini della Lega Nord e del suo elettorato settentrionale (cui è stato promesso l’impossibile, che ora si rivela tale) sia stata una miserabile goccetta di prosecco.

    LO SHOCK DEL NO-PROSECCO: IL SUD ESISTE E REAGISCE!!!

    Il boicottaggio del prosecco veneto in bar e ristoranti del Sud è stato uno shock per chi è abituato a prendere l’altrui e insultare impunemente. Certo, costoro hanno sentimenti che coincidono con il gonfiore momentaneo del portafogli (non rispettano neppure la loro stessa terra, che tanto dicono di amare e hanno reso la più cementificata d’Italia, la più avvelenata a scopo di lucro, in concorrenza con la Lombardia. Non rispettano la propria gente, che da quei veleni è colpita. Sghei, sghei, sghei… e peggio per gli altri); ma a disorientarli non credo sia stata la stima di quanto ci rimettono con il no-prosecco; penso sia stato scoprire che non giocano più da soli e il convitato di pietra respira, ha vita, pretende rispetto, reagisce. Dal che, la domanda (non peregrina…): “E dopo il prosecco?”.

    E ora mettetevi nei panni dei leghisti: andiamo al governo, wow! Con il M5S di principianti e noi vecchi marpioni, wow! Noi cresciamo e loro calano, wow! Siamo al raddoppio noi e loro alla metà, wow! Siamo il primo partito alle europee, wow-wow!! Ricordatevi (in questo momento siete leghisti, dovete ragionare, scusate il termine, come loro) che appena ieri eravate al quattro castagne e un lupino per cento. Da perdere la testa.

    Quindi, ora ci prendiamo tutto, “i pieni poteri” (segno che qualcuno ha perso il controllo di sé o chi doveva controllarlo se l’è fatto sfuggire). A che servono tutti quei voti se non a svuotar la cassa? I finanziatori, gli affaristi, i “prenditori” padani avevano già ordinato lo yacht più grande calcolando la loro parte nel sacco d’Italia, e invece?

    PASSA SOLO LA TAV TORINO-LIONE. MA GRAZIE AL PD CONFINDUSTRIALE

    L’Autonomia? Ferma. Tutte le “grandi opere” mangiatoie e tangentiste? Ferme. Le Tav, i nuovi “valichi” (semplicemente buchi nelle montagne a prezzi da record mondiale)? Fermi. Il Mose? C’è il commissario. Ma la Torino-Lione (sembra…) si farà, è stata votata in Parlamento. Sì, è l’unica, ma la Lega deve ringraziare il Pd confindustriale, se no, manco quella. E forse, i “prenditori” sono più grati al Pd che alla Lega (lo scopriremo dai liberi contributi alle Fondazioni “vicine”, come si dice, ai partiti).

    Quindi, cosa serve alla Lega vincere, se la vittoria non porta soldi e si tramuta in danno, perché suscita tale reazione del Sud, da bloccare l’Autonomia e far partire nientemeno che il boicottaggio delle merci del Nord? La vittoria più disastrosa della storia della Lega.

    Non solo, ma quando si tenta di “capitalizzare” i consensi stimati dai sondaggi, buttando il Paese nei guai, per la bulimia leghista (per la serie: al peggio non c’è limite), si scopre che il Kapitone (probabilmente su spinta dei suoi) ha sbagliato i conti: gli italiani gli si rivoltano contro e ricomincia la contestazione ovunque lui vada (e rinuncia ad andare a Napoli, in Sardegna…: dopo le promesse, si è scoperto il bluff). Conte lo sfancula, Di Maio pure («La frittata è fatta»); e c’è una stranissima “notizia” che passa online: il capo del governo potrebbe porsi a capo di un partito meridionalista e prendere dal 4 per centro al doppio e più. Non ci credo: Conte ha ambizioni più ampie, nazionali o addirittura europee. Ma nessuna smentita o precisazione arriva da uno che puntualizza tutto, peggio di un notaio. Ragionate (vedi prima) da leghisti: ci fottono a Sud, ci rimandano nelle valli da cui siamo discesi! E quasi contemporaneamente, il governatore della Campania, De Luca, si propone per uno schieramento terrone, contro i barbari padani.

    I LEGHISTI FANNO I CONTI: PIÙ SALVINI VINCE, PIÙ LA LEGA PERDE

    Non cito l’iniziativa “di base” che partirà il 24 agosto dalla Grancia. Ma ragionate (idem) da leghisti: cosa abbiamo guadagnato? Nulla dei grandi lavori e pure Torino-Lione, ok, ma vediamo il nuovo governo; non l’Autonomia, che anzi è quasi seppellita; la nascita di opposizione anti-Nord al Sud, boicottaggi(o) e forse un partito meridionalista che ci darà problemi.

    Complimenti Kapitone! Lo stesso Luigi Zaia è in difficoltà, i suoi pubblicamente gli chiedono di abbandonare la Lega lombarda (l’han sempre vista così) e farne una veneta e autonoma. Mentre Giorgetti dei poteri forti incombe e Maroni non vede l’ora di smarronare Salvini.

    Il quale si riduce a mendicare “nun me lassà” a Di Maio, offrendo tutto quello che ha sempre negato (pare anche la collezioje completa dell’Uomo Ragno, “mi manca solo agosto 1993”). Sono gli sbandamenti di un uomo ormai disperato. Certo, in politica non si può mai dire, ma per il Matteo on the beach è messa male: l’inarrestabile successo dell’altro Matteo durò due anni; quello dei cinquestelle, un anno, il salvinico, sei mesi?

    Ripeto, ragionate (ehm…) da leghisti: noi siamo “Nord”, ma lui ha tolto la parolina dal nome (anche se per finta); le stesse liste sono “per Salvini”, come se volesse usarci per trasformarci in un partito suo personale, da Nord a Sud. Totale: più Salvini vince, più la Lega perde. Ergo: e se ora facessimo il contrario e ci liberassimo di lui?

    Magari, domani tutto cambia di nuovo, ma oggi la situazione è questa e anche se dovesse mutare, Matteo è ormai un bagnino zoppo.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    14 Commenti

    1. Ma se con Salvini che vince la lega perde, non c’è il rischio che buttando giù Salvini la lega ritorni a vincere?

      Non sarebbe meglio lasciarlo lì come simulacro inefficace?

    2. il nascente movimento meridionalista la prima battaglia che dovrebbe fare è il ritorno al proporzionale puro, i falsi maggioritari ed i proporzionali con premio di maggioranza abbianmo visto sono nemici del sud.

      la seconda battaglia è il voto di preferenza, basta liste bloccate con nominati spesso pure paracadutati dal nord.

    3. La crisi di Coop Alleanza 3.0, l’arroganza di tutte le altre DELLA GDO, mi piacerebbe che qualche imprenditore o qualche investitore riuscisse a vedere un’affare nell’organizzare piccoli e medi supermercati che commmercializzassero prodotti del Sud in maniera capillare.

    4. gentilissimo Pino Aprile, le esprimo la mia opinione: ho l’impressione che, nell’associare continuamente la richiesta di autonomia avanzata, nel pieno rispetto della Costituzione, da milioni di cittadini italiani del Veneto della Lombardia e dell’Emilia Romagna, sempre e unicamente alla Lega, a Salvini e a Zaia, ci si dimentichi che, ad es. nel Veneto da dove le scrivo, la maggioranza assoluta della popolazione è a favore dell’autonomia… e non siamo tutti leghisti, io non lo sono di certo; si sono espressi a favore dell’autonomia (oltre alla Lega) i 5S al completo e, con sporadiche eccezioni, tutti gli esponenti del PD, di Forza Italia e di FdI; trovare qui una persona, di qualsiasi orientamento politico, contraria all’autonomia, è un’impresa pressochè impossibile… Vediamo tutti i giorni i vantaggi che questo assetto istituzionale dà alle regioni a noi vicine (TAA e FVG), con cui siamo costretti a confrontarci quotidianamente, spesso subendo una concorrenza sleale, ma questo sembra non preoccupare nessuno… mai sentito parlare di secessione dei ricchi per il Trentino, per l’Alto Adige, il Friuli… nella mia Provincia praticamente tutti i Comuni di confine con le Regioni a Statuto Speciale hanno chiesto di fare il salto di là… è disposto a riconoscere che un problema, e bello grosso, esiste? Crede veramente che la (giustissima) debacle di Salvini, ammesso sia tale, possa rimettere le cose a posto? Qui l’autonomia è al primo posto nella testa delle gente… non frega nulla del reddito di cittadinanza, della flat tax, della TAV o del decreto sicurezza… il tema è solo l’autonomia… la inviterei a non sottovalutare il fatto che, se a questa domanda non verrà data una qualche forma di risposta, il tema non verrà di certo accantonato…. semplicemente si inizierà a parlare di indipendenza…

      • Forse non avete approfondito cos’è la presunta “Autonomia differenziata”: un furto, e non per modo di dire. La richiesta di appropriarsi di beni costruiti con soldi di tutti gli italiani e non solo dei Veneti; trattrenere i 9/10 delle tasse, chiamando “regionali” tasse statali; negando il diritto a prima i Livelli essenziali delle prerstazioni uguali per tutti, e poi il “più e meglio” per i veneti… Studi il documento c on cui si chiede quella che viene chiamata Autonomia ma è ben altro; legga cosa hanno scritto fior di economisti di ogni tendenza politica. Che la voglia di saccheggio delle risorse pubbliche sia trasversale lo so benissimo e non faccio che ricordarlo, ma uesto rende la rapina solo più disgustosa. Comprendo il valore identitario del sentire veneto, ne conosco le ragioni e lo rispetto; ma questo non diminuisce di un pelo la volgarità, l’egoismo, la bulimia di chi pensa che politica sia arraffare tutto il possibile e al diavolo gli altri. Parlare di indipendenza è più onesto e Zaia lo ha già proclamato. Ma gli indipendenti usano le loro forze, non quelle altrui: le grandi banche venete falliscono, per i furti dei dirigenti veneti di quelle banche e gli italiani devono sosccorrere i derubati veneti? Il presidente veneto finisce in galera (per sintetizxzare con lui) per i furti al Mose di risorse di tutta Italia (sottratte anche da quelle destinate al Sud) e il Veneto è il derubato? Il residuo fiscale è una nota truffa logica che solo in Italia viene presentata come cosa seria. Al Sud sono rubati e portati al Nord (Conti pubblici territoriali) almeno 61 miliardi all’anno (dieci ponti sullo Stretto) e se al Veneto non si consente di arraffare ancora di più, allora indipendenza? Se c’è coerenza e non solo furbizia a fini di lucro, è l’unica cosa da fare. L’Autonomia dei ricchi a spese dei più poveri è incompatibile con l’esistenza del Paese chiamato Italia: prima dell’ennesima porcata in un secolo e mezzo, sarebbe il Sud ad andarsene. Il prosecco è un avviso. Non è stato capito.

        • Ammetto di non avere la competenza per contrastare le sue affermazioni in merito al presunto furto di beni costruiti coi soldi di tutti gli italiani… potrei dire che di certo non mancano validi analisti economici che affermano l’esatto contrario di quanto sostiene Lei… difficile per un non addetto ai lavori venirne fuori… Continuo peraltro a non capire perchè le regioni autonome – del nord e del sud – possono tranquillamente continuare a gestire (e in alcuni casi a sprecare) i loro soldi senza che nessuno dei novelli oppositori dell’autonomia, nessuno tra i difensori dei poveri dalla secessione dei ricchi, abbia mai avuto alcunchè da eccepire… se una cosa simile chiedono di fare il Veneto, la Lombardia e l’Emila R. apriti cielo… e non mi si parli di ragioni storiche o di peso economico differente… se ne dovrebbe piuttosto fare una questione di principio… Quello che volevo sottolineare col mio precedente intervento è che, con la mancanza di una qualsivoglia risposta alla legittima richiesta espressa da milioni di cittadini italiani, si sta andando di filato verso un’esasperazione delle richieste e degli animi che difficilmente potrà portare qualcosa di buono… Sul Prosecco confermo che non è stato capito il segnale… pur non essendo un appassionato estimatore del suddetto vino, posso ugualmente dirle che qui la cosa è passata nella pressochè totale indifferenza… come saprà non è un prodotto che ha problemi di vendita…

          • Se milioni (esigua minoiranza rispetto a 60 milioni) rispondono a una domanda che, tradotta, significa “volete più soldi, togliendoli agli altri”, il valore democratico è pari a zero; se a questa domanda rispondoino sì uno su due in Veneto e uno su tre in Lombardia, meno di zero. E fa male, mi permetta, a non procurarsi la competenza sul furto per mezzo della presunta Autonomia: la democrazia è studio, acquisizione di competenze e confronto di dati. Veri. Dire: “altri sostengono che”, non ha senso. I dati sono dati e i Conti pubblici territoriali non possono manipolare (come si può invece vedere sul sito del ministero delel Regioni retto, ormai non più, dalla leghista veneta tefani). Legga il “patto” Veneto-Gentiloni, legga i testi che le ho consigliato. E se non si indigna, si preoccupi.

    5. La “domanda” è stata approvata dalla Corte Costituzionale e non poteva essere diversamente considerato che non fa altro che riportare in forma interrogativa l’asserzione contenuta in un articolo della Costutizione italiana… concordo con Lei che sarebbe bello potersi informare e divenire degli esperti in ogni branca dello scibile umano ma non è poi così semplice; io capisco poco di macroeconomia e la materia fatica ad appassionarmi; un mio limite, certo, ma sono dell’idea che se devo costruire un ponte é meglio che mi rivolga ad un capace ingegnere piuttosto cjhe mettermi a studiare la scienza delle costruzioni. Quindi approccio il tema cercando di valutare l’autorevolezza delle fonti, ascoltando (criticamente) quelli che ne “capiscono” più di me… Ebbene, l’idea che mi sono fatto è che non tutti gli economisti nè tutti gli esperti di diritto costituzionale – perchè non si parla solo di “schei” – sono in linea con le sue posizioni… d’altra parte i dati, che certo sono oggettivi, si prestano a interpretazioni anche molto diverse, si possono sottolineare quelli che giovano alle proprie ragioni e magari scordarsene altri…. Ad ogni modo seguirò il suo suggerimento e cercherò di approfondire la materia. Nel frattempo non posso rinunciare a chiedermi quale sia il peccato originale che, da abitante di una terra di confine incuneata fra due regioni (TAA e FVG) che godono da decenni della più ampia autonomia, terra da cui i giovani scappano, in cui si tagliano quotidianamente i servizi di base, dove mancano i soldi per la manutenzione delle poche infrastrutture (quante analogie col “suo” sud… e non creda alla retorica di Zaia del Veneto Felix), quale ragione, insomma, dovrebbe impedirmi di ambire allo stesso “status” raggiunto dai miei vicini di casa autonomi che abitano in quelle regioni che (rapinando il sud???), sono riuscite negli anni a garantire ai loro cittadini standard e qualità di vita di gran lunga migliori rispetto alla mia… E il quesito diventa ancor più stringente se considero che quelli che oggi si strappano le vesti al solo sentir pronunciare la parola “autonomia” declinata in salsa veneta, mai li ho intesi eccepire, non solo sul furto di ricchezza che le autonomie dorate, ma oggettivamente efficienti che Le ho citato, avrebbero perpetrato ai danni del sud, ma nemmeno su quelle autonomie che i soldi li hanno usati per favorire clientelismi, assistenzialismi e sprechi… non se ne abbia per la franchezza, è solo il mio pensiero. Un saluto cordiale, Gianluca Rossi – Belluno

      • Caro Rossi, l’informazione sugli italiani agli italiani è stata fornita così deformata, da sempre, che è assolutamente comprensibile dare per scontate alcune cose: il clientelismo e le ruberie, la corruzione dei politici meridionali… Non ricordo se le ho segnalato già il libro “La parte cattiva dell’Italia”, ma lì trova spiuegazioni interessanti e documentate. E la Regione con la corruzione più radicata e ampia è la Lombardia (ci sonoi più soldi…). Le faccio solo un esempio: il rapporto dell’ex miniustro Giarda al Parlamento mostra che ai Comuni del Sud viene dato il 300 per cento del fabbisogno, a quelli del Sud, il 50. Diciamola in maniera becera: il sindaco del Sud che non ruba, sembra abbia già rubato metà del fabbisogno e deve aumentare le tasse per la raccolta dell’immondizia (Reggio Calabria è la città italiana dove si pagano le tasse più alte); il sindaco del Nord che rubasse il 200 di quel 300 per cento, avrebbe ancora quanto serve per non alzare le tasse… Siamno stati e siamo tutti ingannati e recuperare un po’ di verità è faticoso e si rischia di non essere creduti. Ma non c’è altra scelta. La democrazia è studio e fatica. Un caro saluto a lei

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