Home Ricomincio da SUD IL SUD-COLONIA FRA CHI OFFRE LE BRICIOLE E CHI RUBA PURE QUELLE

    IL SUD-COLONIA FRA CHI OFFRE LE BRICIOLE E CHI RUBA PURE QUELLE

    1744
    2

    SI SCOPRONO MERIDIONALISTI I MASSACRATORI DEL MEZZOGIORNO, MENTRE LA LEGA LO OCCUPA “MILITARMENTE”

    La colonizzazione del Mezzogiorno, prima vera di fatto ma negata, è ora palese e spudorata, e tenta di perpetuarsi con l’occupazione quasi militare di ogni centro di potere, di gestione di denaro e voti. Un fenomeno brutale che calpesta pure le apparenze, ormai; acuisce le divisioni e le muta in mortificazione, insulto; ma se lorsignori non se ne curano, e agiscono direttamente e scopertamente, vuol dire che hanno paura di non riuscire più a tenere il Sud in stato coloniale, attraverso i loro subordinati da cortile, classe dirigente locale al servizio di interessi altrui, che incredibilmente spiega “il ritardo” del Sud, non con l’abbandono da parte dello Stato, la sottrazione di risorse, infrastrutture e diritti, ma con le insufficienze e la complicità della… “classe dirigente locale”. Cioè loro stessi: amministratori che vendono gli amministrati al partito a trazione nordista (quale che sia), giornalisti, imprenditori, parlamentari, docenti in “Tutta colpa del Sud”, ma ognuno intendendo gli altri.

    SALVINI NON SI FIDA PIÙ NEMMENO DEI SUOI ASCARI

    Ora, però, il potere politico-economico del Nord non si fida più nemmeno dei suoi ascari: li usa, come e più di prima, ma non li lascia più al volante. Se sino a ieri lorsignori comandavano nascosti dietro un burattino indigeno, abbandonano le cautele, si espongono e tutto emerge più chiaro.

    Lo era chiaro anche prima, per chi voleva capire, ma faceva comodo fingere che non fosse così: qualcuno ha mai davvero creduto che i presidenti della Regione Basilicata, se vogliono restare tali, possano imporre alle compagnie petrolifere padrone della colonia lucana, di mettere almeno un contatore sull’oleodotto, per sapere quanto petrolio si portano via? Non lo hanno fatto i presidenti di Forza Italia, né quelli del Pd, non lo fa il presidente leghista autoctono, brutalmente commissariato da Salvini, come tutti gli indigeni che, a Sud, hanno spianato la via a chi li chiamava(ava?) terroni di merda, porci, colerosi che puzzano più dei cani, topi da derattizzare. Ma quando la dignità è solo un fastidio, non si fa alcuna fatica ad accettare di tutto.

    CANDIDATI DEL NORD ALLE REGIONI DEL SUD

    In pochi giorni, c’è stata una brusca accelerata, dall’estrema destra all’estrema sinistra: la Lega, alla presidenza delle Regioni, prima candidava gli aborigeni, cui faceva raccogliere i consensi, poi, fatto il raccolto, mandava il commissario padano a gestire il malloppo elettorale, per ricordare agli indigeni chi è il padrone. Lo ha fatto in tutte le regioni del Sud, senza che i commissariati dicessero bah!, salvo una associazione di destra lucana che in un suo documento ha scritto: non siamo pecore, non servono pastori.

    Ora, il secondo passo: alla presidenza della Campania, per il centrodestra (se Salvini riuscirà a prevalere su Forza Italia), c’è rischio sia candidato Nicola Molteni da Cantù, appena nominato commissario della Lega. E i locali proni e grati: Napoli ha consolidata tradizione di quinte colonne che aprono le porte della città al nemico. Né Salvini si è trattenuto su quel che pensa dei questuanti lindigeni (bastava leggere l’elenco dei nomi di scoppiati e scarti di altri partiti e altri tempi, alla corte del padano, nell’adunata in teatro a Napoli): ha presentato Molteni vantandone “l’esperienza” di 14 mesi da sottosegretario dell’Interno, quindi, “il più titolato nella lotta alla mafia e allo spaccio di droga” (sono o no i napoletani camorristi e spacciatori? E quindi… Molteni). In Calabria tutti i partiti nel caos e il centrodestra non è messo meglio, ma era già girata l’ipotesi (troppo in anticipo?) di candidare il milanese Vincenzo Sofo a presidente della Regione.

    E IL MINISTRO ALLA SALUTE CONSEGNA LA CALABRIA A ZAIA

    Lo schiaffo peggiore (e magari manco se ne rende conto) è arrivato dal ministro della salute, Roberto Speranza, lucano, sinistra, Leu (liberi e uguali): per migliorare la sanità calabrese, non ha trovato di meglio che un accordo con una struttura di eccellenza di Padova. In condizioni normali, questo non avrebbe alcuna connotazione negativa, se non fosse:

    per lo spudorato tentativo della Regione Veneto, di sottrarre altre risorse e diritti al Sud, con l’Autonomia differenziata (sino a tenersi i 9/10 di tasse anche nazionali, non regionali e rimesse statali rapportate non al costo dei servizi, ma alla ricchezza del territorio! E prima che si stabilisse la vera spesa per i Livelli essenziali delle prestazioni da garantire a ogni italiano). Svergognata la tentata rapina (con una finta marcia indietro dai 9/10 alla sola “spesa storica”, ovvero la divisione delle risorse nazionali che storicamente vede il Nord acchiappare quasi tutto e il Sud essere privato quasi di tutto), l’iniziativa del ministro alla salute (ma è la sua o l’hanno fregato i ministeriali?) consente a un Luca Zaia di straparlare di “solidarietà” (e Cristo morì di freddo), che anticipa l’Autonomia. Complimenti, ministro: come si fa a non capire che questa è benzina sui sentimenti infuocati di chi ha scoperto come e quanto è stato derubato sinora?

    per il fatto che dai suoi razzistici esordi antimeridionali, la Lega ha proposto che le Regioni del Nord, virtuose a prescindere (pure dagli arresti seriali di presidenti e vice delle regioni padane), fossero tutrici di quelle del Sud, disoneste e male amministrate a prescindere (la cosa si sgonfiò quando, conti alla mano, si scoprì che alcune Regioni del Nord erano nell’elenco delle peggiori, alcune del Sud in quello delle migliori, con possibile candidatura della Basilicata a far da tutrice alla Liguria);

    per il fatto che lo Stato ha commissariato per anni la sanità calabrese, ma la cura ha peggiorato il male;

    per il fatto che in Calabria mancano presidi sanitari, nel solo Cosentino quasi 400 posti letto in meno (e altrove è peggio) e forse, prima dei commissari bisognerebbe otturare le falle con una sorta di piano Marshall della sanità; fare il conto di quante risorse sono state sottratte ai meridionali, con trucchi anticostituzionali (imbarazzanti invenzioni dal leghista Giorgetti al renziano Marattin);

    per il fatto che così si trasmette l’idea che nulla si salva della sanità in Calabria, demotivando i tanti che, pur fra mille difficoltà, sono riusciti a offrire servizi di eccellenza (un’ottima inchiesta del Corriere della Calabria fa esempi), ottenendo in cambio riduzione di organici, letti e attribuzioni. Ora, con l’incredibile mossa del ministro, anche lo sputtanamento, come dire: inutile che vi diate da fare, non valete. Sul serio credete non ci sia un’esperienza, un medico, un centro in Calabria, o al Sud, che possa essere di esempio e guida? Ma si fa prima a ricorrere al pregiudizio: se è terrone è incapace, se del Nord, bravo (nulla contro il valore del centro padovano; ma il sospetto è figlio di decenni di stereotipi spacciati per fatti);

    il tutto sulla testa dei calabresi, che “vengono decisi” ed esclusi dal decidere, tanto da suscitare le veementi reazioni di esponenti politici calabresi, dal M5S al Pd.

    Dalla Lega e Leu, scoppia la meridionalite, con il Pd che blatera di Mezzogiorno (ce ne vuole di coraggio!): Graziano Delrio, avete presente?: quello che invece di treni, a Sud mandava geologi (poi dati per dispersi) a studiare le rocce per vedere se reggevano i binari; riduceva il cofinanziamento delle opere al Sud al 25 per cento (al Nord 50); e con Renzi saccheggiava la cassa della Coesione, per incrementare, con 3,5 miliardi destinati al Sud, l’occupazione (al Nord, ma lo scoprivi dopo).

    E da Forza Italia, che ha governato al laccio della Lega contro il Sud, ora pensosi esponenti ci dicono cosa si deve fare per il Mezzogiorno (liberarci della loro presenza, sarebbe un buon inizio).

    Non faccio l’elenco, ma Claudio De Vincenti come fai a non citarlo? È stato, purtroppo, ministro e sottosegretario al Mezzogiorno, con i governi Renzi e Gentiloni e, fosse prudente, inventerebbe di tutto per farcelo dimenticare (“È assolutamente squallido strumentalizzare la salute dei tarantini, in specie quella dei bambini, per coprire la più totale inadeguatezza del servizio sanitario pugliese”, ricordate? C’era chi protestava perché il suo governo mollava 60 milioni al campionato di golf, 100 a quello di sci, 170 per l’aeroplanino di Renzi e risicava i fondi per i malati di tumore a Taranto; però tre mesi dopo che Delrio aveva detto “no al Ponte sullo Stretto”, lui lo riproponeva); invece ha varato una iniziativa, Merita (Meridione-Italia), sulle cose da fare per il Sud; peccato non averle fatte quando poteva…

    Il Mezzogiorno ha mangiato la foglia; sempre più consapevole che, per fregarci meglio, anche sulla nostra storia ci hanno raccontato un sacco di frottole; le prove che ci hanno derubato e ci derubano sono alla portata di chiunque. Temono di non riuscire più a farlo e quel che accade oscilla fra due estremi: “scoprire” il Sud e, almeno a chiacchiere o per briciole, porsi dalla sua parte, o abbandonare ogni remora, dichiararsi colonizzatori e rastrellare il possibile, finché dura.

    In mezzo, ci siamo noi, con il compito di smascherare i primi e fermare i secondi. Noi chi? Tu, lei, lui, io, suo cugino, il cognato, la sorella della nuora di… chiunque non accetti di essere ingannato dai primi e calpestato dai secondi. Chiunque abbia rispetto di sé, avverta il dovere di non girare la testa dall’altra parte e non pensi solo a salvare se stesso.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    2 Commenti

    1. Pino Aprile Sei un grande, sono con te qualsiasi cosa tu faccia perchè so che lo farai in difesa del Sud. Sono sempre stata una tua grande ammiratrice e lo sono ancora di più dopo la creazione del M24A

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci un commento!
    Inserisci il tuo nome qui