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    IL PARTITO DEL NORD PD-LEGA-FI-FDI VOTA TAV CONTRO IL SUD

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    IL COLPACCIO, GRAZIE AGLI ASCARI DEL SUD, NEMICI DI CHI LI HA ELETTI
    Il partito unico del Nord, Pd-Lega-FI-FdI, grazie allle truppe cammellate del Sud, è riuscito a far approvare la realizzazione della linea alta velocità Torino-Lione: priorità imperdibile per la cricca di “prenditori” padani, padroni della politica italiana, per saccheggiare le casse dello Stato a uso delle regioni del Nord. È l’ennessima mangiatoia-tangentificio (non ci hanno ancora spiegato come mai un chilometro di Tav in Italia costi sette volte più che in Francia, in Giappone, negli Stati Uniti), che non solo non serve a niente (parliamo degli utenti…), ma devasterà il territorio e sarà in perdita, come da analisi costi-benefici buttata nel cesso. Naturalmente, sulla scorta delle passate e mai dismesse tangentopoli, gira il sospetto che la Tav sia uno dei bancomat con cui i partiti “storici” finanziano le loro pletoriche strutture e i nugoli di nullafacenti con tessera in tasca; e che “sì-Tav” sia garantirsi lo stipendio. Ma un conto è dire: “sono tutti ladri” e un conto è dimostrarlo, né quel che è accaduto prima può essere prova di quel che accade poi.
    Fermiamoci a quanto non è contestabile: priorità, per un Paese razzista, è spendere una sconsiderata montagna di miliardi per far arrivare, fra una generazione, le scarse merci (sempre meno) qualche minuto prima da Torino a Lione. E capirete che è una svolta epocale per l’economia italiana. Questo è razzismo allo stato puro: un ladro può rubare anche sugli appalti della Napoli-Bari, della Teramo-Matera. Quindi, l’unica differenza è dettata dalla latitudine.

    “PRIORITÀ” POCHE MERCI DA TORINO A LIONE, NON I TERRONI DA 159 ANNI

    Per questo, da 159 non diventa “priorità” far arrivare un carro bestiame a Matera; evitare che i treni, al Sud, nei pochi posti in cui se ne vede uno (quelli dismessi dal Nord, invece di rottamarli), vadano a qualche decina di chilometri all’ora e su alcune tratte, a 10-15 chilometri.
    Questo voto in Senato è uno sputo in faccia ai meridionali; è odio allo stato puro, disprezzo, cancellazione, dichiarazione ufficiale della non rilevanza del 40 per cento del territorio e del 34 per cento della popolazione. Il Sud non esiste, se non per l’insulto e il saccheggio.
    L’inciucio Pd-Lega ora attende solo un accordo-fusione per instaurare un regime. Fantasie? Ormai, l’unica cosa davvero probabile, perduto il senso della decenza e della vergogna, è l’eccesso. Abbiamo già visto il Pd governare con il peggio del berlusconismo e della Lega; abbiamo già visto i documenti del Pd nordico di adesione alla politica della Lega. E ora questo.
    Se al Sud c’è ancora chi è capace di vergognarsi, dalla destra alla sinistra, questo è il momento di farlo sapere, agendo di conseguenza, prendendo, sia pur tardivamnente, le distanze. Che si porti lo scontro all’interno dei partiti.

    PORTARE LO SCONTRO ALL’INTERNO DEI PARTITI NORD-CENTRICI

    So di meridionali di destra che hanno votato lega per ideologia, ma non accettano di farsi umiliare sino a questo punto: venite allo scoperto! Ci sono parlamentari di Forza Italia che hanno già manifestato i maldipancia per la politica nord-centrica del loro partito: metteteci faccia, nome, cognome e urlatelo nelle sedi di partito. Ci sono dirigenti Pd del Sud in grave difficoltà per l’orientamento antimeridionale del loro partito: il tempo dell’attesa, del possibile compromesso è finito. Venite fuori o venitene fuori o non potrete che essere complici, quali che saranno le scuse che cercherete di venderci.
    Oggi per i parlamentari del Mezzogiorno è il giorno della vergogna. Ci diranno che così hanno spaccato il governo, mettendo Lega e M5S contro. Peccato che ogni volta chi resta fregato è il Sud: per fare il governo, si dona al Nord e si toglie al Sud; per rompere il governo, si dona al Nord e si toglie al Sud.
    Beh, si è rotto altro. I nostri nemici sono vicini di casa.
    E non è finita qui, qui comincia: No-Tav al Nord, No-Tav al Nord. No-Tav al Nord.
    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    10 Commenti

    1. bravissimo Pino hai fatto una analisi vera e corretta bisogna impegnarsi ancora di più e con coraggio per far capire alle popolazioni meridionali che la rapina delle risorse da parte del blocco di potere del nord ha radici vecchie e purtroppo malgrado le analisi di Gramsci e di tanti altri politici ed intellettuali ancora oggi ancora una volta chi è stato eletto nel mezzogiorno lo ha tradito per vili ragioni di interesse personale , continua ad impegnarti con il sincero meridionalismo che ti distingue.

    2. Il movimento 5stelle adesso dovrebbe far cadere il governo, anche se non dovessero più tornarci.
      Credo che a questo punto, sia un fatto di dignità.

    3. Penso che Lei sia morbido con i 5 stelle.
      Hanno portato lo scontro in parlamento dove si sapeva che avrebbero perso, anziché all’interno del governo, dove invece sono la maggioranza. Se poi il governo avesse chiesto la fiducia e fosse andato sotto avrebbero potuto scaricare sulla Lega il tradimento del cosiddetto contratto.
      Se non i 5 stelle come minimo e’ stata un’idea di Conte imbeccato da Mattarella.
      Per non parlare delle questioni TAP e ex-ilva, passate senza alcun tipo di crisi.
      A quando un partito del SUD?

      • Tutte cose su cui ho scritto cose feroci (lo meritavano) sui cinquestelle. Poi, apprezzo che, non avendo capito niente dell’Autonomia, quando si sono resi conto dello scempio e della trappola, hanno reagito correttamente e l’hanno bloccata.

    4. Caro Aprile, smettano i meridionali di lamentarsi. Mi rivolgo principalmente alla classe dirigente: organizzi le comunità a produrre le condizioni per il benessere che reclamano; evitino di volerlo ricavare dalle casse dello stato che non sono altro che il risultato delle attività produttive che il meridione deve impegnarsi a realizzare!! Insomma basta chiagnere e fottere! Dignità, responsabilità e impegno, piano piano con pazienza….. e perseveranza. Inutile paragonarsi a nazioni come Germania o Francia. La modernità l:abbiamo importata con 200 anni di ritardo ; abbiamo preso il buono senza consapevolezza di ciò che comporta. Gli italiani fanno pensare a quel bambino che il papà alla domenica porta a fare una passeggiata in macchina senza la consapevolezza che il papà mette la benzina nella macchina! Quando il papà non può più mettere la benzina, il bimbo strilla!! Così è l’italiano e il meridionale è ancora più bravo! Ho speso questo tempo perché sei tu Aprile che mi capirai bene e fai parte della classe dirigente meridionale. Basta piangere!!

      • Esattamente quello che dicono le classi dirigenti settentrionali, mentre chiagnene e fottono e svuotano la cassa statale, accusando il Sud di vivere alle spalle degli altri e lamentarsi sempre. Leggi il libro di Viesti: Il Sud vive sulle spalle dell’Italia che produce. Falso! Consulti (è grtatis, accessibile a tutti) il sito dei Conti pubblici territoriali, ente di Stato, che documenta che ogni anno il Nord ruba al Sud, dall’“uguale per tutti”, almeno 61 miliardi. ALL’ANNO!!! Sono dieci ponti sullo Stretto; quando servirebbe per fare le ferrovie in tutto il Sud. Con i soldi rubati in un anno! Per favore, basta con “smettetela di piangervi addosso e rimboccatevi le maniche”!

    5. E’ un grave errore. Il no-tav è un movimento pseudoecologista antisviluppo che niente ha a che fare con la redistribuzione delle risorse all’interno del Paese. Non si sono certo mobilitati per le infrastrutture al Sud. Del resto non si possono prendere quei soldi e metterli né nelle ferrovie lucane, né nella circumvesuviana, né nella metropolitana di Milano, come qualcuno pare abbia ipotizzato. Fa parte di una voce di bilancio destinata alle interconnessioni tra i paesi membri dell’UE, quella cosettina che ci risparmia guerre da 70 anni. Intanto la Spagna ha usato altri fondi UE, quelli per le regioni meno sviluppate, e si è fatta le linee TAV nel suo sud, migliorandolo. Perché le nostre regioni non usano tutti i fondi? Non abbiamo persone in grado di studiare come funzionano? Fai un appello per trovare chi studia leggi, regolamenti, magagne e vediamo come incalzare i nostri politici.

      • Sappiamo benissimo come funziona, ma non si ha alcuna volontà di investire a Sud. “Lo vuole l’Europa” e lo sviluppo eccetera, non valgono se a Sud. L’Europa vuole eccome treni, autostrade e porti efficienti a Sud, è l’Italia che non vuole. Perché si facesse la corsia di emergenza alla Salerno-Reggio e le corsie fossero della larghezza giusta (convenzione di Ginevra), l’UE ha dovuto minacciare la procedura d’infrazione contro l’Italia. La Torino-Lione è solo un tangentificio, come la Brebemi, le pedemonmtane, il Mose… La Banca d’Italia spiega che solo investendo a Sud e non a Nord, ormai saturo, si rimette in moto l’economia. Ma è esattamente quello che i nostri non vogliono: lo sviluppo del Sudm, con il rischio che non sia più solo mercato, ma concorrente

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