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    “DOVE SONO FINITI I SOLDI…?”. AL SUD POCHI, MA SI CHIEDE. AL NORD…

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    PER LA SERIE: MAI UNA NOVITÀ, GILETTI CONTINUA A IMPORTUNARE LA CALABRIA

    È più forte di lui: Massimo Giletti proprio non ce la fa a non trasmettere l’idea che il Sud, i meridionali sono quelli del male, del furto, delle mazzette e dell’inefficienza colpevole. Dopo aver sparso in Sicilia la sua idea di Mezzogiorno, da un po di tempo tocca alla Calabria. Ci campa.

    Se pensate che stia esagerando, e che il ragazzo mi sta semplicemente sulle scatole, sbagliate; mi occupo di metodo, che sia lui o altri, non cambia nulla. Provo a farvi qualche esempio:

    Giletti mostra la tabella dei finanziamenti per gli ospedali in Calabria e chiede: “Sono stati stanziati 196 milioni dallo Stato e 90 dalla Regione: dove sono finiti questi soldi?”. Ma non mi devi farmi la domanda, mi devi dare la risposta e se no il giornalista sei tu o chi fa un altro mestiere e per suo pessimo gusto vede gli show di Giletti?

    Questo sistema è subdolo e deformante: negando l’informazione, insinua la risposta. Possiamo sempre imparare, tutti, qualcosa di nuovo; se Giletti avesse seguito trasmissioni altrui (da “Chi l’ha visto” a “Report”, eccetera), avrebbe scoperto che i giornalisti si fanno la domanda, poi cercano la risposta; non girano la domanda ad altri. I giornalisti di inchiesta ci hanno fatto scoprire le falle del sistema sanitario, sprechi, violazioni delle norme. Qualcuno bene, qualcuno meglio, qualche altro peggio (per esempio c’è chi ha mandato in onda come vera la bufala dell’assalto “dei commercianti” alle banche, a Bari). Ma ci hanno provato.

    Chiedere: “dove sono finiti questi soldi?” e non dirlo, è dare per scontata la risposa, che è quella del pregiudizio. Che bisogno c’è di cercarla, stiamo parlando della Calabria, giusto?

    FARE LA DOMANDA, NON CERCARE LA RISPOSTA, INSINUARLA

    Il metodo è infido. Vogliamo provare ad applicarlo dove Giletti non farebbe mai? “Che fine hanno fatto 40 milioni di donazioni con cui avrebbe dovuto essere già pronto il più grande ospedale-covid d’Europa, persino inaugurato, ma che non ha un posto-letto funzionante, nonostante dovesse umiliare la Cina, capace solo a costruire ex novo un paio di ospedali in due-tre settimane?”.

    E lasciare appeso lì. Capisci’ammè.

    Immaginate la perfidia di chi rivoltasse il metodo contro il suo stesso specialista e, facendo torto alla sua arcinota equità professionale (un colpo al Sud, uno al Nord…, prima o poi, forse poi; un altro colpo al Sud, un altro al Nord…, prima o poi, forse poi), chiedesse:

    “Perché Giletti fa una trasmissione contro il Sud? È leghista? Razzista? Perché racimola audience nella fascia di pubblico antimeridionale e di bocca buona, che vuol sentirsi confortato nei suoi pregiudizi contro i terroni?”.

    Stop. Appesa lì, senza spiegare che Giletti, ma quando mai, ma figuriamoci. Visto com’è subdolo il sistema?

    A VOLTE LA DIFFERENZA LA FA CHI GUARDA

    A fare il paio con questo metodo, è mostrare la tabella di quanto ogni italiano riceve pro capite, per la sanità e scoprire che per calabresi non si arriva a 16 euro e per i bolzanini manca poco a 200, e poi la domanda che sottintende: in Calabria rubano. Ma poco, Giletti, poco, se le cifre sono quelle: ci fossero (per ipotesi, eh?, per ipotesi) dei ladri che nella Provincia di Bolzano e rubassero solo il 10 per cento, porterebbero via già più del calabrese che rubasse tutti i soldi della Sanità destinati alla sua Regione. Per dire: solo le tangenti dei principali scandali della Sanità lombarda equivalgono quasi a quelli di cui alla domanda “sospesa” (a Napoli il “sospeso” è una manifestazione di civiltà: un caffè, una pizza, un pranzo, la spesa pagati e lasciati per chi non può. Peccato che c’è chi veda monnezza a Napoli… A volte, la monnezza è negli occhi di chi guarda); il solo san Raffaele aveva messo su un deficit che equivaleva a quello della Sanità di più Regioni del Sud messe insieme (pensate che figurone dire: “Dove sono finiti i soldi…?”. Il san Raffaele sta a Milano).

    Vabbè, basta con queste trasmissioni. Pensiamo alle cose serie.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    8 Commenti

    1. La vicenda della Lombardia mostra tragicamente come l’aver privilegiato la sanità privata rispetto al sistema pubblico conduca alla incapacità di affrontare la realtà attuale. È amaro dire davanti ai morti…”lo dicevamo e la politica non sentiva”
      Purtroppo lo vediamo in tutta Italia…e la Toscana non è delle peggiori… reparti chius,i attese di 48 ore al pronto soccorso con un femore rotto…medici che mancano…sono anni che va così…. prenderemo coscienza che che la sanità pubblica è un bene primario insieme a scuola.e ricerca?
      Luisa Una comune cittadina

    2. Egr. dott. Aprile, ma fino a quando non ci doteremo anche noi MERIDIONALI di una “voce” per contrastare le continue MENZOGNE patane e dei loro servi, NON FAREMO MAI NULLA! Saremo sempre dei piccoli don chisciotte che combatte ognuno contro il proprio mulino tramite social, saremo leoni di carta e null’altro, con ZERO risultati! Solo chiacchiere! Dove stanno gli IMPRENDITORI MERIDIONALI? Esistono, a parte i seguaci dei 30 denari? Parafrasando un noto film con De Niro adesso siamo “solo chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere!”

    3. Occorrerebbe più presenza in tv portando dati inconfutabili,in modo da mettere in guardia i pseudo presentatori delle reti mediaset e Giletti.Ho letto il rapporto svimez del 2019-datato 04/11/2019 riferito alla sanità nazione.I dati riportati ci dicono che lo stato versa alle regioni,cui è demandato la gestione della sanità,euro 2000 pro capite per ogni abitante del centro-nord. e solo 1600euro per ogni abitante del sud-Facendo due semplici conticini,ricavo:il centro nord ha circa 40milioni di abitanti,li moltiplico x 2000,ottengo che lo stato versa alle regioni del nord,circa 80miliardi.Il sud,circa 20milioni.x 1600 ottengo 32miliardi.La forbice è enorme circa 2 colte e mezzo.Questa forbice si allarga,considerando l’esodo sanitario dal sud verso nord.dove le rette dei ricoverati sono pagate dalle rgioni di provenienza a quelle ospitanti.ed infine,tale esodo sanitario sposta verso il nord,anche familiari accompagnatori dell’ammalato.Altri soldi che versiamo a vari modi nelle tasche dei nordici.Ecco,secondo me,iniziare ad informare a livello nazionale,per quello che si può,sarebbe un buon inizio di informazione.Non dimenticando che bisogna preferire l’acquisto dei prodotti meridionali.

    4. Sono un po drastico su questo.Non so come, occorrerebbe neutralizzare rete4 la rette immondizia di mediaset. Smascherare tipi come del debbio,con il sorriso da ebete.i fratelli De Rege (Feltri e Giordano)i senaldi altro ebete.Ma sopratutto mi ripeto,bisogna iniziare a privilegiare solo prodotti meridionali.Un saluto

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