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    DIARIO. TERRONI LIBERI DI USCIRE DAL NORD, NON DI RIENTRARE A SUD

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    PRIGIONIERI NELLA TERRA DI MEZZO…

    Terroni prigionieri nella terra di mezzo, fra chi li ha lasciati uscire dl Nord (di fatto, cacciati) e chi non li fa rientrare a Sud; rifiutati due volte: prima dalla terra in cui avevano dovuto migrare (le ali) e dove facevano comodo finché si produceva, poi non accettati dalla terra da cui sono dovuti andar via e in cui hanno casa e affetti (le radici). Da una parte il governo che finge di proibire i viaggi, dall’altra, le autorità regionali e persino cittadine, che applicano le proibizioni e le rendono ancora più dure. Così, il peso dell’emergenza viene scaricato sulle spalle degli ultimi, di chi “conta” meno e meno si può difendere: i lavoratori precari, pendolari, Sud-Nord, e pure i migranti, i senza tetto.

    Chi fu il responsabile di questo?

    FONTANA NON FU? E CHI FU? GALLI, ZAIA E CONTE NEMMENO. E CHI FU?

    Attilio Fontana, presidente della Lombardia, non fu (non chiudete fabbriche e città, prima i soldi, l’economia non va fermata, non è la fine del mondo, il coronavirtus è una influenza più rognosa, ma quella è); il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano non fu (lui e altri fornivano a Fontana cotanto malriposto senno); Luca Zaia, presidente del Veneto, non fu (avendo detto tutto e il contrario di tutto, almeno una delle cose dette è vera, dunque, aveva ragione lui); Giuseppe Conte, capo del governo, non fu (ha sempre fatto la cosa quasi giusta, ma meno e dopo, con una puntata di ritardo, per la serie “too little, too late”, troppo poco, troppo tardi, tipo proibire gli spostamenti solo dopo che chi non doveva spostarsi se ne era già andato, ma questo è un dettaglio: parliamo del cosa, non del quando, e se il cosa è giusto, il quando che c’entra?); la Protezione civile non fu (sì, ha rastrellato materiale sanitario a Sud, per dirottarlo a Nord, per la serie: tutto dov’è peggio, niente altrove, mentre da Nord si facevano calare a Sud portatori sani e no di virus: roba da denuncia all’Organizzazione mondiale della sanità, per propagazione dolosa di epidemia); la Confindustria non fu (se pretendeva che non si chiudessero le fabbriche, è perché voleva salvare l’economia del Paese, e premeva sui presidenti della Lombardia e del Veneto, perché premessero sul governo, che prendeva atto)…

    E chi fu? Lombardi indisciplinati e terroni che contravvenendo alle tonitruanti grida governative, continuavano, i primi, a circolare invece di starsene chiusi in casa; i secondi, a rientrare in carovana nei villaggi delle proprie tribù.

    Il 40 per cento dei lombardi, monitorati attraverso le cellule telefoniche, risultava “in giro” (metropolitane piene, gente in strada…) e non a casa. A dare la notizia, con l’aria di “cosa possiamo fare, se questi…?” chi doveva impedire gli “assembramenti”; quindi: mentre i governanti operavano per il bene (pensa, li hanno monitorati pure con i telefonini) i governati erano causa del proprio e altrui male. Il virus dilaga? Se la sono cercata.

    LOMBARDI INDISCIPLINATI E TERRONI IRRESPONSABILI “SE LA SONO CERCATA”

    Scrivo questa cosa del 40 per cento, e un lettore delle zone padane del virus replica risentito: ma andavamo a lavorare e non poteva non saperlo chi ha tenuto aperte le fabbriche, finché ha potuto, pure dopo che l’epidemia aveva mostrato il suo verso volto. Certo, quelli delle corsette nel parco, del “tanto a me non tocca” c’erano, ma così, è stata creata una responsabilità collettiva che sta tutta in basso e non in alto. Se la sono cercata.

    E i terroni di ritorno nei loro paesi? La prima ondata fu favorita dall’anticipazione del contenuto del primo decreto governativo: con solo poche ore di soffiata preventiva, quando il “restate a casa” divenne ufficiale, la fuga di massa c’era già “legittimamente” stata. E dopo il “restate a casa”, la restrizione risultò così poco restrittiva, che lo svuotamento di terroni dal Nord, chiuso a chiacchiere per pandemia, proseguì indisturbato, alleggerendo la pressione sulle zone colpite, ma scaricando contagio e malati in quelle indenni e meno attrezzate a reggere l’urto epidemico in strutture ospedaliere già insufficienti in tempi normali (tanto che la migrazione sanitaria è verso il Nord).

    Si sono accesi, così, focolai pure nel Mezzogiorno; in pochi giorni si sono dovuti blindare diversi paesi, mentre mancava tutto per difendersi dal morbo e combatterlo. Poi, il nuovo decreto, e gli amministratori del Sud, già spalle al muro per la prima ondata di infetti e portatori sani, hanno chiesto al governo di fermare l’altra, emesso ordinanze per sigillare i territori (Sicilia, Calabria…, lanciafiamme in Campania).

    Risultato: per non propagare l’epidemia, sin da subito, ai terroni di stanza al Nord, studenti fuori sede, lavoratori precari e pendolari impossibilitati a restarci senza un reddito, per il blocco dell’economia, si sarebbe dovuta offrire la possibilità di isolamento e quarantena, senza pesare sui bilanci familiari (con gli hotel vuoti e la Protezione civile a governare la cosa in un territorio ristretto, invece che in tutt’Italia, sarebbe stato più facile). Si è preferito spargerli ovunque, accusandoli di essere irresponsabili e untori (e ce ne sono, ma il macro-fenomeno è un altro). Se la sono cercata.

    LE “RESTRIZIONI” AL NORD FANNO PARTIRE CHIUNQUE VUOLE O QUASI

    Così, chi è partito per tornare in Sicilia, ha trovato la porta aperta a Nord per uscire, e chiusa a Sud. E agl’imbarchi per l’isola, a Villa San Giovanni, c’è un tappo che sbarra lo Stretto, il sindaco di Messina minaccia sfracelli. Alcuni, partiti dalla Francia, dal Belgio, dalla Germania in ottemperanza delle norme del primo decreto sono bloccati da quelle del secondo, emesso nel frattempo.

    Nella corsa a ognuno per sé (essendo troppo spesso la solidarietà intesa a senso unico: gli altri per me), il problema è stato spostato a Sud e acuito.

    E chi fu? Il terrone scellerato. Nulla di nuovo nella graduatoria “a chi più, a chi niente”: le tensioni sociali, le paure sono scaricate sui più deboli, che diventano colpevoli, contaminatori di parenti e paesi d’origine, irresponsabili (ma ai più, non è stata data alternativa al ritorno). Se la sono cercata.

    Se non siete convinti, pensate a migranti, nomadi, senza tetto: chi se ne cura? Stanno tutti bene? Siamo al paradosso di barboni multati per aver violato la norma “restare a casa, no assembramenti”: casa? Un senzatetto? Assembramenti? I barboni più fortunati riescono a passare la notte in dormitori di associazioni benefiche o pubblici, stipati uno accanto all’altro (nessuno infetto?) ma al mattino tornano in strada e fa freddo (nevica, dopo la precoce primavera); e si sta più caldi restando vicini. Il che è vietato. Li riscaldiamo con le multe, sempre più salate? A chi chiedono l’elemosina per pagare la multa, se per strada non circola quasi nessuno?

    L’EGOISMO DANNEGGIA TUTTI, ANCHE CHI SI PENSA SALVO, L’EQUITÀ SALVA TUTTI

    In una società iniqua, ognuno, secondo il proprio potere ed egoismo, spinge il male lontano da sé, sulle spalle di chi può meno; così, in una catena a scarico sul più debole, il male (o la mancanza di cure e prevenzione in presenza di una epidemia) si addensa sugli ultimi. E lì, ignorato, ricarica le forze, in attesa che i più forti si sentano in salvo.

    L’equità, il rispetto dell’altrui diritto alla pari con i nostri, sembra una concessione, mentre è una garanzia per tutti. Ancora una volta, l’Italia disunita, invece di continuare a combattere insieme il male dov’era, ha preferito diffonderlo ovunque, per attenuarne la virulenza dove si è manifestato.

    E chi fu? Il terrone, il migrante, il nomade, il senza tetto. Il meno, l’ultimo.

    4 Commenti

    1. Vorrei solo sottolineare che l’aggettivo “terroni” è un tipo di aggettivo dispregiativo, consiglio al signor “blogger” di utilizzare altri appellativi per la gente del sud,
      Incantata

      • ho spiegato più volte che le parole sono come i jeans, scolorano con l’uso. E che un termine già offensivo, come “briganti” è oggi d’onore. Con terroni si intende fare la stessa operazione

    2. Buongiorno, questa parola Terroni non si sente dal dopoguerra, Le sembra il modo corretto per rivolgersi a delle persone? Fai anche parte del KKK? O delle SS?
      Cancella o correggi quello che hai scritto, fra tutte le persone che si sono spostate al sud ci sono anche tanti Lombardi o Veneti che hanno avuto paura.

      • non si sente dal dopoguerra? Mai ascoltato niente a Pontida? nei comizi della Lega? Dal leghista Centinaio in Parlamento, che poi hanno addirittura fatto ministro? da Bossi, riferito a Napolitano? Da Salvini, che adesso addirittura votano anche molti meridionali? Legittimo aver paura, non che un governo lasci dilagare in tutto il Paese persone che si allontanano dalla zona infetta.

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