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    NOTTE SUL BLOG, CON ALTRI MILLE DA 35 PAESI… COME CI SI ISCRIVE

    1982
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    INCONTRARSI QUI, DA CINQUE CONTINENTI

    Ok, da dove comincio? Sto leggendo le bozze di un libro di un amico sulle condizioni economiche degli Stati preunitari, alla luce di nuove, interessantissime ricerche; ogni tanto alzo lo sguardo e cerco di seguire un film, quanto basta per non perderne il filo; rispondo a una lettrice e un lettore sulle possibilità di un movimento politico meridionalista e, per non rischiare di distrarmi, butto un occhio al mio blog, partito quattro giorni fa, dopo quasi un anno di letargo-rodaggio (avevo da chiudere un libro e poi un altro, di cui vi parlerò a breve).

    E scopro che stanno facendo la stessa cosa quasi un migliaio di persone. C’è una funzione, vedo, che mi dice pure, nell’ordine, per numero di contatti, da dove: Italia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Canada, Svezia, Brasile, Svizzera, Argentina, Belgio, Cile, Colombia, Olanda, Polonia, Romania, Russia, Thailandia, Australia, Emirati Arabi Uniti, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Danimarca, Finlandia, Malta, Messico, Qatar, Seychelles, Slovacchia, Tunisia.

    E QUALCUNO DALLE SEYCHELLES…

    Va bene tutto, ma chi è che alle Seychelles (qui è quasi mezzanotte e lì sono tre ore più avanti, quindi le tre del mattino) trova più interessante stare sul mio blog invece di dedicarsi a tutte le altre cose per cui uno immagina valga la pena andare alle Seychelles?

    Già un paio di volte, in pubblici dibattiti, a osservazioni sull’isolamento di chi sta “con la testa in un telefonino”, ho ribattuto: non è solo, è insieme ad altri che non sono seduti allo stesso tavolo, perché oggi, per stare insieme, non è necessario incontrarsi fisicamente. Per, dialogare, fare gruppo, comunità, prima era necessaria la compresenza; oggi no: il mezzo accomuna consimili sparsi e la comunità, il gruppo, si trovano in un mondo che è detto virtuale, ma in cui non siamo meno veri, anzi, forse addirittura di più, tanto che (in negativo), cadendo quelle forme di contenimento delle reazioni dettate dalla vicinanza fisica dell’interlocutore, si diventa più sfacciati (se dici “pezzo di merda” a uno che hai di fronte, il rischio di una risposta da pronto soccorso c’è, e magari ci pensi bene; se lo scrivi sotto un post, al più vieni “bannato”).

    LA COMUNITÀ È VERA, VIRTUALE È SOLO IL MEZZO

    E comunità, così, è qualcosa che si forma con un migliaio scarso (a quest’ora) di co-interessati, in trentacinque Paesi e in cinque continenti. E ti trovi a parlare, magari (e senza magari) di Matera, di Napoli, di Condofuri, con qualcuno a diversi fusi orari di distanza.

    E, mentre ne scrivo, scorre l’indice degli iscritti al blog: superati ora i 300, 302…, 303…307…

    DA GUTENBERG AL WEB, IN UNA VITA

    Quando ho cominciato a fare il giornalista, le pagine e la stampa si facevano esattamente come al tempo di Johannes Gutenberg, sei secoli fa. Oggi leggo i quotidiani sul telefonino e i lettori, se iscritti al blog, sono avvisati via mail che c’è qualcosa di nuovo che potrebbe interessarli. Dal medioevo a guerre stellari in una vita sola.

    Beh, benvenuti. E visto che ci siete, firmate l’appello perché Ferrovie dello Stato e Trenitalia non siano solo a servizio del Nord, visto che il Sud vogliono lasciarlo nel medioevo o quasi, negandogli persino i treni, mentre ci prepariamo ad accettare i viaggi tramite scomposizione molecolare.

    E… buonanotte; o buongiorno, a seconda del vostro continente.

    Fammi vedere quanti siete stamattina sul Blog? Quasi 1.700. Tutti da casa o non già al lavoro, ma in viaggio per arrivarci, spero (almeno dove non è ancora notte).

    “SEGUIMI” PER ESSERE INFORMATO IN TEMPO REALE. COME ISCRIVERSI

    Sulla pagina Home, scorrere verso il basso, finché, nella fascia dei contatti, sulla destra, leggete “Seguimi”. Cliccare: vi si chiede di inserire l’indirizzo email a cui ricevere le comunicazioni. Fatta. Benvenuti tutti!!!

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    11 Commenti

    1. Ma come si fa a leggere le bozze di un libro di un amico, alzando ogni tanto lo sguardo per seguire un film, rispondere a una lettrice e buttare un occhio al proprio blog, tutto in contemporanea???? Per questo c’è necessità di almeno il doppio degli occhi, due mani e mezzo e 4/5 cervelli, come quei supereroi giapponesi, eh!
      Scherzi a parte, mi complimento anche per questa sua nuova avventura. Il giornalismo sul web ha regole e modalità non del tutto simili a quello cartaceo. Non è facile far arrivare un “lettore digitale” al punto finale di un articolo, cosa che, leggendo i suoi articoli, invece, si riesce a fare con grande scorrevolezza e con la sensazione di sapere qualcosa in più di prima. Saluti.

    2. Ciò che mi preme farti sapere(mi permetto di darti del tu,siamo coetanei!)ciò che mi successe quando scolaretto mentre studiavo il capitolo di Storia riguardante la spedizione dei Mille…il mio povero papà(analfabeta!) mi redarguì a proposito del “grande” Garibaldi chiedendomi chi mi avesse raccontato quelle “barzellette” che mi permettevo di esternare(!)ed alla mia risposta: ‘sto leggendo sul libro di storia’ mi sento rispondere:’brucialo! come avrebbe meritato quel delinquente!’Rimasi scioccato anche se ho tentato di ribattere il generale che stava denigrando era ritenuto un eroe,che aveva combattuto anche in America…Posta una domanda spontanea al prof il giorno dopo:”ma Garibaldi…?”-“Ti posso rispondere alla fine dell’ora”…”Ascoltami bene!mi prometti che non dirai in giro ciò che sto per dire:TUO PAPA’ CHE CONOSCO MOLTO BENE E’ UNA PERSONA SERIA E CIO’ CHE DICE HO IL SOSPETTO CHE SIA VERISSIMO…MA NON E’ IL CASO DI DIVULGARLO…HO APPURATO ANCH’IO QUALCOSA DEL GENERE MA NON NE SONO SICURO…MI RACCOMANDO…SSSTCorreva l’anno 1965!!!Ho avuto la risposta esauriente leggendo i tuoi libri dopo oltre 50 anniGRAZIE!!!

      • Caro Marini,
        non sai quante confidenze di questo genere ho avuto, negli anni (accadde pure ad Antonio Ciano, il nostro patriarca di Gaeta). E molte ricalcano esattamente la tua, con il prof che (fuori dall’orario scolastico), conferma le “eresie” dell’allievo e smentisce quello che è costretto a insegnare, pur sapendolo falso. Misero Paese quello che deve mentire sulla sua storia. In cui dei docenti universitari dicono “Cialdini aveva ragione” a sterminare meridionali, facendo il tifo per il vincitore-macellaio, giudicando la storia, invece di raccontarla e falsandola, per adeguarla al proprio giudizio!

    3. Caro Pino ho fatto un errore fondamentale quando tra la tesi sulla questione meridionale e quella su enonomia internazionale scelsi la seconda. Poi la vita mi ha portato in giro per il mondo per oltre 25 anni. E poi… E poi lessi il tuo “terroni” e riscopri la storia negata grazie a te. Sono stato alla Grancia il 24 agosto. Sarò a disposizione del movimento, anzi della nostra terra, per quello che posso (ho 71 anni). Puoi contare su di me

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