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    ALTRI DUE CANDIDATI FIRMANO PER LA COMMISSIONE EUROPEA SUL DIVARIO NORD-SUD

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    LA RACCOLTA-FIRME PROSEGUIRÀ DOPO LE ELEZIONI

    https://www.change.org/p/pino-aprile-appello-per-qualcosa-di-meridionale-alle-elezioni-europee?recruiter=935429667&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&recruited_by_id=f29de660-2ce8-11e9-b3d1-e361b7e5b06e

    L’appello per chiedere al Parlamento europeo di istituire una Commissione d’inchiesta sulla Questione meridionale e le politiche dei governi italiani che negano al nostro Mezzogiornio treni, strade, diritto alla salute e all’istruzione come nel resto del Paese è stato firmato altri due candidati alle europee del 26 maggio: Francesca Pesce, calabrese, nella lista della Sinistra, e Vito Avallone, campano, del M5S. E si aggiungono a Crocifisso Aloisi, salentino, candidato con i Verdi; Gianni Fabbris, lucano, candidato della Sinistra, Isabella Adinolfi, campana, Laura Ferrara, calabrese, Piernicola Pedicini, lucano, Rosa D’Amato, pugliese: tutti dei cinquestelle.

    A nessuno si chiede di condividere le idee degli altri (con alcuni abbiamo avuto confronti duri), che siano dei Verdi, della Sinistra, dei cinquestelle o del centrodestra, se arriveranno adesioni anche da quella parte (per Agenda Sud 34, con cui chiedemmo l’impegno a battersi per il 34 per cento della spesa pubblica a Sud ne giunsero). Ognuno si tenga le sue opinioni, faccia il suo percorso; si potrà discutere e pure litigare sul resto. Quello che si vuole e di cui si chiederà conto a chi aderisce, è battersi perché la Commissione sul divario Nord-Sud nasca. Punto. E se la richiesta verrà da uno schieramento trasversale, da sinistra a destra, meglio: sarà una prova ulteriore che il tema non è di partito, ma di popolo. Il meridionale che non può curarsi né studiare a casa sua, non può prendere un treno, non è di destra o di sinistra, ma un cittadino derubato di suoi diritti, cui è negata qualità umana pari a quella di altri (tanto che i leghisti hanno sempre usato chiamare i terroni con nomi di animali: porci, topi…, o peggio: merdacce mediterranee, colerosi).

    Come avete visto, questo appello è stato lanciato quasi in sordina e proprio alla vigilia delle elezioni e la cosa può sembrare quasi autolesionista, penalizzante. C’è una ragione: volevamo solo proporre il tema, per poi spingerlo in tutti i modi possibili, con l’aiuto di tutti, una volta formato il nuovo Parlamento europeo. Nulla vieta che sorga una collaborazione per raggiungere l’obiettivo, fra eletti e non eletti, di ogni schieramento.

    Se l’Italia vuole cavarsela con “rimboccatevi le maniche” detto dai ladri ai derubati, vediamo cosa ne pensa l’Europa.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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