Home Succede oggi VICENDA SEA WATCH: TEATRO PER ELETTORI, NON SOLO LEGHISTI

    VICENDA SEA WATCH: TEATRO PER ELETTORI, NON SOLO LEGHISTI

    383
    0

    SALVINI USA I MIGRANTI PER “NON” RISOLVERE IL PROBLEMA. IL PD, PURE

    A bocce (Sea Watch) ferme, qualche appunto sulla sceneggiata di quasi mezza estate:

    1 – ci hanno tenuto a telegiornali, pagine di quotidiani e “approfondimenti” unificati sui 40 a bordo della Sea Watch, come se davvero quei 40 fossero il problema (erano 53: gli altri li avevano fatti comunque sbarcare, nel frattempo, perché non in condizioni di resistere in quelle condizioni “fino a Natale”, come cristianamente minacciato dal baciatore seriale di rosari e invocatore di santi protettori dell’Europa, quel Salvini Matteo che, cristianamente, non riteneva degni dei sedili della metropolitana milanese i culi non lombardi e voleva che si stabilisse per legge tale incompatibilità);

    E ORA VOGLIONO IL MURO, ANZI… DUE MILIARDI. PER COMINCIARE

    2 – ma mentre il selfie-made-man tuonava contro i 40 della Sea Watch e la capitana, via terra e al Nord entrava chi voleva e in quantità industriali. Espressione non casuale, considerato che gli ingressi illegali sono utili a fabbriche e campi del Nord, esattamente come alla raccolta di agrumi o di pomodori al Sud (cambiano stagione e prodotto, non la schiavitù. Prodotti agricoli, oltretutto, in maggior parte destinati a società monopoliste della grande distribuzione del Nord, i cui prezzi imposti rendono possibile l’attività agricola solo se con uso di nuovi schiavi);

    3 – e tut’an bot, di colpo, qualcuno fa la spia e avverte il kapitone che quei flussi da Nordest (così distratti i cerberi leghisti e nordisti, dai barchini e barconi lampedusiani, da non aver fatto caso a chi lavora in tante loro vigne e capannoni? Ogni tanto se ne accorge la Guardia di Finanza…). E qual è la soluzione? Mandateci soldi, almeno due miliardi, che facciamo un muro di duecento chilometri e più. Come no! Affidiamo i lavori alle stesse eccellenze locali che da 16 anni costruiscono il Mose, spendendo in mazzette e corruzione due euro ogni tre e uno in lavori per opere che dovevano durare cento anni, non hanno mai funzionato, non sono terminate e forse mai lo saranno, sprofondano dieci volte più velocemente di Venezia che dovrebbero proteggere, sono già inservibili per ruggine e altre schifezze progettuali o di costruzione, dopo pochi anni, altro che un secolo! Ed è costato più del mai fatto Ponte sullo Stretto. E i due miliardi del muro li vogliono aggiungere a quelli che già chiedono per le Olimpiadi invernali che dicevano di volersi pagare da soli? Gli “autonomisti” più assistiti, voraci e sovvenzionati della storia dell’umanità!

    4 – ma lex dura lex e chi viola le norme sull’immigrazione clandestina deve pagare. La Guardia di Finanza era lì per questo. Ora mettetevi nei panni dei 40 a bordo che vedevano sfilare, accanto alla Sea Watch, barchini e barconi che scaricavano migranti come loro, sotto gli occhi della Guardia di Finanza, della gerdarmeria galattica e dei turisti, e nessuno li fermava. Fossero stati più furbi, avrebbero potuto chiedere un passaggio, per gli ultimi metri, prima del molo, a uno qualsiasi di quei catorci galleggianti a stento e non sarebbero stati “un caso” giudiziario, diplomatico, umano; il natante della Guardia di Finanza avrebbe potuto ostacolare quei barconi e barchini, sovrastandoli con la sua dimensione e potenza di motori, e non lo ha fatto; ci ha provato contro la Sea Wacht, in condizioni di assoluta, imparagonabile inferiorità. Niente da fare: ai nostri militari piace perdere le guerre…

    5 – a bordo della Sea Watch sono saliti a far scena esponenti del Pd. Ovvero del partito che, con Minniti all’Interno, ha ideato la soluzione “campi di concentramento di migranti il Libia, affidati ai libici”, cui abbiamo donato anche le motovedette. E il flusso si è quasi azzerato (cosa che Salvini ascrive a suo merito, avendone zero), ma a prezzo di torture, stupri, ricatti, furti, percosse… Salvini è quello che è, ma loro non sono migliori. Io avrei fatto sbarcare i migranti a Lampedusa e scaricato in Libia i teatranti del Pd cuore d’oro a scoppio ritardato;

    LA GERMANIA IGNORA LE NORME E PROTEGGE TEDESCHI CONDANNATI IN ITALIA

    6 – ma la capitana è tedesca, la barca olandese, la rogna italiana. La Germania si permette di fare la lezioncina umanitaria, con foreste di pelo sullo stomaco (è stato divulgato un documentario su come la polizia tedesca tratta i migranti che arrivano lì); e chiede la “restituzione” della capitana della Sea Watch, perché sconti l’eventuale pena in Germania, ho capito bene? Il capo del nostro governo, Giuseppe Conte, ha fatto benissimo a ricordare alla richiedente Angela Merkel, che l’Italia sta ancora aspettando che la Germania violatrice di tutte le regole, anche europee, e non pagatrice di nessun debito (manco alla Grecia militarmente invasa e saccheggiata), faccia rispettare la condanna inflitta in Italia ai dirigenti tedeschi della fabbrica di amianto colpevoli della morte di sette nostri connazionali. La Germania traccheggia e li protegge: un comportamento da complici, non da Stato degno di rispetto; volesse rendere la pariglia, l’Italia traccheggerebbe con la capitana, per tenerla in Italia, non potendosi fidare delle autorità tedesche (non suggerisco nulla, cerco solo di mostrar come la Germania trasformi il potere in privilegi, anche contro norme, sentenze definitive e decenza);

    LA SPROPORZIONE FRA REATI CHE PORTANO VOTI E QUELLI CHE LI FANNO PERDERE

    7 – la capitana della Sea Watch, Carola Rackete, ha violato la legge, consapevolmente e ha accettato di pagarne le conseguenze. Giusto; senza entrare nella discussione sulla corrispondenza o no della legge con la giustizia, una osservazione va fatta sulle pene previste: sino a dieci anni, per il reato di complicità in immigrazione clandestina; e non sappiamo come sarà letta, nel processo, la manovra di attracco con l’imbarcazione della Finanza fra nave e molo, cosa che potrebbe portare a un totale che manco un pluriomicida. Salvini, visto che rende lo “spezzeremo le reni al traffico di migranti” (o almeno ai migranti, “fino a Natale”, quando oltre al rosario bacerà il bambinello), ha recentemente aumentato le pene. Con il risultato che non c’è proporzione fra colpa e pena (per fare un esempio a caso e far incazzare il Kapitone: rubi 49 milioni di euro, equivalenti a un centinaio di miliardi di vecchie lire, e non ti tolgono manco i punti dalla patente o a letto senza cena il venerdì santo. La legge, quando è piegata a interessi di partito, viaggia in senso opposto alla giustizia);

    8 – la capitana della Sea Watch ha detto di aver chiesto all’Olanda di poter sbarcare lì; il ministro competente olandese, in una lettera ai suoi omologhi italiani, dice che la richiesta non è mai stata fatta e che l’orrore libico ha ridotto gli sbarchi in Italia, non gli arrivi in Olanda, dove si dirigono molti clandestini e no, arrivati da noi; e che la soluzione deve essere europea, perché non si può lasciare tutto sulle spalle dell’Italia. Peccato che questa è stata, sinora, e ancora è, esattamente la politica europea, anche per incapacità e persino colpa dell’Italia: ogni volta che si discute di questi temi, Salvini, il nostro ministro competente (è un modo di dire…) non ci va. E ci credo: metti che i santi protettori dell’Europa da lui invocati nei comizi facciano il miracolo e la soluzione si trovi, che fine fa il rosario se non può agitarlo contro gli ultimi della Terra? Già il poveraccio ha visto sprofondare gli arrivi di migranti da decine di migliaia a decine, e quei pochi deve farseli bastare per fare casino e prendere voti, se gli togli pure quelli, c’è rischio che qualcuno gli chieda dei soldi di tutti che vanno solo al Nord, del treno a Matera, dei pregiudicati del suo partito al governo…

    Ok, ci hanno fatto vedere un film. La vita era altrove: tecnica da illusionisti che mentre catturano l’attenzione con le evoluzioni di una mano, con l’altra tirano fuori il coniglio dal doppiofondo. Fanno così pure i ladri.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci un commento!
    Inserisci il tuo nome qui