Home Ricomincio da SUD UN INCONTRO PER RENDERE “COSTITUZIONALE” L’ACQUA PUBBLICA

    UN INCONTRO PER RENDERE “COSTITUZIONALE” L’ACQUA PUBBLICA

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    CON LA RIFORMA DELL’ENTE EIPLI, SI RISCHIA LA PRIVATIZZAZIONE?

    L’acqua resta pubblica, assicurano i cinquestelle, che alla Camera dei deputati già hanno fatto passare l’emendamento sulla trasformazione della Eipli (l’Ente irrigazione di Puglia, Lucania e Irpinia) in Società per azioni posseduta da ministeri e “anche” dalle Regioni interessate, cui potrebbero aggiungersene altre “appenniniche” (!?). Ora la cosa va al Senato e il governo ci mette su la fiducia; vuol dire che per far cadere l’emendamento, bisogna far cadere il governo.

    LA PROPOSTA È DI METTERE INSIEME GIURISTI E PARLAMENTARI PER UNA SOLUZIONE CONDIVISA

    I timori che la nuova norma apra uno spiraglio alla privatizzazione dell’acqua, però, sono tanti e diffusi, anche fra i cinquestelle e sorretti dal parere di insigni costituzionalisti. La portavoce del M5S alla Regione Campania, Marì Muscarà, ha organizzato un convegno a Napoli, sul tema, e le cose che ne sono venute fuori non sono affatto rassicuranti. Io stesso ho moderato una conferenza al Senato, con il professor Paolo Maddalena, costituzionalista fra i maggiori, i senatori Saverio De Bonis, Carlo Martelli, Paola Nugnes, la deputata Sara Cunial. E la convinzione più diffusa, per alcuni una certezza, è che il pericolo di vedere l’acqua finire in mano a privati è altissimo. E il professor Maddalena ne ha elencato le ragioni.

    Subito dopo, ho avuto un incontro con esponenti dei cinquestelle che so impegnati e credibili (ne hanno dato prova sulla questione dell’Autonomia differenziata) e mi hanno garantito che non c’è alcun interesse, alcuna volontà di favorire i privati e, anzi, essendo la Eipli una Spa già da più di un anno, il loro emendamento mira a chiudere una falla i cui potrebbero infilarsi i privati. Dinanzi al mio scetticismo (sono tarantino e dopo l’Ilva, la Tap, sono diventato più prudente, pur non facendo di tutt’erba un fascio; anche perché al Fascio ci pensa già l’alleato di governo dei cinquestelle), la senatrice Sabrina Ricciardi, con cui ho molto discusso di questi e altri argomenti, mi ha messo in contatto con il senatore Ugo Grassi, che per il Movimento si occupa della faccenda.

    SE I PROF. MADDALENA, GRASSI E…

    E lui è stato pazientemente a spiegarmi come e perché l’emendamento dei cinquestelle tutela e non svende l’acqua pubblica, anche se lo fa con un tipo di società che è una sorta di ircocervo, un incrocio fra pera e zucchina, olio e latte, diritto pubblico e diritto privato. Non ho capito molto dei dettagli, su cui non c’è d’accordo fra costituzionalisti, ovvero esperti giuristi, figurarsi se posso avere la presunzione di metterci bocca io!

    Ma questa cosa l’ho capita: il rischio maggiore è nella definizione dello statuto della società che così nasce. E allora la mia domanda, senza entrare nei dettagli giuridici, può limitarsi a questo: che cada il governo sull’emendamento-acqua, non c’è da pensarci. Ma dovendo, fino a prova contraria, far credito della buona fede a chi è convinto che così si consegni l’acqua ai privati e a chi dice che non è vero, lancio una proposta: si incontrino, pubblicamente e presto, affrontino i punti del loro dissidio, con l’intento dichiarato di giungere all’obiettivo che gli uni e gli altri sostengono di volere: acqua garantita ai cittadini, dallo Stato, e senza che sulla soddisfazione di questo bisogno primario si speculi, ovvero senza che nessuno ne tragga guadagno. E per nessuno, si intende: nemmeno le stesse istituzioni, ministeri, Regioni o altri devono trarre utili dall’acqua (con i tempi e i deficit che corrono, la tentazione è scontata; sono fra i cittadini dell’area metropolitana di Roma resi sudditi da Acea e so cosa significa; ma il Comune di Roma ne ha un incasso a cui non vuol rinunciare).

    CHE NESSUNO SPECULI SULL’ACQUA, NEMMENO LE ISTITUZIONI

    Per esser più chiari: ogni eventuale sopravanzo economico deve essere reinvestito nel miglioramento del servizio e non intascato da nessuno.

    Si è d’accordo su questo? Se sì, organizziamo questo incontro. Se volete chiamo io stesso Grassi, Maddalena e ognuno inviti gli esperti che possano concorrere a una utile composizione della faccenda. Fra persone in buona fede e con un obiettivo comune, non dovrebbe esser difficile trovare la quadratura del cerchio, per quanto laboriosa possa essere.

    Allora?

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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