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    TRASFERIAMO I ROM NEL PALAZZO OCCUPATO DA CASA POUND

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    … PER RISOLVERE DUE PROBLEMI IN UN COLPO SOLO

    Fatto 1: a Torre Maura, quartiere periferico di Roma, i neonazisti di Casa Pound assediano la comunità rom ospitata in una struttura, inducendo le autorità a trasferirla, per prevenire sviluppi più gravi (chi comincia a calpestare il pane destinato ai bambini, poi può calpestare altro…);

    Fatto 2: dal 2003, con la evidente complicità delle istituzioni, Casa Pound occupa abusivamente uno stabile a pochi passi dalla stazione Termini. Si tratta di una ventina di appartamenti in una zona in cui gli affitti sono molto alti. Lo stabile appartiene al ministero dell’Economia, che non deve aver fatto molto per rientrarne in possesso se, come risulta da un’inchiesta de “L’Espresso”, oltre agli “uffici” di associazioni e cooperative che in vario modo fanno capo a Casa Pound, addirittura ci abitano alcuni capi del gruppo neonazista e loro familiari (gratis, dove per due camere e servizi si pagano più di mille euro al mese). Addirittura, sulla facciata del palazzo, che sarebbe nostro, di noi tutti, perché demaniale, hanno affisso, a caratteri cubitali e in stile da ventennio, una grande insegna: “Casa Pound”, come a rivendicarne la proprietà.

    UN DANNO ERARIALE DI 4 MILIONI, FINORA

    Il danno per l’erario (cioè per le nostre tasche) per il mancato pagamento degli affitti, finora, è di circa 4 milioni di euro (otto miliardi delle vecchie lire). Eppure, nessuno parla di evacuazione del bene pubblico abusivamente occupato. E, a quanto viene pubblicato, la ragione del fatto sorprende più del fatto in sé: non avendo l’edificio e i suoi ambienti problemi igieni o sanitari, non c’è urgenza di liberalo. Se abbiamo capito bene: quando dovete occupare abusivamente uno stabile, non dirigetevi verso qualche catapecchia abbandonata, con monnezza, senza fogna e senz’acqua, ma inpossessatevi del grand hotel, che essendo lindo e pinto, vi garantisce impunità!

    CHI PAGA ACQUA E LUCE AGLI OCCUPANTI ABUSIVI?

    A proposito: chi paga acqua, luce, eccetara per lo stabile abusivamente “di Casa Pound”? Non si riesce a saperlo. Se non ci sono problemi igienici, vuol dire che l’acqua c’è (e che ci sia pure la luce possono vederlo tutti). Ma chi paga? I giornalisti de “L’Espresso” riferiscono che nel 2016 le utenze vennero tagliate e poi, “mistero”, riallacciate. Hanno chiesto all’Acea, la società che fornisce i servizi a Roma, ma non sono riusciti ad avere risposte sulle bollette e i loro intestatari (se abitate in zona servita dall’Acea e, quindi, siete costretti ad averci a che fare, la cosa produce l’effetto di un pugno al fegato. Acea, sì?, capito bene? Acea).

    “CHI SBAGLIA PAGA”, A VOLTE SÌ, E SE FIANCHEGGIATORI DELLA LEGA, NO

    Soluzione: trasferiamo i rom sgomberati a Torre Maura nell’edificio abusivamente occupato da Casa Pound. E avremo risolto due problemi in un colpo solo. E fatto capire ad abusivi che scacciano residenti che “la pacchia è finita” e “chi sbaglia paga”. Ah, no, scusate: non sono migranti e sono fiancheggiatori del ministro dell’Interno, quindi “la pacchia continua” e “chi sbaglia non paga” (e se paga, o chi paga, Acea non ce lo ha ancora detto).

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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