“La Questione meridionale finirà quando il primo furgoncino della Galbani sarà buttato giù dalla Salerno-Reggio Calabria”, profetizzò il grande Nicola Zitara.
La Banda Bassotti padana, avendo percepito, per la sensibilità dei ladri alla precarietà del bottino, i rischi della presa di coscienza dei terroni sulle vere cause della Questione meridionale, con la riduzione “risorgimentale” del Sud a colonia interna, ha attivato una serie di azioni di rapina istituzionalizzata, per continuare “legittimamente” a drenare a Nord risorse del Sud, dall’agricoltura all’energia, al petrolio, ai fondi della mafia da riciclare, ai giovani laureati, e pure i malati (non gli fa schifo niente, purché siano soldi).
Chiariamo subito che il lancio del furgoncino dal viadotto è una metafora e non una istigazione alla violenza e che Galbani in questo caso paga dazio solo per l’alta riconoscibilità del suo brand.
Non solo, chiariamo pure che prima del furgoncino, andrebbe inquinato il fiume che scorre sotto il viadotto, con i parlamentari meridionali (metafora, metaforaaa!) che votano con il Nord contro il Sud, per il piede di porco (altra metafora…) con cui si scardina il salvadanaio terrone. In questo caso, la legge che introduce l’apartheid nella nostra Costituzione, a danno dei meridionali, e lo proclama, con (forse involontaria) sincerità: l’Autonomia differenziata. Ovvero: chi più e chi meno, per legge; e i rappresentanti in parlamento di chi già ha meno, votano per togliergli persino il poco che resta e trasferirlo a chi già ha più e pure troppo (nessuno al mondo ha lo spreco di un aeroporto ogni 40 km, come in pianura padana, e di autostrade che danno punti premio in cambio del favore di far vedere che ogni tanto c’è addirittura qualche macchina che le percorre).
Per sintetizzare: il furgoncino sta per la Grande distribuzione organizzata, Gdo, che monopolizza i prodotti del Sud, governandone la vendita, strozzando i produttori e lucrando senza freni sui consumatori; il lancio preventivo dei parlamentari sta per la rinuncia al ruolo di catena di montaggio del potere coloniale del Nord: o loro rinsaviscono (e più di qualcuno è già sulla retta via) o lo fanno i loro elettori, ma ‘sta storia addà f’rnì.
Quando i truffatori delle quote-latte padani bloccavano il Paese, sui telegiornali e i quotidiani le prime pagine si sprecavano e i parlamentari del Nord andavano in strada, con i truffatori che non volevano pagare le multe dei loro reati (le pagarono con soldi destinati al Sud). Oggi i parlamentari meridionali non si mischiano con gli agricoltori in rivolta per sacrosanti motivi e non protestano nemmeno per l’immondo silenzio della stampa italiana e i tg di Stato.
Ora, i parlamentari meridionali che consegnano il Sui ai lanzichenecchi sono della maggioranza di centrodestra (ce ne sono addirittura della Lega, quella di “terroni di merda”, “Etna, Vesuvio, lavali col fuoco”). Quando al governo c’era il centrosinistra era lo stesso e oggi il Pd bifronte tuona contro l’Autonomia differenziata a Sud e vota contro la destra nelle Regioni del Nord, perché “porta a casa” troppo poca Autonomia differenziata.
La politica in Italia non è ideologia, destra/sinistra, ma geografia, Nord/Sud: i parlamentari coloniali terroni tengono fermo il Sud, e il Nord lo spoglia. Badate che non lo dico io; per la rapina storica, leggersi i grandi meridionalisti (Nitti, Fortunato, Salvemini, Ciccotti, Gramsci, eccetera) e per l’oggi, quanto documenta l’ente di Stato Conti pubblici territoriali: ogni anno, una settantina di miliardi destinati al Mezzogiorno sono indebitamente sottratti e trasferiti al Nord.
Il tutto per mantenere un’Italia “differenziata” di privilegi per una parte, negando diritti primari all’altra, persino accusandola di ricevere troppo! Il sistema è andato avanti per decenni a debiti, poi parzialmente recuperati con periodiche svalutazioni e periodi di inflazione (ovvero quella “febbre” del mercato che si trasforma in una manna per i più ricchi e in una tassa ulteriore per i più poveri).
Da quando l’Italia è nell’euro, questo giochino non si può più fare; il debito resta in euro e in euro sano devi pagarlo. E il Nord si è attrezzato per farlo pagare ad altri. L’Autonomia differenziata è la soluzione adottata, dopo che altri tentativi si erano rivelati problematici o solo propagandistici.
La Corte Costituzionale ha stroncato questa schifezza (votata in blocco dai “parlamentari da cortile” del Sud della maggioranza), ma il ministro porcataro (per la qualità, da lui stesso definita così, di certe sue leggi) Calderoli è andato avanti e la ducetta di governo, Meloni, al seguito, sino agli accordi con quattro Regioni del Nord, per trasferire comunque competenze sin qui ministeriali.
Il tutto con un lezzo orrendo di incostituzionalità. Ma siccome la Lega si è ridotta a un partitino locale in estinzione (scesa sotto il 5 per cento), il segretario nazionale Salvini, condannato per razzismo contro i napoletani, con mezzo partito ormai in uscita e contro di lui, ha chiesto a Giorgia Meloni “la cortesia” di far approvare le “preintese” (si chiamano così, per fregare la Corte costituzionale, secondo il furbastro Calderoli) dell’Autonomia differenziata con le Regioni del Nord, prima del congresso del partito. Così lui fa bella figura, piantando la bandiera verde sulle macerie della Nazzzioneee a chiacchiere di Mesloni.
Che procede come al ristorante: à la carte. Basta ordinare, come Confindustria che, con una faccia che non merita nemmeno l’ovvio… confronto, ha preteso che le facilitazioni burocratiche previste per la Zona economica speciale, in aree depresse, quindi al Sud, fossero estese al Nord. Per “equità”! Basta aver perso la capacità di vergognarsi, e questo è possibile. E la ducetta ha obbedito. E così con le preintese dell’Autonomia differenziata per sottrarre altre risorse ai più svantaggiati, che fa votare dal parlamento a tempo di record.
E i parlamentari del Sud, come già fatto per la legge nel suo insieme, porteranno al macello la loro gente. Una porcheria che dovrebbe rivelarsi inutile, perché la Corte costituzionale sta facendo il filo alla mannaia. Aveva anche avvisato: non provate a fare i furbi.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (e gli altri?), ha annunciato il ricorso alla Corte. Intanto, la Lega potrà sventolare questa bandierina e la prevedibile doccia fredda da parte della Corte arriverà comunque dopo e potranno giocarsela con le accuse ai giudici che ostacolano il governo.
Ma queste convulsioni, la Nazzzione la fanno a pezzi (e non è che abbia tutta questa solidità), nonostante la ducetta se ne riempia la bocca: solo aria, manco fritta, rumore a vuoto, perché sempre prevale la convenienza immediata, con logica e cinismo del tipo strano che vendette per tremila lire sua madre (la Nazzzioneeee) a un nano (politico).
Il Movimento per l’equità territoriale, per completezza d’informazione e aiutare i parlamentari di maggioranza del Sud che dicono di “metterci la faccia” in quello che fanno, ha pubblicato volti e nomi dei deputati e senatori che hanno votato l’Autonomia differenziata. Per sincera convinzione e ponderata scelta politica, ovviamente. E noi abbiamo svolto opera da servizio pubblico (lo sapete che una volta c’era addirittura una tv di stato che lo faceva?), rendendolo noto ai loro elettori.
Incredibilmente, si sono offesi! Qualcuno ha protestato, dicendo che così lo rendevamo “un bersaglio”! E perché, se sei legittimamente convinto di aver fatto la cosa giusta? Perché, invece di gridarlo a chi ti ha votato, vuoi tenerlo nascosto? Fusse ca fusse, che lo sai che stai facendo una porcata? “Il male sono le cose che si fanno di nascosto”, scrisse Corrado Alvaro.
Noi rendiamo solo noto quello che fai. Se preferisci di no, allora devi farti qualche domanda. Noi già ce le siamo fatte. E prepariamo i manifesti.



1 Comment
Roberto Rose
Grazieeee… 👍🤗❤️