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    RADIUS, CHITARRISTA MILANESE: ”I NAPOLETANI SONO LADRI”. E “I MILANESI RAZZISTI”?

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    «Mio padre era un truffatore come me…Ci sappiamo arrangiare. Non alla napoletana, alla milanese. Quelli rubano, noi abbiamo soltanto voglia di fare. Io ce l’ho ancora».

    Parole (a coda di gatto: se non è chiaro, basta cambiare animale e organo) di un tale, Alberto Radius chitarrista sconosciuto ai più, che per strappare un pizzico di luce (livida), ricorre al trucchetto da avvinazzati del bar Sport di Ponte di Legno (esiste?) o del circolo delle boccette della Lega: schizzi razzisti sui napoletani. Per capirci: se “i napoletani sono ladri”, “i milanesi sono razzisti”? Anche il papà di Radius lo era, vista la presentazione del figlio, che si vanta della (dis)educazione ricevuta? Quindi, secondo il Radius-pensiero (si fa per dire…):

    Pino Daniele era (è) napoletano: un ladro?

    Eduardo e tutti i De Filippo erano (sono) napoletani: ladri?

    Il principe de Curtis, in arte Totò, era (è) napoletano: ladro?

    I fratelli Bennato sono napoletani: ladri?

    Devo continuare un elenco che sarebbe inutilmente lungo e che, se Radius non ha capito finora, non servirebbe a niente, mancandogli l’essenziale per una tale impresa?

    Radius vanta di aver prodotto 350 dischi e di aver suonato con i più grandi del rock italiano. Un musicista che parla così dei napoletani non è un musicista, ma un juke-box, suona senza connettere anima e cervello: la musica è napoletana, non basta essere tecnicamente capaci di suonarla. «Se ci fosse una siringa intramuscolo con tutto il napoletano e costasse 200mila euro, me la farei per pensare e parlare come i napoletani», diceva Lucio Dalla (autore di “Caruso”, altro napoletano, radiusamente ladro?).

    Basterebbe questo per comprendere perché un Radius non potrà mai essere un angolo dell’ombra di una scarpa di un Dalla. In “Elogio dell’imbecille”, spiego perché tutti noi abbiamo un lato stupido e perché ognuno è un po’ coglione a modo suo. Ma qualcuno esagera!

    Però, detto questo, mentre stai per affondare la lama, ti dici: a che serve farlo nel nulla? Tutto sommato, Radius ha avuto un battesimo ottuso che gli ha impedito di aprire la mente per dare spessore alle idee (è un modo di dire, non va preso alla lettera) e respiro all’anima. Questo gli avrebbe aperto gli occhi, per esempio sul fatto che, nonostante lui e purtroppo parecchi altri, i lombardi non sono razzisti e nemmeno ladri, pur se la Lombardia è la regione più corrotta del Paese occidentale più corrotto, il nostro, nelle classifiche di Transparency international (gli basterebbe contare quanti presidenti di Regione, assessori, sindaci, manager lombardi e campani sono finiti in galera; gli basterebbe andare su internet a vedere che gli scandali della Sanità della Lombardia sono i più numerosi e peggiori e di sempre, eccetera).

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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