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    PER IL PRESIDENTE SECESSIONISTA DEL VENETO, ZAIA, IL SUD È CAINO, IL NORD ABELE E “SOLIDALE”!!! E LA TERRA, OVVIAMENTE, PIATTA…/ di Pino Aprile

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    Nella Bibbia luciferina e leghista del presidente del Veneto, il secessionista Luigi Zaia, l’omicida è Abele e chi viene assassinato è Caino. In una intervista al Corriere della sera, il Nord che sta uccidendo il Sud è Abele e Sud è Caino. Perché? Perché non gli consentono l’ultima rapina a mani libere della cassa comune, che porta alla Secessione (vogliono andarsene? Si accomodino, ma prima si fanno i conti: scappare con il bottino se lo scordino). Zaia chiede che l’Autonomia con scasso (trasferimento di 23 competenze dall’amministrazione centrale alla Regione, ma con risorse di accompagno che stabilisce lui: tutto a noi e agli altri una ceppa) sia concessa nella riunione del Consiglio dei ministri del 21 dicembre. E alla domanda del giornalista se sono “ingiustificate le preoccupazioni sull’«egoismo» del Nord?”, il cotale ha il coraggio di rispondere:

    “Sono il primo a dire che deve essere fatta salva la solidarietà e la sussidiarietà nazionale”!

    La conosciamo bene “la solidarietà e la sussidiarietà nazionale” di stampo leghista in particolare e nordico in generale (nessuna distinzione fra leghisti, piddini per Salvini e cinquestelle del Nord; per loro, politica è: fottere tutto il possibile agli altri e dire che è roba propria). La spudoratezza di questa gente è senza limiti! “Solidarietà e sussidiarietà” è rubare al Sud anche i soldi per gli asili; negargli i treni a qualsiasi velocità e accaparrare tutto al Nord; varare leggi che tolgono ai meridionali pari diritto all’istruzione, alla salute, all’assistenza familiare, al lavoro; i fondi per le scuole terremotate (quasi tutte al Sud) dirottati al Nord e per i terroni solo il 3 per cento; i fondi per combattere l’evasione scolastica (record europei a Scampia e Palermo) mandati al Nord e specie in Lombardia; i fondi per riattare le scuole cadenti del Sud, redistribuiti altrove; mezzo miliardo di finanziamenti per il Sud regalati ai tangentari del Mose; i fondi per la ricerca destinati al Sud usati per l’illuminazione in Veneto e foraggiare le compagnie di navigazione sul lago di Garda; i quattro miliardi per i terremotati de L’Aquila presi solo dai fondi per il Mezzogiorno, mentre Borghezio, leghista come Zaia, insultava gli abruzzesi che contavano i morti accusandoli di farsi assistere dal Nord e Salvini, per offendere i napoletani, li chiamava “terremotati” mentre a L’Aquila estraevano i morti dalle macerie; le accise per i terremotati abruzzesi, con una entità del disastro e un numero di vittime imparagonabile, quattro volte inferiori a quelle per i terremotati emiliani; i soldi per aiutare gli alluvionati, solo in Liguria e Toscana, nonostante (disastro di Giampilieri) le vittime fossero dieci volte di più in Sicilia; le multe per le truffe degli allevatori padani pagate con i soldi destinati al Sud (oltre 4,5 miliardi)… Dobbiamo rifare l’elenco? Basta leggere cosa hanno combinato nelle Commissioni che dovevano stabilire i criteri per spesa standard e federalismo fiscale, in cui (riunioni segrete a richiesta di Giorgetti) hanno praticato “solidarietà” attingendo dal Sud, ovvero la parte cui dopo un secolo e mezzo di saccheggio si doveva garantire un po’ di equità, per aggiungere al Nord, ovvero a chi ha costruito la sua fortuna derubando il resto del Paese, a partire dalle fabbriche e i depositi bancari, dal 1861.

    Poi, Zaia riesce a superare se stesso (altro che “1984” di Orwell: la verità è menzogna…, eccetera), con una affermazione che in un Paese serio comporterebbe l’affiancamento del cotale, da parte di persone dotate di pazienza, in grado di ripartire da zero: “Questa è una sfera, e questo un cubo… Ripeti: cos’è questa cosa tutta tonda? Nooo, il cubo è quell’altro. Ricominciamo: questo oggetto senza spigoli, una palla, si chiama sfera. L’altro, con le facce tutte uguali e gli spigoli è un cubo. Allora, indica la sfera? Noooo, quello è il cubo. Allora, questa…”

    Come altro puoi commentare, se non ricorrendo alla satira (si faccia spiegare), una frase come quella che ha avuto il coraggio di pronunciare? Eccola:

    “Finire in assistenzialismo non aiuta nessuno, e non si può premiare Caino e non Abele”.

    Se avesse letto la Bibbia, saprebbe come stanno davvero le cose; parlandone, evidentemente, per sentito dire, mi chiedo quali preti frequenti. Il Sud è stato annesso con un genocidio al resto d’Italia e da allora è sottoposto a regime coloniale, con una ininterrotta sottrazione di risorse e di gente (per capire di quale violenza si tratti: nelle regioni del Sud, in tutta la storia dell’umanità, non era mai esistita l’emigrazione, ma solo l’immigrazione. Soltanto dopo l’Unità a mano armata e con rapina, per la miseria che generò, la nostra gente fu costretta ad abbandonare la propria terra). E questo tizio del partito nato per sfruttare politicamente il razzismo antimeridionale (detto da Maroni; praticato da tutti i leghisti), osa paragonare ad Abele il Nord che voleva gli extracomunitari quale bersaglio al posto dei conigli, per far allenare i cacciatori padani; che toglie le panchine per non farvi poggiare il culo ai poveri; che pensa di eliminare la povertà, l’emarginazione e il disagio sociale con le ruspe; che non affitta ai meridionali; che augura loro cataclismi vulcanici, sismici, perché se ne faccia altra strage; che li chiama porci, topi da derattizzare, merdacce mediterranee, colerosi che puzzano più dei cani; che toglie l’asilo ai bambini, se terroni (O Gesù dagli occhi buoni/ fai morir solo i terroni…); che… E poi fanno la campagna elettorale con il rosario in mano e il presepe.

    Dopo aver letto l’intervista a Zaia, Abele ha annunciato querela.

    A Napoli hanno un detto per definire il tipo di logica (e decenza) rovesciata alla Zaia: «’A carne ‘a sotto e i maccarùne ‘a coppa”

    ( Volesse imparare qualcosa: https://dettieproverbi.it/proverbi/campania/a-carne-a-sotto-e-i-maccarune-a-coppa/ ).

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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