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    DA “IL POTERE DEI VINTI”: LA MACCHINA DEL PRESENTE…

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    …PER DIMENTICARE UN PASSATO INCOMPATIBILE, PERCHÉ RICORDA LA SCONFITTA

    …Ma il Girasole era altro, che U’ Tis non diceva: una medicina; lì, lui, moralmente incompatibile con il suo passato, si allenava a perdere la memoria. Il passato era la malattia di monsieur Lepirro; e la memoria il bubbone che lo riproponeva infetto, a far male, contaminando il presente. Così, aveva ideato tecniche, comportamenti, per eliminare i ricordi. Il Girasole era soltanto l’ultimo strumento, e nemmeno il più sofisticato, suggeritogli da quel Luogo della Dimenticanza. La cura funzionava, ma non appieno. Un vero guaio, perché più eliminava i ricordi ininfluenti, più l’unico che avrebbe voluto cancellare si dilatava, a riempire tutto il tempo trascorso (la Natura non concepisce il vuoto). Era capitato tante volte che suoi conoscenti gli raccontassero episodi di cui era stato protagonista e l’unico a non conservarne traccia era lui. Di tutto il suo tempo, la sua mente non riusciva a vedere che il mostro.

    Le cose non smettono di esistere, soltanto perdono di significato. È tutto come prima, però, senza senso. Ci si adegua, come adattarsi a vivere fra le macerie del tuo paese distrutto: la graduatoria dei valori, le gerarchie sono le stesse, solo molto più in basso; le soddisfazioni, le vittorie e le sconfitte sono le stesse, solo per molto meno: diminuiscono le cose, il che ne accresce il valore, non la lunghezza della scala.

    La cura dell’oblio aveva efficacia anche contro la bestia, ma non perfetta; lui riusciva a vivere come se non avesse passato, ma ogni tanto quello riaffiorava. Allora serrava i pugni, gemeva, finché, ripreso il controllo, tornava a rimuoverne la traccia nella mente. Durava pochissimo la fase acuta della sua malattia: istanti, da cui riemergeva indebolito e per un po’ assente. Per scongiurarli e conservare un equilibrio accettabile, teneva la mente sempre occupata a studiare, fare domande, riflettere su qualsiasi cosa. Per questo il Girasole era una terapia, ponendoti continuamente dinanzi al raggio immediato, istante per istante, direzione futuro, ma ignorandolo. Il Girasole era una Macchina del Presente, il cui pilota sbanda solo se guarda da dove il sole viene o dove va.

    Pino Aprile

    Giornalista e Scrittore


    “Fa’ quel che devi, accada quel che può”, è la mia regola. Se ti fai condizionare dai rapporti di forza (ma “loro” hanno tutto: giornali, tv, soldi, potere…) o dalle conseguenze possibili (non otterrai nulla, in compenso ti schiacceranno) non troverai mai il momento giusto per agire. Mentre l’unica cosa che conti è la ragione di agire: se c’è, fallo. E basta. Come? Don Luigi Sturzo disse: chi sa scrivere scriva, chi sa cantare canti, chi ne è capace, faccia politica. Sono nato nel 1950, sono cresciuto in una casa popolare, ho avuto ottimi genitori. Quello che ho scritto mi ha caricato di responsabilità verso gli altri e il futuro (ho un nipote…) e ora devo risponderne. Sono qui per questo.

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