Skip to content Skip to footer

POTEVANO TEMERE LA MORTE, NON DI DOVERSI VERGOGNARE

LA LEZIONE DI FALCONE, BORSELLINO, CHINNICI E ALTRI MARTIRI CIVILI

Quel giorno, 27 anni fa, perdemmo il diritto alla rinuncia; se uno come Giovanni Falcone non aveva desistito nonostante gli ostacoli, gli insulti, la diffamazione, le minacce, dimostrandosi degno allievo del suo maestro, Rocco Chinnici, come potremmo permetterci, noi nullità al confronto loro, di Paolo Borsellino e altri giganti, di dirci che non ne vale la pena, che tanto quelli… Quei padri ci hanno insegnato una cosa: nessuna vittoria è per sempre; non c’è un numero di sconfitte che ci possa autorizzare a dire chiusa la lotta; rimanere isolati, vedendo allontanarsi e magari rivoltarsi contro anche quelli che erano con te a battersi (a Falcone accadde, a Borsellino pure), non può diventare la ragione di smettere di farlo. Nemmeno vedere a commemorare quei martiri civili gente che loro avrebbero portato sul banco degli imputati o in galera, per contiguità (e anche peggio) con la mafia, in cambio di voti e di soldi (e sì che ne abbiamo visti di sciacalli sulle loro tombe), nemmeno questo può giustificare il lasciar perdere. Nemmeno vedere l’antimafia rappresentata da facce di mafia, il Sud rappresentato dalla Lega, le voci dei servi per scelta e vocazione gridare al bisogno di giustizia, i carnefici farsi a comando o per convenienza paladini delle vittime, pregiudicati pretendere il rispetto delle leggi e l’aumento delle pene (ma solo per gli altri), ecco, nemmeno questo autorizza a dire: a questo punto, mollo.

Questa lezione ce l’hanno impartita sino alla morte, lottando per lo Stato degli onesti, sapendo di essere condannati a morte dallo Stato dei disonesti (la mafia è solo società di servizi criminali). Non c’è un momento in cui questa partita possa finire: ricomincia ogni giorno. A noi è concesso solo scegliere da che parte stare, non altro. Gli opportunisti passano da una parte all’altra, per vincere sempre (e alcuni di quelli che “seppero stare al mondo” allora, li vediamo in alto ancora oggi), non avendo una dignità da perdere, un’idea da tradire, una comunità da sostenere, un futuro da raggiungere, un passato da recuperare, oltre il presente comodo per se stessi.

SCEGLIERE COSA SI VUOLE ESSERE

Uomini, mezzi uomini, ominicchi, piglianculo e quacquaracquà.

Per quanto lurida la faccia dei quacquaracquà, dei piglianculo e degli ominicchi che un giorno all’anno sporcano i nomi di Chinnici, Falcone, Borsellino e altri eroi con la loro voce, per rinnegarli insieme ai loro assassini tutto l’anno, non riusciranno a farci dire: sono morti invano.

A prezzo della loro vita, quei martiri hanno cambiato il percorso delle nostre vite; molti hanno scoperto la loro grandezza (anche perché nati più tardi) solo dopo la loro morte; ma vi assicuro che chi ha avuto il privilegio di incontrarli, non aveva bisogno di prove per avvertire di essere dinanzi a persone che avrebbero lasciato la propria impronta nel secolo che li vide operare e in quelli dopo. Borsellino era a pochi giorni dalla morte, cosciente di non avere scampo, ma la sua unica preoccupazione era: «C’è tanto da fare, e c’è così poco tempo» (fu l’ultima volta che udii la sua voce, l’ultima telefonata).

Possiamo onorarli sono scegliendo bene da che parte stare; e restando coerenti con la scelta. Non è facile, ma comporta un enorme vantaggio: chi ce lo ha insegnato poteva aver paura di passare sopra una bomba (è umano, solo gli imbecilli non hanno paura), ma questo non li fermò; ma non ebbe mai paura di passare davanti a uno specchio e di doversi vergognare.

[wbcr_text_snippet id=”1252″ title=”Firma a fine articolo”]

Lascia un commento

0.0/5

Perchè il SUD viene dopo il Nord nelle politiche di sviluppo.

Scontro tra Pino Aprile e Marco Ponti, durante la trasmissione TV “Revolution” sul canale TV2000.

TGtg del 6 novembre 2018 – Ospite Pino Aprile.

Un paese a pezzi o pezzi di un paese che fatica a stare insieme? Si moltiplicano i fronti aperti tra Lega e Movimento 5 Stelle. TGtg alle 20.45 su Tv2000 con ospite il giornalista e scrittore Pino Aprile.

Storie d'Italia - RAI con Pino Aprile (la storia del Pallone di Gravina).

Pino Aprile presenta il libro: Giù al Sud da Corrado Augias. Durante la trasmissione si fa riferimento alla storia di Antonio Cucco Fiore (e del formaggio Pallone di Gravina) da Gravina in Puglia.

Pino Aprile: "Noi terroni, vessati e uccisi dal Nord".

Pino Aprile, autore del volume “Terroni”, parla dell’Unità d’Italia e dei rapporti tra nord e sud. Intervista di Giovanna Favro www.lastampa.it/salonelibro.

Pino Aprile sul voto al sud delle elezioni del 2018.

Analisi di Pino Aprile sulle elezioni del 2018. Molto interessante.

PINO APRILE - Monologo BRIGANTI & CONTRABBANDIERI 1°Edizione.

L’intervento straordinario dello scrittore Pino Aprile per spiegare il motivo, il fine e la vera essenza dell’evento BRIGANTI & CONTRABBANDIERI.

Pino Aprile intervistato da Rai Due.

Intervento straordinario dello scrittore Pino Aprile.

PINO APRILE vs MUSEO LOMBROSO DI TORINO.

Intervento di Pino Aprile fatto il 6 Maggio 2012 durante l’evento organizzato dall’Associazione Culturale Libera i Libri dal nome 1861-2012 un passato che non passa.

Francesco Amodeo e Pino Aprile.

A Tutto Tondo su Europa e Meridionalismo.

Pino Aprile: "Se non ci accordano l'Equità Territoriale, il Sud sceglierà la secessione"

Il giornalista e scrittore Pino Aprile ha presentato di recente in Calabria il “Movimento 24 agosto” dopo averlo fondato a Scampia a Napoli il 10 di ottobre.

Pino Aprile e il No del Sud al referendum.

Pino A Tele norba con Michele Cucuzza.