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SERRACCHIANI, PD: SEMPRE PIÙ A NORD, E NIENTE AL SUD

Per Debora (senz’acca) Serracchiani, stando alla linea politica del Pd, sono “strategiche” solo opere pubbliche da fare al Nord, vedi la “velocizzazione” della tratta ferroviaria Venezia-Trieste, mentre sarebbe superfluo, “inesistente”, il Ponte sullo Stretto, che per l’Europa è struttura essenziale del corridoio Helsinki-Malta, tanto da chiederne la realizzazione dal 1976. Bruxelles, però, trascura (Serracchiani e il Pd no, è che il Ponte sullo Stretto è a Sud.

La dichiarazione di Debora Serracchiani è da manuale, va conservata, quale esempio e sintesi del pregiudizio anti-meridionale e della subordinazione politica, qualche che sia il partito, al potere economico padano e al sistema coloniale di emarginazione e sfruttamento del Sud. Se la dirigente Pd studiasse, fosse un pochino più attenta, meno indifferente ai diritti del Mezzogiorno, o solo un po’ più furba, visto che il Pd prende voti pure nella colonia interna, le corbellerie anti-meridionali le condirebbe meglio, per celarne la sostanza dietro una fumosa forma.

Intanto riportiamo dei brani, da incorniciare per i distratti, della sua dichiarazione:

“Nulla nel decreto Infrastrutture per la velocizzazione della ferrovia Venezia-Trieste che continua a essere una speranza rimandata di anno in anno. Si trovano soldi che non esistono per un ponte sullo Stretto che non esisterà mai, mentre nei piani del Governo non ci sono né risorse né progettualità per un’arteria strategica del nordest”.

Basta fermarsi qui, c’è già tutto. E tutto brutto. Esaminiamone i contenuti:

1 – La “velocizzazione” di una ferrovia del Nordest è “strategica”. Il Ponte sullo Stretto no. Pur se “ce lo chiede l’Europa”. Quindi, ripeto: “strategico” per questi impiegatuzzi dei poteri economici padani, quale che sia il partito, è solo quello che si fa al Nord;

2 – A un anno dal suo ordine del giorno in parlamento, Serracchiani lamenta che non siano stati ancora dati i soldi per “velocizzare” la tratta. Uno scandalo! Mentre, mancando sue esternazioni indignate in proposito, va tutto bene per lei se il 90 per cento dell’Alta velocità ferroviaria è già al Nord e al Centro, e il 10 per cento al Sud, ovvero il 41 per cento del territorio nazionale e un terzo della popolazione (aho, rega’, la tipa è de sinistra, eh! Ma che non si vede?);

3 – Il problema è “velocizzare” il Nordest, non far arrivare un treno dove ancora non c’è, come a Matera, dopo 164 anni. L’ineffabile Serracchiani con indignazione nord-orientata, trova intollerabile il ritardo in Nordest dell’up-grade ferroviario (come direbbero nella sinistra Ztl), mentre il sindaco di Matera può fotocopiare la lettera del suo collega del 1901 al presidente del consiglio dell’epoca, per chiedere di avere (come già allora le colonie italiane d’Africa) “almeno il conforto della vaporiera”. Insomma, per questa caricatura della sinistra, il problema è non dare il caviale a chi mangia solo ostriche e aragoste (citazione classica), magari togliendo il pane a chi è digiuno;

4 – Quale termine di paragone, per opporre uno spreco a una necessità, la Serracchiani non usa lo scempio dell’Expo 2015 Milano (costata agli italiani 18 miliardi, ha incassato 400 milioni e chiuso con 200 milioni di deficit, ripianato da enti pubblici; con inquisiti e arresti a centinaia e più società a rischio mafia che in mezzo secolo sulla Salerno-Reggio); non cita la vergogna delle Olimpiadi invernali 2026 che dovevano essere a costo zero, stanno attingendo anche dai fondi dell’antimafia e hanno sputtanato l’Italia nel mondo per l’inefficienza; non le pedemontane, la Brebemi e altre opere “velocizzanti” costruite a costi folli e a perdere, con deficit che ora vogliono scaricare su tutti gli italiani; nemmeno (che farebbe tanto figo e pacifinto, oggi) cita come inutile l’aumento delle spese per le armi. No: si spara sul Sud e sul Ponte sullo Stretto, per chiedere l’ennesimo “troppo” per il Nord. Si chiama razzismo: negato a chiacchiere e persino inconsapevole, a volte, vero di fatto;

5 – COsì è Serracchiani? No, il Pd: quello di Enrico Letta che, allora segretario del partito, va in Veneto alla vigilia delle elezioni a dire: «L’autonomia differenziata non dovete chiederla alla Lega, ma a noi»; e che, con Stefano Bonaccini presidente dell’Emilia Romagna, batte i leghisti presidenti di Lombardia e Veneto in pretese di Autonomia differenziata; quello dell’allora ministra ai Trasporti Pd, Paola De Micheli, che distribuisce 399 milioni per rinnovare il parco automezzi vetusti per il trasporto urbano (quasi tutti al Sud), così: 398 al Nord e 1 al Sud; quello di Sala, Bonaccini e altri che chiedono di dare al Nord i soldi che non si riescono a spendere al Sud; etc, etc, etc, e tacc…;

6 – Se Serracchiani studiasse, saprebbe che i fondi per il Ponte sullo Stretto, il suo collega in “Prima il Nord, tutto al Nord” ministro ai Trasporti Salvini, leghista anche di nome, i fondi per il Ponte li ha tolti alla Sicilia e alla Calabria, come se non dovessero passarci anche merci e italiani di altre regioni, e dai Fondi Coesione e Sviluppo, che sarebbero già del Sud all’80 per cento e destinati ad altri. Ma va bene dire le cose in modo che ogni euro impegnato a Sud paia “rubato” al Nord;

7 – E perché non è strategico il Ponte sullo Stretto e la ferrovia “veloce” per Trieste sì? Forse, perché un ministro ai Trasporti “de sinistra”, pure lui, Burlando, ricattato dagli scaricatori del porto di Genova, bloccò la connessione ferroviaria con il porto di Gioia Tauro che macinava un record dopo l’altro? Forse perché governi di centro sinistra, tecnici e di centrodestra hanno condannato i porti del Sud a “vocazione turistica”, pur se sono i soli (Gioia Tauro, Taranto, Augusta…) ad avere banchine e fondali che quelli del Nord non hanno, mentre le supernavi sono obbligate ad approdare solo a Genova e Trieste? Forse perché le uniche tratte non finanziate dell’ammodernamento delle ferrovie in Calabria, nel Pnrr, erano proprio quelle per il porto e l’aeroporto internazionali di Gioia Tauro e Lamezia Terme? Che faccio, continuo o ci diamo per dette le altre porcate che rendono “inutile”, “inesistente” la costruzione del Ponte?

8 – A Serracchiani sembra grande mossa politica incolpare il ministro leghista alle Infrastrutture, Salvini, di togliere il “troppo di diritto” al Nord, per dare il presunto inutile al Sud. Furba, eh? Gli amici del bar al Giambellino, dicevan che è un drago (“draga” no, è altro…). Il livello è questo;

9 – E perché i parlamentari e dirigenti meridionali del Pd non fanno la stessa cosa: rivendicare, cioè, qualcosa per il Sud (e sì che ce n’è!), opponendola allo spreco di risorse pubbliche al Nord (rifaccio l’elenco o fate da sé?)?. Perché sono esponenti locali del potere coloniale del Nord e, intanto hanno possibilità di dirigere (“comandare” nella colonia, “comandati” dal colonizzatore), in quanto lo fanno nel modo, nell’interesse e nella direzione di chi delega loro quella potestà (sennò, a che servono le liste elettorali bloccate in mano alle segreterie nazionali?). Quindi il collega terrone di Serracchiani parlerà e agirà come lei e come Salvini. O un altro, più affidabile, lo sostituirà;

10 – Perché accade questo? Il potere è economico; la politica è la palestra attraverso cui lo si può esercitare; i partiti sono lo strumento della politica. Possono concorrere fra loro per prendere il timone e gli incarichi più redditizi e meno faticosi sulla barca, ma la rotta la decide l’economia. Loro possono solo eseguire. E se il sistema di potere del Paese è coloniale (il Sud subordinato agli interessi del Nord), non importa di quale partito sei, se del Sud o del Nord: puoi solo togliere ai terroni per dare ai padani. Che, infatti, hanno le ferrovie, l’alta velocità, la rete viaria, i Centri di ricerca, gli asili, gli ospedali, gli aeroporti, il traffico portuale… pagati da tutti gli italiani, ma a beneficio solo di una parte del Paese, il Nord.

Se vuoi opporti a questo (non Serracchiani, né nessun altro di quelli che si muovono su questa scacchiera) puoi farlo solo da “esterno”. Siamo sempre alla domanda dell’allora segretario di Stato Usa a Yanis Varoufakis che gli chiedeva consiglio, per accettare il ministero greco dell’economia: Tu giochi dentro o giochi fuori? Se giochi dentro sarai potente e garantito qualunque cazzata fai; se giochi fuori, ti distruggeranno anche se dici e fai le cose più giuste del mondo.

E ora rileggete la frasetta della poverina, che “dentro” è praticamente da sempre. E che credo non si sia nemmeno accorta della pesantezza di quello che ha detto: non fanno tutti così?

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