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MATTARELLA FIRMA LA LEGGE CALDEROLI. FORSE PER FERMARLA

Io nun capisco, ê vvote, che succede…

e chello ca se vede,

nun se crede! nun se crede!

Ma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è impazzito, si è venduto, è ricattato, è agli ordini di poteri supernazionali che vogliono l’Italia a pezzi per spartirsela, è un don Abbondio che il coraggio non se lo può dare…, o cos’altro? Insomma, ha firmato al volo la legge sull’Autonomia differenziata che condanna il Sud al ruolo costituzionale di colonia interna e pone le premesse per la secessione. Insomma, il garante della Costituzione ne è divenuto, salvo reazioni politiche e popolari che fermino questa deriva, il becchino? E tutte le belle e alate parole mattarelliche?

Ha ditto ‘o parulano: “Embè parlammo,

pecché, si raggiunammo,

chistu fatto nce ‘o spiegammo!”

Aveva alternative, il presidente? Probabilmente no: se avesse eccepito, sarebbe stato scontro con questo governo di razzisti e fascisti (tali non per modo di dire: si vedano le storie giudiziarie e qualche condanna, dei maggiorenti leghisti, da Salvini a Calderoli, e quelle politiche di altri ministri o l’inchiesta di Fanpage sulla “gioventù meloniana” neonazista, che Gioggia difende, per evidente comunanza di idee). E lo scontro avrebbe potuto avere esiti devastanti per il Paese, rendendo incompatibile la convivenza istituzionale fra governo e presidente, già difficile sotto le ovattate apparenze, viste le aspirazioni ducesche di Giorgia Meloni che, con la riforma del premierato, vuole ridurre il Quirinale al ruolo di passacarte.

IPOTESI 1. Forse, Mattarella pensa che la faccenda dello stupro costituzionale dell’Autonomia differenziata possa risolversi diversamente, strada facendo. Ma è proprio così, rinviando per quiete apparente, che il male avanza un passetto alla volta, sino a che lo si scopre non più rimovibile. È così che siamo arrivati a questo punto, e quello che sarebbe stato facile all’inizio, è divenuto difficilissimo adesso.

Per un momentaneo vantaggio, i governi di ogni colore (con i cinquestelle, con Draghi e ora con Meloni) hanno assecondato la follia della Lega (ma di fatto sostenuta al Nord dai dirigenti politici di ogni partito e dagli ascari meridionali, per sudditanza, servilismo, miserabile interesse personale). Poi, i governi passavano, mentre il progetto razzista conquistava una tappa dopo l’altra.

Il modo in cui Mattarella ha firmato la legge spacca-Italia, però, colpisce quasi più del fatto in sé: senza un minimo accenno alle osservazioni di decine e decine di costituzionalisti; alla mobilitazione di milioni di cittadini, alle migliaia di manifestazioni di protesta in tutto il Paese, ai documentati rapporti dei maggiori istituti di ricerca, agli allarmi dell’Unione Europea, della Corte dei Conti, dell’Ufficio parlamentare del Bilancio, della Banca d’Italia, della Svimez, della stessa Confindustria.

Nulla, come se niente fosse, nemmeno la foglia di fico di una di quelle indiscrezioni fatte filtrare da “fonti vicine al Quirinale”, per far trapelare un pizzico di preoccupazione del presidente costretto (sino a un certo punto) dal suo ruolo, a mettere la firma sotto una legge che trasforma l’Italia in un campo di battaglia fra italiani. Manco si trattasse di una nuova normativa sulle corrette dimensioni dei cetrioli da vendere nei supermercati.

E questo è un segnale strano, forse rivelatore, che…

IPOTESI 2. …mette paura, perché potrebbe voler dire che la partita non è fra partiti italiani, fra governo e presidenza della Repubblica, fra l’insaziabile avidità padana e l’inguaribile sudditanza terronica. No, se questo avviene, come si è visto nella vergognosa votazione al Senato e alla Camera e ora con la firma liscia-liscia di Mattarella, allora tocca pensare anche ad altro, come se tutti, ognuno secondo il proprio ruolo, stessero eseguendo, in sede locale, disegni molto più grandi, orditi da poteri e per interessi planetari.

Si ricade nel sospetto che a quelli l’Italia faccia comodo a pezzetti e con gravi difficoltà interne, in modo da potersela spolpare con quattro soldi e dividersela fra lupi. L’Europa è la più debole e divisa, se raffrontata a Cina, Stati Uniti, alla stessa Russia. Il mondo corre più rischi se i lupi più grossi si scannano fra loro o se saziano la loro fame a spese di una preda terza sbranata in comune?

Così, si inizia a demolire l’Europa nel punto più fragile, la Grecia (gettando briciole agli europei più potenti, come la Germania), poi si può proseguire con l’Italia. Ma per farlo, serve frantumarla. E chi, almeno sulla carta (pure costituzionale), dovrebbe impedirlo, non può e non deve ostacolare il progetto planetario, se di questo si tratta.

Ma davvero sarebbe possibile una cosa del genere? In Grecia è successo (leggete Varoufakis). E io, da tarantino, devo segnalare che non sarebbe la prima volta che Mattarella potrebbe adeguarsi a “cause di forza maggiore” che confliggono con il suo compito di guardiano della Costituzione e dei diritti alla pari dei cittadini italiani. Mattarella ha controfirmato tutte le deroghe alle norme nazionali ed europee varate (le deroghe) da governi di ogni colore, per consentire di produrre acciaio, violando i diritti costituzionali dei tarantini alla salute.

Per salvaguardare quella dei genovesi, la lavorazione siderurgica a caldo fu soppressa in Liguria e spostata a Taranto, così mostrando che ci sono italiani da salvare e altri, titolari di diritti diminuiti, che possono essere sacrificati. E se la legge vieta l’omicidio tramite inquinamento, il governo interviene per scavalcare la legge. E Mattarella firma. Una violazione così grave, che l’Alta Corte di Giustizia Europea l’ha appena dichiarata non ammissibile, con una sua sentenza che potrebbe portare addirittura alla chiusura dello stabilimento siderurgico. Come dire che i diritti costituzionali dei tarantini alla salute sono tutelati dalle autorità europee, non da quelle italiane, incluso il massimo custode dell’equità.

E ora, con la firma dell’Autonomia differenziata, si è giunti a capolinea. Se Mattarella avesse manifestato contrarietà alla legge spacca-Italia, sarebbe sorta una gravissima crisi istituzionale che non avrebbe potuto comunque impedire il varo della porcata, ma avrebbe fatto capire al Paese la dimensione dello scempio che si sta compiendo.

Non l’ha fatto e resta al Quirinale, ma della sua autorevolezza e la sua credibilità restano briciole. A meno che…

IPOTESI 3. È proprio la velocità e la supina condivisione presidenziale della porcata che rende strana e sospetta la cosa. Diciamolo: si può pensare quello che si vuole di Mattarella, ma questa cosa stride con il carattere che gli si deve riconoscere. Non si può dimenticare come, in altri casi, anche recenti, in cui le prerogative del Quirinale sono state messe in dubbio, ha immediatamente reagito e con quale istituzionale fermezza. Mattarella è un democristiano vecchia scuola e moroteo, razza in via di estinzione anagrafica, ma di altissimo livello, altro che ‘sti pischelli der quartierino.

Quindi? Sindacati, partiti di opposizione, comitati di cittadini hanno già avviato la raccolta-firme per il referendum abrogativo della porcata differenziata. Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha annunciato la mobilitazione per fare una campagna rovente, persino sulle spiagge. Servono 500mila firme, ma l’intento è di sommergere il governo spacca-Italia di razzisti e fascisti con milioni di firme e un segnale potente da parte del Paese. Per questo, eventuali ritardi o intoppi del Quirinale sull’iter confermativo della legge-scempio si sarebbero ripercossi sulla campagna per il referendum.

E fusse ca fusse che Mattarella, così accondiscendente in apparenza, stia solo spianando la via alla rivolta degli italiani contro l’Autonomia differenziata? Perché la mobilitazione dei cittadini in tal senso, i risultati li sta dando eccome! Solo per fare un esempio: pensate a che fine hanno fatto, politicamente, i “leghisti di sinistra” come Bonaccini, Fassino, lo stesso Letta, allora in campagna elettorale in Veneto, sostenitori della legge ammazza-Sud-tutto-al-Nord. Oggi son ridotti al silenzio, perché la pressione politica dal basso ha reso elettoralmente dannosa la loro posizione.

Preside’, stanno davvero così le cose? Mentre sembra che assecondi…?

Mé’, dillo a mamma, mé’…

Mé’, dillo pure a me…

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