Home Ricomincio da SUD IL 24 AGOSTO, ALLA GRANCIA: NASCE L’AZIONE POLITICA MERIDIONALE

    IL 24 AGOSTO, ALLA GRANCIA: NASCE L’AZIONE POLITICA MERIDIONALE

    13053
    65

    CONTRO I DIRITTI DIFFERENZIATI E PER L’EQUITÀ. PER TUTTI

    Il 24 agosto ci si trova, quanti vorranno, alla Grancia (Potenza), per far nascere una iniziativa politica di emergenza democratica. Chi c’è c’è (astenersi razzisti), per formare una alternativa per le prossime elezioni, sbarrare la strada a Salvini e capovolgere il sistema che ha retto finora questo Paese: sottrarre a una parte, accusandola pure di essere mantenuta, per mantenere e arricchire l’altra.

    Salvini e la Lega sono solo l’ultima e peggiore manifestazione della bulimia di risorse pubbliche che dota il Nord e il Centro di infrastrutture decenti o persino all’avanguardia, treni ad alta velocità, autostrade, anche inutili e dannose, come la Brebemi o le pedemontane lombardo-venete, istituti di ricerca pagati da tutti ma rigorosamente padani, eccetera; mentre in circa metà del Paese è quasi o del tutto impossibile raggiungere un posto in treno o con una strada che non sia dissestata, piena di buche, mezzo franata. E se il tempo è un costo fra i maggiori, questo uccide l’economia del Sud.

    LA QUESTIONE MERIDIONALE È FRUTTO DI SCELTE POLITICHE RAZZISTE E IMPOSTA CON LE ARMI UN SECOLO E MEZZO FA

    Tale Paese doppio, uno europeo e uno men che nordafricano, è il risultato di scelte politiche nazionali da un secolo e mezzo, con l’appoggio di ben remunerate classi dirigenti locali (è così nelle colonie: sono favoriti e sostenuti i complici e avversati quanti vi si oppongono, a volte pure a danno della loro vita; la selezione non esclude nessun mezzo per fermare sindacalisti, amministratori, magistrati e politici non collusi).

    In questo, non c’è quasi mai stata vera distinzione partitica: quando si tratta di monopolizzare risorse pubbliche, il Nord ha agito e agisce in blocco. La vicenda dell’Autonomia differenziata per togliere altri soldi al Sud ne è la prova più recente: dalla Lega al Pd, incluso M5S del Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia del Nord, insieme per disegnare un Paese a diritti calanti per latitudine, geograficamente, e pretendere risorse crescenti con la ricchezza dei territori. In tal modo, si innesca un meccanismo che si auto-alimenta, leva sempre più ai poveri e dà sempre più ai ricchi (tali, in gran parte, per aver preso di più dalla cassa comune, a spese di altri: basti guardare la differenza di infrastrutture oubbliche, che vuol dire pagate da tutti e godute da pochi).

    Non è, come pure potrebbe sembrare, una rivendicazione meridionalista: un Paese che non riconosce a tutti i suoi cittadini uguali diritti non è un Paese, ma un sistema malato. In tal senso, l’Italia non è mai stata unita, ma divisa. Un Paese così fatto genera disaffezione, distacco, risentimenti e persino odio (la Lega si nutre di quello ed è nata sfruttando il razzismo contro i meridionali). Sino all’apparente assurdità (ma psicologia e psico-sociologia spiegano il fenomeno) di tanti meridionali che votano Lega e Salvini, che per decenni li hanno insultati e ancora li privano (complici i “paramount chief” colonizzati) di diritti elementari: alla salute, all’istruzione, alla mobilità; persino al rispetto. Un Paese così era, esasperando le differenze, il Sud Africa, prima di abolire l’Apartheid che di fatto c’è sempre stata in Italia, e ora si vuole blindare per legge.

    Questa situazione è entrata nelle coscienze e persino chi ne è vittima la giustifica incolpandosene (sempre quei meccanismi psicologici: la donna violentata spesso si sente sporca e si vergogna, diviene succube del violento e la stessa società cerca le colpe della vittima: “Lo ha provocato…”). E non ci si accorge nemmeno più di quanto sia oppressiva e mortifichi la dignità di un terzo degli italiani la Questione meridionale sorta con un’invasione armata, salvo retrodatarla per assolvere chi la impose e addossarla a chi la subisce.

    NON DEVONO ESSERCI CITTADINI DI SERIE B. O NON HA SENSO UN PAESE COMUNE

    Ma l’azione politica che si vuol far nascere per correggere queste storture non è, ripeto, una pura rivendicazione meridionale: i valori sono universali, o non sono tali. Se a una città viene negato il treno, poco importa che sia Matera o Sondrio: ci sono degli italiani ritenuti di serie B e il cui diritto ad avere il necessario viene dopo il superfluo da aggiungere a chi già ha (cioè, mai). Ovunque ci sia un nostro simile la cui qualità umana viene ridotta, la nostra qualità umana è in pericolo (da uno si comincia, poi tocca agli altri…).

    Quindi, un’azione politica risanatrice non può avere come valore un territorio o i suoi abitanti (questo lo fanno i razzisti), ma il principio che cittadini di uno stesso Stato debbano avere diritti, possibilità e trattamenti uguali o quello Stato non merita di esistere. Per quanto possa suonare male: l’equità è il valore, non il Sud o altro riferimento geografico, etnico. La denuncia diviene (appare) meridionale, perché il Mezzogiorno e i suoi abitanti sono stati discriminati e deprivati.

    Ora la misura è stracolma. Mai, nei quasi 160 anni di finta unità a mano armata, il divario fra Nord e Sud è stato così ampio; ed è voluto, costruito. Il Mezzogiorno è in calo demografico, come avvenuto soltanto per le stragi risorgimentali dei piemontesi e per la più assassina epidemia della storia dell’umanità: la “spagnola”, dopo la prima guerra mondiale. E il futuro del Sud se ne va con i giovani, costretti a cercarne uno in giro per il mondo. Le nostre regioni, che mai, in millenni, erano state terra di emigrazione, si stanno riducendo a un gerontocomio in fase di svuotamento.

    Non c’è altro tempo per reagire. I segni di un Sud che vuol farlo, e da protagonista (nonostante le succubi, ma instabili orde salvinian-terroniche), sono ormai colti da tutti. Si annuncia (vero? Falso?) un partito “sudista” con a capo Giuseppe Conte. E già le parole usate mostrano quanta improvvisazione vi sia in questo “fiondarsi a Mezzogiorno”: “sudista” è un termine dispregiativo coniato e usato dai nemici del neo-meridionalismo, di solito accoppiato ad altri quali “nostalgici”, “revanscisti”, neoborbonici… (a ogni cosa della storia dei vinti non iscritta in quella dei vincitori sono date connotazioni negative). Fa niente, verrebbe da commentare: se vuol dire che cominciano a capire, va bene lo stesso! E il presidente campano Vincenzo De Luca si propone a guida di un soggetto politico meridionale, a difesa dei diritti finora calpestati. Benvenuto! Il dissidente di Forza Italia, Giovanni Toti, cerca di sfilare il partito a Berlusconi e, forse sulle orme di Salvini che ha fatto vendemmia a Sud, partirà con il suo progetto da Matera, il 2 settembre. Furbo.

    LA POLITICA DI LORSIGNOSI SI È ACCORTA CHE IL SUD REAGISCE E VUOLE GUIDARLO, A SUO VANTAGGIO (COME AL SOLITO)

    Tardi ma ci arrivano… E lo fanno a loro modo, cercando di intestarsi qualcosa cui sono estranei, ma conta; ed essendo informe e senza guida, mirano a usarlo a proprio vantaggio. Ora sanno che il Mezzogiorno non è più un corpo morto e, sia pur confusamente, qualcosa fa e riesce determinante; ripeto, è un dato di fatto, ormai: vince chi vince al Sud. Nel 2015, alle regionali, il Pd fece il pieno e prese il governo di tutte le regioni meridionali. Letta, Renzi e Gentiloni provvidero a far pentire chi li aveva votati a Sud. Alle politiche 2018, quei voti migrarono in blocco sui cinquestelle, che divennero, grazie a ciò, il primo partito italiano. Per allearsi con la Lega e veder svanire in pochi mesi il capitale di consensi; ereditato in parte proprio dal partito sorto dal razzismo contro i terroni.

    Senza rifare tutto l’elenco, questo mostra un Mezzogiorno forse un po’ ballerino, ma che non è più patrimonio inerte di nessuno: si muove da soggetto politico unitario e detta l’agenda ai partiti, non avendone uno proprio. La vicenda dell’Autonomia differenziata è stata uno choc, per l’Italia di lorsignori: era cosa fatta; si erano messi d’accordo, con l’ammucchiata di Lega, Pd, FI e FdI del Nord, a scopo di rapina contro i meridionali. La campagna di informazione condotta da un gruppo di cittadini, docenti, scrittori, meridionalisti, ha reso pubblico quello che si teneva nascosto (il furto del secolo), ha raccolto in pochissimi giorni 60mila adesioni, indotto il M5S (va riconosciuto) a far le pulci all’alleato e a frenare lo scempio programmnato.

    Quel mondo abituato a fare a suo piacimento, nel silenzio complice della classe dirigente del Sud (e chi non tace è segato), ha scoperto di non avere più le mani libere, che il Mezzogiorno può fare la differenza. E la fa. La sorpresa li ha disorientati. E quando è arrivata una cosettina (ma proprio una cosarella, giusto per far capire quale direzione prende il risveglio del Sud), il boicottaggio del prosecco veneto, da parte di bar e ristoranti meridionali, si è sparso il panico in campo subalpino. Sì, la feritina al portafogli bene non fa, ma quello che fa sbarellare è l’idea che il tressette del potere nazionale non sia più con il morto, rivelatosi un giocatore che sa di avere carte, come gli altri, e intende giocarle come dice lui, non limitarsi a tenerle in mano per calare quelle che gli dicono.

    È finito un tempo.

    SE SI SBAGLIA ADESSO, NON CI SARÀ UN’ALTRA OCCASIONE

    E questo è il momento più delicato, in cui tutto si può perdere e quanto costruito sinora finire, per impreparazione, indecisione, nelle mani di qualche Jack Lo Svelto che, privo di remore e carico solo di interessi di parte e magari luridi, si improvvisa paladino del Sud, pronto a mettersi al timone, per venderlo al miglior offerente (lo abbiamo appena visto, nel campo della comunicazione e della politica locale). Quindi (mentre Forza Italia si professa presidio del Sud, nel centrodestra, e avvisa la Lega; Salvini e il Pd di Zingaretti vorrebbero elezioni subito, per spartirsi le spoglie del M5S che resteranno sul campo; il M5S cerca di recuperare il tesoro dilapidato), ora ci tocca. E tocca a tutti: ci sono movimenti e partiti, comitati che in tutto il Mezzogiorno hanno fatto cose egregie, ma sono piccoli e scollegati (talvolta, reciprocamente ostili, ma non è la norma); ci sono parlamentari, pochi ma preziosi, in ogni partito, che hanno operato con coerenza, in difesa del diritto del Mezzogiorno all’equità e qualcuno ne ha dovuto pagare il prezzo (ma può guardarsi allo specchio senza vergogna) e ce ne sono pronti a uscire dai loro gruppi politici, per poter sostenere, senza più freni di parte, la battaglia per il Sud: non dobbiamo perderli; ci sono docenti universitari, scrittori, giornalisti che hanno combattuto una dura, entusiasmante battaglia di civiltà contro i razzisti dell’Autonomia e non possiamo permetterci di rinunciare al loro valore (il mondo accademico è terribile e per esporsi, ci vogliono le palle. È stato bello vedere tanti docenti mettere la competenza e la faccia in una impresa difficile ma doverosa); ci sono associazioni meritorie che da decenni lavorano, perdendoci tempo, soldi, salute e pezzi di fegato, al recupero della verità storica che ci è stata negata e da cui trae alimento la ricostruzione della nostra identità; ci sono giornalisti che hanno fatto e fanno un lavoro faticosissimo, per scoprire come e quanto il potere Nord-centrico toglie a Sud, con mille trucchi, colpi di mano (e non è una attività che ti fa far carriera nei giornali…); ci sono persone che si uniscono per combattere (e si rischia forte) contro gli avvelenatori della propria terra e della propria gente, da Taranto alla Terra dei Fuochi, da Augusta, Gela, Priolo alla morte petrolifera di Basilicata, pur taciuta da tante “voci potenti per il vaffanculo”, della politica, della cultura, della società civile, mute perché non si parla a bocca piena; ci sono esperienze meravigliose di economia dal basso, con forze minime, idee grandi e risultati sorprendenti; ci sono imprenditori che stanno dicendosi di non poter limitare il loro compito nella società al darle qualche decimale di pil in più; ci sono sindaci che non accettano più acriticamente, o per sudditanza partitica, o per ignoranza (le cose le fanno di nascosto e non sempre sai come ti stanno fottendo), di vedere i propri Comuni derubati dallo Stato e fanno causa, a decine, dimostrando che il loro primo dovere è pretendere diritti e rispetto per i concittadini discriminati; ci sono amministratori, gruppi parrocchiali, centri sociali che inventano e praticano forme di accoglienza inclusiva che distruggono la paura, generano civiltà, ci fanno “restare umani” (un reato, da quando il ministro dell’odio usa la polizia per rimuovere striscioni evangelici); ci sono…

    Ci sono, ma quasi sempre non sanno che ci sono anche gli altri. Lo ripeto: «Siamo tanti, ma non lo sappiamo», diceva don Paolo Capobianco, figlio dell’ultimo nato duosiciliano, mentre Gaeta si arrendeva alle bombe dei fratelli carnefici d’Italia.

    TUTTI ALLA GRANCIA PER COSTRUIRE UN PAESE PIÙ GIUSTO

    E vorrei poter dire, alla Grancia, il 24 agosto (ci si vede alle 9,30): “Ci siamo!”. Decideremo lì, insieme, il nome e la forma di quel che nascerà. Sarà una creatura che avrà anime solitamente incompatibili e dovrà accordarsi su un programma minimo e condiviso (razzisti esclusi). Dovremo tener conto solo di quello che unisce, visto che da troppo tempo riusciamo a dividerci sul dettaglio, pur avendo tanto in comune. Molte barriere sono state superate e la lotta alla Secessione dei ricchi ne è prova. Ora possiamo fare quello che forse prima sarebbe stato prematuro; e dobbiamo farlo, perché è l’ultimo momento utile. Non limitiamoci a esserci, ma coinvolgiamo quanti possano essere utili: se non sarà una cosa di popolo, sarà meno di quel che deve essere.

    Potremo candidare persone di valore, che sono sempre rimaste ai margini, per incompatibilità di opinioni e, diciamolo…, per prudenza. Ma ora in molti son disposti a turarsi il naso, se necessario, e fare muro, perché quando i barbari tentano l’ultimo assalto, ogni contesa interna viene accantonata, per affrontare il pericolo maggiore e comune. Non possiamo permetterci di sprecare niente.

    Non ci sono patti preconfezionati, soluzioni già in tasca. C’è qualche idea e altre ne arriveranno. Ci vediamo alla Grancia, il 24 agosto, alle 9,30. Il Sud riparte da sé, avendo qualcosa da dire e tanto da fare, non contro, ma per tutti. L’equità non può essere parziale: o tutela tutti allo stesso modo o non è.

    Punto primo: il tempo della discriminazione, del meridionale “meno” (diritti, infrastrutture…) comincia a scadere il 24 agosto prossimo. È durato troppo. Ma ora ce ne siamo accorti.

    65 Commenti

    1. Non potrò essere alla Francia il 24 agosto, ma col cuore sarò con voi e con ciò che sarà creato affinché il Sud rinasca ed acquisti la consapevolezza. Uniti si può, io ci credo. Grazie Pino Aprile.

    2. Mettete una web cam o una telecamera che registri l’evento per tutti quelli che non possono. Faccia terrorismo psicologico Pino. Il consiglio del venosino.

    3. Ciao, io ci sarò. Vorrei salpere se bisogna registrarsi in anticipo per partecipare. La Grancia è piu vicino a Potenza o a Brindisi di Montagna?

    4. Il 24 agosto sarò in viaggio, dalla Svizzera verso l’Italia. Vi auguro ogni bene. E che questa volta sia la volta giusta !!

    5. Signor Pino Aprile, sono felicissimo della sua iniziativa che spero abbia uno sbocco anche se non tutti i movimenti aderiranno (l’importante è presentare alle prossime elezioni un nostro partito altrimenti sarà la fine per noi; è un emergenza che non va sottovalutata). Io con la mia famiglia sono residente a Bergamo, ho un figlio disabile che assistono personalmente anche se ricoverato presso una comunità, ma ciò non toglie di poter fare qualcosa anch’io per la causa a cui tengo particolarmente, tenuto conto della realtà in cui vivo e quindi la conoscenza di una realtà che ci odia, per la mia Napoli che amo che potrebbe benissimo ergersi a guida di tutto il Mezzogiorno. Gradirei porle ora una domanda: che cosa vi divide dal movimento di Peppe Quaranta, in particolare, e gli altri movimenti? A me è parso che Peppe Quaranta è più deciso ad intraprendere mentre gli altri sono titubanti. Devo fare una scelta anche per quel che riguarda la sua iniziativa. La ringrazio anticipatamente per quanto porterà alla mia conoscenza e la saluto cordialmente. E il Regno delle due Sicilie.

    6. Bisogna iscriversi da qualche parte ? Prenotarsi o cose del genere ? Io sono disposto a partire da Bronte che tra l’altro ha avuto una sua storia in materia… Fatemi sapere per cortesia in modo da organizzarmi con qualcuno

    7. OTTIMO ARTICOLO E VERITIERO. Mi aspetto che tale iniziativa colga il supporto di tutti coloro che in questi anni hanno lottato per il nostro Sud e che gli uomini di scarsa volontà stiano lontani o che cedano finalmente la loro proverbiale inguaribile cultura del “mio orticello o i miei trenta schifosi interessati voti” per capire l importanza di un vero grande FRONTE COMUNE PER ARGINARE L ARROGANZA DI CHI CI HA GOVERNATO TRATTANDOCI COME PECORE SACRIFICABILI. ab imo pectore per il sud, Sam Palella

    8. Ho chiamato vari amici/che cui ho chiesto parere sulla cosa qualcuno ha dei dubbi altri certezze Personalmente ho speranza.

    9. Ciao Pino ti seguo con attenzione.
      Non potrò esserci il 24 pero’ bisogna sempre legittimamente rivendicare le ragioni di un Mezzogiorno scomparso da anni dall’agenda politica nazionale. 👍

    10. Ciao Pino ti seguo con attenzione.
      Non potrò esserci il 24 pero’ bisogna sempre legittimamente rivendicare le ragioni di un Mezzogiorno scomparso da anni dall’agenda politica nazionale 👍👍

    11. AVVISO A TUTTI I BRIGANTI.

      IL 24 AGOSTO 2019 TUTTI AL PARCO DELLA GRANCIA A BRINDISI DI MONTAGNA (PZ).

      ALTRO CHE PONTIDA E NEO-COLONIALISMO NORDISTA!
      LA STORIA CHE SI RIPETE, DISGRAZIATAMENTE, DAPPRIMA DIVENTA FARSA
      E POI, TERRIBILMENTE, TRAGEDIA.
      VENITE TUTTI.
      PUBBLICIZZATE L’EVENTO.-
      IL PARCO DELLA GRANCIA E’ UN RICHIAMO DEL CUORE PER IL SUD ITALIA. GRAZIE ALLE TELECOMUNICAZIONI DI MASSA ON LINE, POTETE FAVI UN GIRO SU INTERNET PER FORMARVI UN’IDEA PRELIMINARE!
      DISDITE OGNI APPUNTAMENTO, PRENDETEVI UN GIORNO DI FERIE! SE SIETE IN FERIE, TRASCORRETE UN GIORNO DI VACANZA VERAMENTE INTELLIGENTE!
      ALZATE LA TESTA. E’ UN PICCLO CONTRO CHE PUO’ DIVENTARE GRANDE STORIA.
      ACCORRETE E SARETE TUTTI PROTAGONISTI.
      O DAVVERO DOBBIAMO MORIRE PECORE DEL GREGGE LEGHISTA?
      SAREBBE TROPPO FACILE, TROPPO BELLO PER UNO DI DESTRA,
      DOPO ANNI DI GHETTIZZAZIONE POLITICA-, SALIRE SUL CARRO- OGGI DATO PER VINCENTE-
      DEL FARISAICO IGNORANTE ANTIMERIDIONALISTA NEO-NAZIONALISTA MATTEO SALVINI!

      NO, GRAZIE!
      NON SEGUIAMO LE MODE NOI, NEANCHE QUANDO APPAIONO INVINCIBILI E DESTINATE ALLA VITTORIA.
      MI DISPIACE, MA PROPRIO QUANDO I FORTI SONO AL COMANDO, CALPESTANDO I DEBOLI, NOI DI VERA DESTRA SOCIALE, GENETICAMENTE SIAMO SEMPRE CONTRO, E NESSUNO E’ ALL’ALTEZZA DI PRENDERCI PER IL CULO.

      LA VERA STORIA DEL RISORGIMENTO E’ ORMAI NOTA; E SE C’E’ QUALCUNO CHE AVREBBE IL DIRITTO/DOVERE -STORICO, CULTURALE E MORALE- DI PULIRSI IL CULO COL TRICOLORE, QUELLO E’ PROPRIO IL POPOLO MERIDIONALE A CUI FU IMPOSTA LA BANDIERA COL SANGUE.
      ALTRO CHE BRIGANTAGGIO! QUELLI ERANO I VERI RESISTENTI, STRONCATI BASTARDAMENTE CON LA LEGGE PICA CHE FECE, MEDIAMENTE, 40MILA FUCILATI. (=LA LEGGE PICA IMPONEVA LE ESECUZIONI DI MASSA SOMMARIE COL DIVIETO DI DIFFONDERE I DATI!) .

      L’ECCIDIO DEL POPOLO MERIDIONALE E’ ORMA AMPIAMENTE DOCUMENTATO E NOI DOBBIAMO PERMETTERE AL PARASSITA, SFATICATO ED IGNORANTE CAPO LEGHISTA DI CALPESTARE LA DIGNITA’ STORICA E CULTURALE DEL SUD ITALIA?

      MA QUANDO A CROTONE INSEGNAVA PITAGORA, A METAPONTO SI APRIVANO ACCADEMIE FILOSOFICHE E TEMPLI E, PIU’ IN LA’ NEL TEMPO, ROMA DOMINAVA IL MONDO ED AVEVA FOGNATURA ED ACQUA CALDA NELLE CASE, COME VIVEVANO NEL NORD?

      LO SAPETE CHE IL REGNO DELLE DUE SICILIE AVEVA UN PIL, DIREMMO OGGI, TRIPLO RISPETTO AGLI STATI ITALIANI DEL NORD MESSI TUTTI INSIEME?

      E DOVE SONO I SOLDI DEL BANCO DI SICILIA E NAPOLI CHE L’ESERCITO PIEMONTESE DEPREDO’?
      DOVE SONO I 40MILA MERIDIONALI PRIGIONIERI DEPORTATI AL NORD?

      LA SECESSIONE LA VOGLIAMO NOI!!
      MA DOPO CHE CI HANNO PAGATO I DANNI DI GUERRA E RISARCITO DI TUTTE LE RUBERIE E TUTTE LE STRAGI!
      QUESTA E’ UNA DELLE PROPOSTE CHE FARO’ NEL DISCORSO DEL 24 AGOSTO!
      QUINDI: IL 24 AGOSTO TUTTI L PARCO DELLA GRANCIA A BRINDISI DI MONTAGNA (PZ).
      CI DIVERTIREMO ATTIVAMENTE.

    12. Ciao Pino a guardare la cartina di google maps Grancia, PZ non c’è speranza anche con il trattore. Forse una bufala? E cpoi con così breve preavviso una località così lontano dove non ci sono mezzi di trasporto
      Ammetto di non conoscere il territorio, ma mi sembra poco pratico.

    13. Ti propongo un nome che potrebbe riassumere l’intenzione principale di questa forza politica:
      “RIFONDAZIONE NAZIONALE”

    14. Buonasera Dott. Aprile, La seguo ormai da anni e trovo bellissima ed entusiasmante l’iniziativa! Purtroppo, vi dovrete scontrare con quella schifezza di legge elettorale che ha generato il (mal)governo giallo-verde. Vorrei diventare sostenitore di questa iniziativa, come posso farlo? Grazie, Giovanni -Acerra (NA)

    15. In accordo totale con l’iniziativa… vorrei
      Sommessamente far presente la probabilità che la data non sia il “massimo”.
      In attesa di nuove auspicabili iniziative cui partecipare in modo fattivo, vi auguro un successo enorme .

    16. Mi aspetteranno più di 5 ore di viaggio in macchina dalla Sicilia per poter essere presente… ma sposo e sostengo ogni singola parola! Siamo davvero giunti al limite!

    17. sono molto contento della sua iniziativa, ho conosciuto diverse persone che apprezzano molto le ricerche che ha pubblicato e credono in lei. Ho fatto un esperienza nella formazione di un Comitato Cittadini per la tutela dei diritti degli stessi e ho registrato un desiderio di molte persone comune che desiderano partecipare all’attività politica ma non si fidano delle strutture dei partiti, pertanto credo che sia molto importante riuscire a costruire un organizzazione politica che assicura la massima democraticità e con procedure di accesso e di partecipazione particolarmente facile, magari facendo appello alle nuove tecnologia.

    18. Ottima iniziativa fare un partito del Sud, il guaio purtroppo è che alcuni italiani che vivono al Sud continuano a pensare che vada bene così, proprio come leggiamo nei libri di storia che insegnano a scuola, i nostri giovani hanno già una visione distorta.
      Il 24 non potrò essere presente, ma per qualunque iniziativa ci sarà in Sicilia spero di poter dare il mio piccolo contributo. Fiera di essere siciliana e meridionale.

    19. Salve sono molto interessato all’iniziativa, vorrei sapere come fare a registrarmi e se possibile fare un breve intervento per portare qualche proposta che sicuramente, possono essere parte di un programma per il rilancio del sud e di un’Europa che garantisca uno sviluppo sostenibile, adeguato alle tipicità locali di ogni particolare territorio locale.

      • Non serve registrarsi: stare lì e intervenire. Tre minuti per tutti. Ma è utile andare sulla pagina fb Terroni, la finestra dell’evento 24 agosto e cliccare su “parteciperò”

    20. Salve Pino, sono felice di venire a conoscenza della tua iniziativa che sento profondamente anche mia.
      Condivido in toto la tua visione Meridionalista dello Stato Italiano, che molti altri truffatori cercano di far credere, a Noi poveri (nel senso dello Spirito) Meridionali, come bandiera della loro azione, mentre sino ad un attimo prima od in luoghi distanti dal Meridione avevano propugnato il Contrario con odio viscerale ed agnostico. La loro arroganza e superficialità di argomenti mi ha disgustato sin nel più profondo sentimento della mia anima. Ma non riesco a comprendere in che modo tanti nostri Giovani meridionali si sono lasciati abbindolare dalle acclamazioni vuote ed inconsistenti di questi Cialtroni che invece di lavorare, approfittano della posizione raggiunta per colpire con slogan roboanti il loro desiderio di vedere cambiare l’orientamento della Politica. Ma come si può dimenticare l’operato di questi personaggi nella loro carriera politica che ha caratterizzato le loro azioni?
      1) assenteista continuo dai ruoli in cui era stato mandato dai suoi elettori nella sua Lombardia;
      2) inviato al Parlamento Europeo a rappresentare l’Italia ha RAGGIUNTO IL PRIMATO DI ASSENTEISTA A TUTTI I LAVORI, ma in compenso del Lauto stipendio e rimborso spese, il suo compito è stato quello di sbraitare contro Unione Europea( in altri termini come si dice dalle nostre parti meridionali: SPUTAVA NEL PIATTO DOVE MANGIAVA).
      3) ARRIVA AD ACCAPARRARSI LA SEGRETERIA DEGLI ESALTATI LEGHISTI e li mette nel sacco facendo scomparire le risorse che aveva intravisto nelle casse della organizzazione. Mille rivoli fanno disperdere tutte le risorse con affluenti diversi che la magistratura ancora non è risuscita a tracciarne il percorso.. e la portata che raggiunge, come viene pubblicato, QUARANTOTTO MILIONI DI EURO (€.48.000.000,00).
      4) ma non pienamente soddisfatto dai suoi consulenti finanziarii che lo hanno sostenuto sino ad ora, si è affidato ad uno che in fatto di mimetizzazioni è campione, entrando a tutti gli effetti nella sua cerchia affettiva.
      Forza Pino vai con coraggio avanti che sarai sostenuto con tutte le nostre forze…
      Filiberto

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci un commento!
    Inserisci il tuo nome qui