FARE AL SUD LE PROSSIME OLIMPIADI
Che le prossime Olimpiadi a cui può candidarsi l’Italia, nel 2036, si facciano al Sud, non al Nord: siano “Le Olimpiadi della Magna Grecia” e interrompano l’ormai consolidato “senso unico” dei grandi eventi (e investimenti pubblici collegati) soltanto nelle regioni più ricche.
Perché, queste iniziative sono occasione di grandi progetti e stanziamenti di Stato, per realizzare infrastrutture-gioiello che facciamo da biglietto da visita per il Paese. E forse è ora di smettere di aggiungere ancora, persino il superfluo e dannoso, dove c’è già troppo, anche a spese di chi non ha nemmeno l’essenziale, il minimo.
Con le Olimpiadi a Sud si cominci a ridurre lo scarto nella dotazione di aeroporti, ferrovie, strade, investimenti pubblici che penalizza il Mezzogiorno da un secolo e mezzo, tanto da farne la macroregione europea più povera in infrastrutture e reddito pro-capite (e questo conseguenza di quello) e il divario fra due aree di uno stesso Paese più grave e duraturo del mondo.
Tale proposta, avanzata dal Movimento per l’Equità territoriale, Met, è stata già condivisa dal presidente dell’Intergruppo parlamentare per il Sud, le aree interne e le piccole isole, on. Alessandro Caramiello, e di cui fanno parte una cinquantina di deputati e senatori di tutti i partiti e un gruppo di ricerca e consulenza di circa 350 giuristi, imprenditori, accademici, professionisti (dell’Intergruppo sono presidente onorario da quando è sorto, e non avrei mai potuto immaginare che alcuni mesi fa lo sarebbe divenuto anche uno statunitense di grande statura morale e coraggio, Robert Prevost, meglio noto come papa Leone XIV!).
La speranza e la richiesta è che presidenti delle Regioni e sindaci delle città meridionali facciano propria l’idea delle Olimpiadi e stendano un piano concordato di investimenti per rendere i nostri territori degnamente “olimpionici”. Dobbiamo ricordare cosa si sono fatti pagare, al Nord (e che con le gare non c’entrano niente) per le Olimpiadi “a costo zero” che hanno fatto piovere altri sette miliardi in regioni dove ci sono autostrade tanto superflue e dannose, da produrre solo deficit e costrette a offrire “punti premio” agli automobilisti, per indurli a percorrerle? Mentre basta la frana di Petacciato e il crollo del ponte sul Trigno, fra Abruzzo e Molise, a isolare mezza Italia.
Si consideri cosa significano, invece, nella storia delle Olimpiadi, nomi come Taranto, Crotone, Agrigento, Siracusa, Locri, Sibari… A proposito di quest’ultima, già dieci anni fa si lanciò l’idea di Olimpiadi nella Magna Grecia. Ovviamente, fu lasciata cedere, perché si dà per “provocatorio” e perdente in partenza ogni progetto di grandi eventi internazionali al Sud. A sostenere la proposta furono l’allora sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, oggi senatore e fratello del presidente della Calabria, e quello di Bari, Antonio Decaro, oggi presidente della Puglia.
Persino quando la regola ad excludendum del Mezzogiorno viene superata, vedi Coppa America a Napoli, tutte le istituzioni locali sono tenute fuori dalla gestione, mentre se si deve spostare un posacenere con soldi pubblici in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, eccetera, subito compare l’ente, la fondazione, il comitato a guida congiunta di Regione, Provincia e Comune e altri poteri locali; magari “di diritto privato”, in modo da gestire i fondi pubblici senza doverne rispondere come pubblici amministratori (vedi le Olimpiadi invernali appena concluse).
È tanto diffusa questa idea del Mezzogiorno incapace e ladro, che in un famoso libro di qualche anno fa, scritto da due grandi giornalisti del Corriere della sera, si citava come esempio di assurdità, fare i Mondiali di calcio a Palermo.
Vogliamo ricordare che all’Expo Milano 2015 son comparse più società in odore di mafia che in mezzo secolo sulla Salerno-Reggio Calabria? E, chiusa l’Expo, non disturbata dalla magistratura per “sensibilità istituzionale” (incredibilmente ringraziati pubblicamente, per questo, dall’allora capo del governo Matteo Renzi), cominciarono retate che riempirono le carceri di centinaia di faccendieri, “facilitatori” di appalti, ladri di varia specie; e qualcuno, pur colpevole, se la cavò per aver agito “in situazione di emergenza” per comprare dei fiori?
Quindi, finiamola con questa storia del Sud sporco e incapace. Se lo è (…’nzomma), non è da meno, “italianamente”.
E veniamo alle ragioni del sì alle Olimpiadi della Magna Grecia. Ne potrò solo accennare alcune, essendocene troppe. In altri Paesi, specie la Spagna, usano grandi eventi e fondi europei, per ridurre il divario fra le aree del Paese. E funziona, accidenti se funziona. Il che incrementa il prodotto interno lordo nazionale, non solo locale. Perché non copiamo?
Il Sud è senza alta velocità ferroviaria e se servono altri soldi per il dippiù a Nord, li sottraggono a quelli per le ferrovie meridionali? Matera è ancora senza treno, Campobasso pure, Avellino non sta meglio, la Sicilia peggio dell’Africa (14 ore per 300 km)…: ecco una ragione potentissima per fare le Olimpiadi e le ferrovie, e queste per quelle.
Per i grandi eventi al Nord si dice: tanto abbiamo già tutto e non costeranno niente. Ma una volta aggiudicati gli eventi, si presenta la lista della spesa, come se non ci fosse niente. E noi (anche noi) paghiamo per il troppo, non avendo niente.
Al Nord c’è un aeroporto ogni 40 km in media e al Sud ogni 300? Ecco una ragione enorme per fare le Olimpiadi e gli aeroporti nel Mezzogiorno. E così per autostrade, infrastrutture, collegamenti portuali (il Mezzogiorno ha i porti migliori d’Italia per fondali ed estensione delle banchine, oltre ad affacciarsi direttamente sulle rotte commerciali ma, per imposizioni governative, le grandi navi devono approdare a Genova e Trieste, che non hanno fondali né banchine e le barche a vela e a remi possono fare scalo a Gioia Tauro…).
Vogliamo andare alle radici olimpiche del Sud? Taranto dette il più grande atleta dell’antichità, Ikkos, che stupì il mondo vincendo tutte le gare del Pentathlon e inventò la medicina sportiva (non vi sembra una buona ragione per chiedere l’istituzione di un Centro Coni di medicina sportiva all’università di Taranto?). Si pensi che negli Stati Uniti esiste The Order of Ikkos, per il quale, ogni vincitore di medaglia olimpica deve dare al suo allenatore “la medaglia di Ikkos”, per condividere la gloria. In Italia non sanno manco chi è Ikkos, forse manco al Comitato olimpico. Non vi sembra sia il caso di creare l’Ordine di Ikkos a Taranto? Magari per le Olimpiadi, che dite? (Ci ho provato, per ora inutilmente).
E Crotone? I primi sei nella corsa erano tutti di Crotone, e dietro il resto del mondo greco. Tanto che si disse: «Ultimo dei crotoniati, primo dei greci».
E Siracusa, la città della Magna Grecia con la più lunga storia olimpica, in quei secoli?
Mentre Agrigento accolse il “suo“ vincitore nella corsa, Esseneto, scortandolo con 300 bighe bianche e per celebrare altri propri primati olimpici abbatteva le mura, inutili avendo tali campioni?
E Locri, il cui pugile, Eutimo, vinse ben tre Olimpiadi, tanto che fu ritenuto figlio di un dio-fiume e gli eressero una statua a Olimpia, lui vivente, come a Ikkos?
Insomma: quante risorse nazionali devono ancora essere profuse per fare l’inutile che si aggiunga al troppo a Nord, prima di usare eventi mondiali per dotare il Sud di quello che gli è sempre stato negato? Quanti finanziamenti europei potrebbero aversi? Quanti giovani non emigrerebbero più? Quante aziende sceglierebbero le nostre regioni finalmente avendo strade, treni, porti e aeroporti?
Quanti nostri ragazzi potrebbero fare sport in impianti veri, senza dover diventare l’uomo più veloce del mondo correndo su marciapiedi e tratturi, come Pietro Mennea? O la famiglia con più medaglie olimpiche nella canoa, nella storia, allenandosi incredibilmente fra le onde del mare e non in acque ferme, come gli Abbagnale? O, come la Maddaloni a Scampia, essere la palestra con più risultati e medaglie olimpiche e mondiali, nel judo, ma un mese sì e l’altro pure, far salti mortali per pagare la bolletta della luce?
Le Olimpiadi della Magna Grecia sono l’occasione. Vogliamo perdere pure questa?
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