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A MELITO PORTO SALVO: LE RAGIONI DEL DIVARIO NORD-SUD

Maggio 4 ore 18:00

DIVARIO NORD – SUD: LE RAGIONI STORICHE, POLITICHE ED ECONOMICHE
4 MAGGIO 2019, 0RE 18.00
EX MERCATO COPERTO – MELITO PORTO SALVO
Saluti istituzionali
Introduce: Ing. Saverio Orlando Dirigente di Azienda (autore del libro “267, Elizabeth Street Nuova York”)
Modera: Ilario Ammendolia, giornalista e scrittore (autore del libro “La ndrangheta come alibi dal 1945 ad oggi”);
Intervengono:
Pino Aprile, giornalista e scrittore (autore del libro “L’Italia è finita. E forse è meglio così”)


Daniele Castrizio, storico, Professore ordinario di storia dell’Università degli Studi di Messina
Ettore Jorio, Professore ordinario di Diritto civile della sanità e dell’assistenza sociale dell’Università degli Studi di Cosenza
Sarà data lettura dell’intervento del Professore Francesco Tassone, storico meridionalista.
Saranno presenti, a sottolineare alcuni passaggi della discussione con interventi cantati o recitati, Marinella Rodà ed altri componenti del cast del musical “1861 la cruda verità”.
In occasione del convegno sarà possibile osservare le immagini della “mostra documentario – fotografica in due sezioni” gentilmente messa a disposizione dall’associazione FIDAPA.

Obiettivi generali
L’evento é il primo di un percorso che ha l’obiettivo di stimolare la capacità di reazione dei giovani del nostro territorio superando quel sentimento di rassegnazione ed apatia che sembra pervaderli tutti, quasi questo stato di abbandono della Calabria sia un fatto ineluttabile legato ad una atavica caratteristica dei calabresi e ad una loro strutturale incapacità di cogliere le opportunità che magnanimamente chi li ha governati “ha offerto a piene mani”.
Attraverso un processo, necessariamente graduale, di consapevolezza sul contesto storico, sociale e politico in cui operiamo ma anche delle ragioni ataviche che ci hanno condotto fino a qui, che si vuole affrontare nel corso di questo evento, si vuole poi passare a successivi eventi che dovranno stimolare a recuperare quella creatività, quella capacità imprenditoriale che sembrano spariti dal nostro DNA ma che, siamo certi, sono lì latenti, in attesa che qualcuno sia in grado di risvegliarle.
Da un lato vogliamo far riscoprire le potenzialità di cui il nostro territorio dispone e che aspettano solo di essere colte e valorizzate. Pensiamo alla potenzialità degli antichi mestieri o delle antiche colture che possono essere recuperate in chiave moderna con l’ausilio delle nuove tecnologie e che anche grazie a queste possono avere un mercato molto più ampio del nostro territorio per il consolidarsi a livello mondiale di sensibilità ecologiste e salutiste. Pensiamo alle potenzialità che possono essere offerte dai progetti di recupero degli antichi borghi sotto forma di ospitalità distribuita o specializzata. Pensiamo ad alcuni prodotti specifici del territorio che, pur importanti già oggi per la nostra economia, non hanno completamente espresso le loro potenzialità (bergamotto, annona, vino) ma anche alle potenzialità inespresse in ambito turistico e culturale (inutile citare i Bronzi di Riace e quello che si potrebbe sviluppare intorno alle vestigia della Magna Grecia) .
Da un altro lato vogliamo far comprendere ai giovani laureati che ormai lasciano il territorio in massa e che poi eccellono ovunque vengano impiegati che, sempre grazie alle nuove tecnologie, i nuovi mestieri possono essere svolti con grandi soddisfazioni senza dover andare a migliaia di kilometri da casa. Agli Enti pubblici ed agli imprenditori locali che, in questo momento di discontinuità tecnologica, anche la possibilità di bonificare e recuperare aree industriali dismesse per creare aree ad alta innovazione in grado di competere a livello nazionale ed internazionale, costituisce un’opportunità irripetibile non solo per trattenere i nuovi laureati ma anche per far ritornare molti i quelli che sono andati via e possono portare competenze ed esperienze.
Obiettivi del Convegno
La verità storica sull’Unità d’Italia e sulle sue conseguenze socio-politiche-economiche costituisce il nostro presupposto di partenza. Dobbiamo conoscere la verità, comprenderla, analizzarne le varie sfaccettature, accettarla. Contrariamente a quanto si possa pensare non sono molti quelli che hanno avuto la possibilità di approfondire e confrontarsi su queste tematiche e la quasi totalità delle persone è ancorata alla verità storica narrata a scuola. In questa fase sarà determinante il contributo del Professore Castrizio e del Dott. Pino Aprile. In particolare Pino Aprile, attingendo alla sua ricca bibliografia sul tema, ci potrà condurre attraverso i fatti tragici dei primi decenni dell’Unità imposta che di fatto hanno tracciato la via dei decenni successivi fino alle conclusioni alle quali giunge con il suo ultimo libro: “L’Italia è finita e forse è meglio così”
Sarà importante esplicitare non solo fatti storici letti in una chiave diversa ma anche percorrere 158 anni di politica e di economia Nord-centrica, dal depauperamento iniziale conseguente alle spoliazioni delle banche meridionali ed ai trasferimenti delle attività produttive dal Sud al Nord, alle false promesse come la Cassa per il Mezzogiorno sino a giungere alle politiche odierne, dalla irrilevanza degli investimenti in infrastrutture al Sud alla cosiddetta autonomia regionale differenziata.
Acquisiti i dati fondamentali sulle origini storiche, politiche ed economiche della discriminazione dei meridionali, sarà necessario anche approfondire l’aspetto relativo al “contributo” della ndrangheta e dell’anti ndrangheta nell’incancrenirsi di questo stato di cose. L’interrogativo di fondo è il seguente: la violenza dello Stato (quindi dei “conquistatori” del Nord) è forse più grave di quella praticata dalla malavita? Le radici così profonde della ndrangheta al Sud sono forse avallate da politiche governative discriminanti, escludenti ed assistenzialistiche? E gli interventi degli organi dello Stato sono sempre stati appropriati o non sono stati a loro volta discriminatori e controproducenti rispetto agli obiettivi che si prefissavano? Le analisi di Ilario Ammendolia, svolte nel suo libro “La ndrangheta come alibi”, sono preziosissime per affrontare questa tematica.
Delimitati i confini del nostro campo di indagine occorre chiedersi: quali sono le prospettive future? Alla luce di alcuni recenti provvedimenti normativi (prima fra tutte la c.d. intesa sulle autonomie differenziate) il Governo centrale, in un’ottica di perversa coerenza, sembra completare il disegno escludente. Che fare allora? Perché non cogliere l’occasione e, con un necessario “moto d’orgoglio” riprendere in mando le redini del nostro destino? Di fondamentale importanza, sotto questo profilo, sono le scelte di politica economica a livello locale. Qui assume un ruolo centrale il contributo del Professore Jorio, esperto di economia e territorio.

Dettagli

Data:
Maggio 4
Ora:
18:00
Tag Evento:
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Luogo

Ex Mercato coperto
Melito Porto Salvo,