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DOPO LA MAFIA, ARRIVANO LE MINACCE DELLA BANDA DELL’ORTICA

“PINO APRILE, LA DEVI SMETTERE DI PARLARE MALE DELLA AUTONOMIA DIFFERENZIATA, O I TRECENTOMILA FUCILIERI DELLE VALLI BERGAMASCHE…”. Inquietante messaggio minatorio

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“La devi smettere di parlare male dell’Autonomia differenziata ammazza-terroni o richiamiamo in servizio i trecentomila fucilieri delle valli bergamasche o gli otto milioni di baionette (a proposito di potenza di fuoco)”.
Il messaggio non lascia spazi ad ambiguità e la firma (Banda dell’Ortica) permette di attribuirne la paternità ad ambiente padano, più specificamente meneghino, persino rionale… Mi ritrovo, così, nel mirino di poteri oscuri e temibili: l’ortica non è quell’erbetta gradevole se nel risotto ben fatto, perché è urticante, da farti le piaghe a grattare. Pur con quell’errore malamente corretto della doppia elle, non dovrebbero esserci dubbi che ce l’hanno proprio con me, Pino Aprile.
Dopo le minacce a Roberto Calderoli, leghista sotto processo per razzismo (condannato in primo e secondo grado, iter ricominciato per ricorso alla Cassazione, e nuova condanna in primo grado) e, nonostante questo, incredibilmente ministro (c’est l’Italie, monsieur!) con il rischio di devastare la Costituzione, questo nuovo episodio conferma i peggiori timori: le porte dell’inferno sono state aperte, le forze del male si sono scatenate, da “Noi siamo la mafia” a “Siamo la banda dell’Ortica”. Una informativa dei Servizi segreti disposti a qualche confidenza, non esclude il ritorno dei “Soliti ignoti” (evitate di tenere in casa pasta e fagioli: Capannelle ha già un cucchiaio in tasca).
Il Paese è sottoposto a strappi violenti e contrapposti: da una parte “Noi siamo la mafia” (sì, ma quanti siete? Un fiorino) contro Calderoli, se insiste con l’Autonomia differenziata che fa tanto male all’Italia e la mafia si intristisce, perché è patriottica e unitarista, come si sa (ah…, non si sapeva? Be’, adesso si sa: lo abbiamo scoperto grazie a Calderoli. E, del resto, non furono proprio picciotti e camorristi i primi a essere arruolati come truppe coloniali dalle forze sabaude, per impadronirsi del Regno delle Due Sicilie e tenerne la popolazione sottomessa?). Forse si può ipotizzare di quali mafiosi si tratti, considerato che quelli calabresi, per entrare in massoneria, giurano su Mazzini, Garibaldi e La Marmora; dall’altra parte, “Siamo la Banda dell’Ortica” che minaccia una vera e propria guerra, con le truppe evocate dall’allora secessionista Umberto Bossi, se continuassimo, io o altri, a osteggiare l’apartheid che si vuole imporre nella Costituzione italiana, dopo che è stata abolita in quella sudafricana.
Reggerà l’Italia a cotal tensione e tenzone? Se gli spiriti animali padani incarnati da Calderoli (“Napoli è una fogna da derattizzare, perché anche i topi votano” è l’idea unitaria del ministro che vanta l’educazione paterna con la sintesi: “Bergamo nazione, tutto il resto è meridione”); e quelli terronici di eduardiana fiducia (“Ha da passà ‘a nuttata!”, quindi non cediamo sul treno per Matera) dovessero persistere nella loro azione, il Paese potrebbe spaccarsi.
«Finalmente!».
Come, finalmente! Chi lo ha detto? Gli uni o gli altri? O gli uni e gli altri? E la Nazzzzione?
A chi mi chiede come è arrivato il messaggio minatorio, rispondo: più o meno come quello a Calderoli: per posta, a mano, o per ricomposizione molecolare). E a chi l’ho consegnato, poi? Idem: alla Cia, ai Carabinieri, alla magistratura, a mio cugino, o al cesso. Per le indagini del caso (s o z? Ci vuole la doppia o no? Trattasi di commento interattivo, quindi fate voi).
Scusate la reticenza, ma non posso rivelare tutto, perché rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: “Quello che vedi, scrivilo in un libro”. O dove ti pare, pure sui muri o sul primo foglietto che ti capita. Non ci crederai, ma ci sarà chi prende il messaggio sul serio. E arriva la solidarietà (dovesse valere la regola mafiosa che il primo che fa le condoglianze è quello che ha sparato, guardate da dove arriva e forse si capisce di più).

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