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CI SI PUÒ ANCORA FIDARE DEGLI USA?

Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: gli Stati Uniti non sono un alleato affidabile, da un momento all’altro, ti lasciano in pasto al tuo nemico, vedi la sorte dell’Ucraina, usata per sorreggere gli equilibri di potere dell’Occidente e buttata dopo che per tre anni è stata armata per resistere ai russi, facendosi demolire dai bombardamenti e sacrificando una generazione di giovani.

E non è la prima volta che accade: in Afganistan, chi si fidò del “soccorso democratico” degli yankees, fu lasciato a terra, mentre i rappresentanti del Paese con il più potente esercito del mondo scappavano appesi agli elicotteri, stipati negli aerei, in una replica (guerra persa in Viet Nam) della rovinosa fuga dai tetti dell’ambasciata americana di Saigon.

Questa volta, c’è persino una variante peggiorativa: “l’alleato di ferro” statunitense, non solo dà in pasto al predatore chi ha fatto l’errore di fidarsi, ma vuol partecipare alla spartizione della preda.

Che cosa si è promesso Trump (una sorta di Berlusconi elevato alla massima potenza), o gli ha promesso Putin, se già per Gaza vuole “fare la pace”, scacciando i palestinesi dalla loro patria millenaria e fregando la “Striscia” a Netanyahu e all’espansionismo israeliano, trasformarne le macerie in una “riviera mediterranea”, una sorta di Las Vegas de’ noantri: mare, ombrelloni, casinò e mignotte, il tutto a suo beneficio personale (“I will be the owner”, sarò il padrone)?

Quanto accaduto sotto gli occhi del mondo, alla Casa Bianca, con il presidente e il suo vice che aggrediscono “l’ospite” ucraino, mette moralmente Putin su un piano più alto: intanto la Russia ha reagito (male, certo, «Ma cosa potevo fare?», diceva il gelido Vladimir, quale capo del suo Paese) a una situazione che sarebbe intollerabile per chiunque (cosa avrebbero fatto gli Stati Uniti, se Cina o Russia avessero piazzato i missili al confine con il Messico, come avverrebbe alla Russia, con l’ingresso dell’Ucraina nella Nato?); ma Putin non ha mai lasciato dubbi sul suo ruolo: io sono il nemico, il tuo male.

Gli Stati Uniti si sono presentati come il campione di un Occidente amico e generoso (“lui è il gatto, ed io la volpe, stiamo in società, di noi ti puoi fidar”): io sono il tuo bene. Anche perché, Zelensky è alla presidenza del suo Paese non perché eletto, ma imposto con un colpo di Stato che portò alla deposizione del suo predecessore, che era stato invece eletto, ma aveva un gravissimo difetto: non piaceva all’Ovest, agli Usa, in quanto filo-russo.

E ora Trump vuole spolparsi l’Ucraina come e peggio di quanto intende fare la Russia che, per storia e prossimità geografica, oltre alla presenza di consistenti minoranze russofone, ha ben altri titoli per i suoi appetiti. La prepotenza con cui il bullo della Casa Bianca fa la lista della spesa di quello che vuole rubare all’alleato (se questi sono gli amici, tenersi stretti i nemici…), fa paura. Non soltanto all’Ucraina.

A questo punto, par di capire che il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, forse non ce l’aveva con Putin, quando ne paragonò la politica di aggressione a quella di Hitler, quale scaturigine della seconda guerra mondiale, ma con Trump. Non potendo essere così esplicito con il principale alleato dell’Italia, gli Stati Uniti, colpiva Putin persino più duramente di quanto sarebbe stato necessario, perché Trump intendesse.

Ora c’è da aver paura: quest’uomo non conosce altra regola che i cavoli suoi, pronto a vendere decenni di accordi internazionali, faticosi equilibri, per un vantaggio personale. Ed è difficile dire se il fatto di presentarli come “americani” sia un modo per camuffarlo o il suo reale interesse includa anche gli Stati Uniti, oltre i propri affari.

Se così fosse, non cambierebbe nulla o potrebbe persino esser peggio: non vedere come l’azione di ognuno sia possibile solo nel rispetto di pesi e contrappesi (e vale per ognuno di noi e per tutto il mondo), porta a ignorarli. Così si distrugge un ordine che, come sempre, è un compromesso fra il meglio che si vorrebbe e il peggio che si rischia senza quell’ordine.

«Giochi con la terza guerra mondiale», ha avuto il coraggio di rimproverare Trump a Zelensky. Come dire: tua la colpa se dovesse scoppiare un conflitto planetario, solo perché non ti fai sbranare un po’ da Putin (e anche un po’, o un po’ tanto, da lui).

Mentre è vero il contrario: la seconda scoppiò perché i Trump dell’epoca (l’inglese Chamberlain, il francese Daladier e l’italiano Mussolini), riuniti a Monaco con Hitler, a fine settembre 1938, gli concessero di annettersi un pezzo di Cecoslovacchia, la regione dei Sudeti, in quanto di lingua tedesca. “Così la bestia, sazia, se ne starà buona”, pensarono (soprattutto Chamberlain).

Invece, l’arrendevolezza degli interlocutori (obtorto collo il francese e l’italiano) rese la fame del nazista senza limiti. E sappiamo come andò.

Il presidente Mattarella, quindi, centra in pieno l’argomento quando paragona a Hitler un Putin che vuole annettersi le regioni ucraine in cui si parla russo.

Ma il raffronto con le condizioni che portarono al conflitto probabilmente va spinto oltre quello che Mattarella può dire: Hitler ebbe mano libera per poter aggredire l’Europa, un Paese dopo l’altro, solo dopo l’infame accordo con Stalin, nell’agosto del 1939, quando Molotov e von Ribbentrop, i plenipotenziari dei due Paesi (i più distanti ideologicamente, ma simili quali negatori di libertà), firmarono l’infame “Patto”.

E il capovolgimento di fronte di Trump che trasforma gli Stati Uniti, da principale alleato della resistenza ucraina a sostenitore delle “ragioni” del nemico Putin, vale quanto il Patto Molotov-von Ribbentrop. Mattarella ha detto qualcosa di sacrosanto, senza poter dire tutto, ma facendolo capire.

Mettiamoci nei panni dei lituani, degli estoni, dei lettoni, dei moldavi e persino dei polacchi e di tutti quei Paesi che erano parte gregaria e costretta dell’impero sovietico che Putin vuol ricostituire: vi sentireste tranquilli, dopo una tale doccia fredda? Vi fidereste dell’Occidente che garantisce il suo appoggio e magari, come a Monaco nel ’38 e Trump oggi con l’Ucraina, te lo toglie nel momento di tua maggior debolezza e “sposa” il nemico?

Non solo, ma questo via libera di Trump all’appropriazione indebita di una parte del Paese altrui pare voler e dover giustificare una speculare e più consistente prepotenza da parte del bullo della Casa Bianca, che mira a inglobare il Canada, annettersi la Groenlandia, prendersi il Canale di Panama e magari le merendine di vostro nipote.

È un dichiarare che è aperta la stagione di caccia dei lupi. E l’Europa non avrebbe nessun motivo di ritenersi al sicuro con gentaglia come questa, né a Est con Putin, né a Ovest con Trump (dazi stellari, per cominciare, e trattamento da servi “e voi non siete niente” riservato ai capi dei governi europei, esclusi dai colloqui “di pace”, nonostante stiano nella Nato). Coinvolti dagli Stati Uniti nel sostegno senza limiti all’Ucraina, i Paesi europei (persino la Gran Bretagna che pare un pezzo di America sulla sponda sbagliata dell’Atlantico) adesso si trovano isolati e contro Putin, mentre il Paese guida della Nato, con le sue basi in Europa, diviene il migliore alleato del “nemico”.

Se nessuno riuscirà a far ragionare il bullo della Casa Bianca, le cose potranno solo precipitare.

E non voglio spingere i timori troppo in là, ma una cosa va detta: se Putin vede trasformate in diritto le sue pretese territoriali a danno di altri Paesi; se Trump promette di prendersi Canada, Groenlandia e chissà cos’altro, chi mai potrebbe opporsi a Pechino (Repubblica popolare cinese), che da 76 anni minaccia di riprendersi Taiwan (Repubblica nazionalista cinese)? Finora tutelata dall’ombrello statunitense; ma con Trump alla Casa Bianca, non è che a Taiwan cominciano ad aver paura che piova?

E se i tre maggiori Paesi del mondo prendessero questa strada, segnando di fatto un “liberi tutti, vince il più forte, è il tempo dei lupi”, chi fermerebbe gli altri, a scalare?

Cosa diventerebbe il mondo?

11 Comments

  • Angelo Quaranta
    Posted 02/03/2025 alle 09:26

    Complimenti, per l’analisi precisa del momento, per aver colto nelle parole del Presidente Mattarella un timore ed una visione, con riferimenti e parallelismi storici poco noti e riservati a pochi. Nel 1938 come nel 2025, la teoria dei corsi e ricorsi storici, conferma la sua validità. Temo che anche la Vecchia Europa sarà vittima del “Banco della Diseguaglianza “ che noi meridionali conosciamo bene.

    • Post Autore
      Pino Aprile
      Posted 02/03/2025 alle 12:56

      Grazie. Ma mi pare evidente che, oltre la necessaria prudenza diplomnatica, Mattarella sia stato chiarissimo

  • Francesco Fiardi
    Posted 02/03/2025 alle 09:38

    Anche se non ho “titoli autorevoli” , condivido ogni parola di questo articolo/verità.
    Francesco Fiardi Termoli CB

    • Post Autore
      Pino Aprile
      Posted 02/03/2025 alle 12:55

      Grazie! Le cose si sanno e “si sentono”. Non sono i titoli a certificarle. Il riferimento degli storici italiani è Bendetto Croce, che non era laureato, come buona parte dei maggiori giornalisti italiani. Questo non toglie nulla al loro valore, costruito con studio e applicazione.

  • Mattia
    Posted 04/03/2025 alle 11:30

    Ottima analisi!

  • Giuseppe
    Posted 10/03/2025 alle 08:43

    Per me Lei sbaglia a ritenere che Putin voglia mangiarsi l’Ucraina e altri stati. Vuole solo che il territorio russo e i russi abitanti in altri stati siano lasciati in pace. Fino a prova contraria è la Russia che è stata attaccata dall’ Europa ( Germania e Italia sua alleata) e non viceversa: Mattarella ha perso una buona occasione per stare zitto. L’UE meglio che si sfasci.

    • Post Autore
      Pino Aprile
      Posted 10/03/2025 alle 12:21

      Anche Hitler voleva (inizialmente) solo i territori dove si parlava tedesco: «Ovunque c’è un tedesco, lì è Germania», si diceva. L’appetito viene mangiando. Un’Europa sfasciata viene mangiata più facilmente. Se grande e forte, forse si sente più sicura delle rassicurazioni sulle buone intenzioni di Putin. Il potere coglie le occasioni e dove un forte vede un debole, non sta fermo. Così va la storia.
      Che poi questa Europa ci piaccia così com’è, beh, è un altro discorso.

      • Giuseppe
        Posted 10/03/2025 alle 12:37

        Mi sembra più un processo alle intenzioni il Suo.
        Finora -mi devo ripetere- è la Russia che è stata aggredita dall’ Europa e per combattere il nazismo ha avuto 22 milioni di morti.
        Grazie per avermi risposto e buon lavoro.

        • Post Autore
          Pino Aprile
          Posted 11/03/2025 alle 12:45

          Caro Giuseppe, che la Nato abbia costruito una situazione di pericolo per la Russia è fuor di dubbio, ma l’Ucraina non ha invaso la Russia, è la Russia che ha invaso l’Ucraina, dando una risposta armata a una “aggressione“ politica; quindi spostando il confronto su un altro piano. Aveva altri modi? Su questo si può discutere. Gli Stati Uniti avrebbero fatto lo stesso? Secondo me, sì. E anche su questo si può discutere. Ma sono i carri armati russi che sono entrati in Ucraina, non il contrario

  • Vincenzo. M
    Posted 10/03/2025 alle 09:55

    Ottimo pezzo di giornalismo e non lo devo scoprire io il Maestro Pino Aprile. Il giornalismo invita spesso a dibattere le cause di un problema. Specialmente quando gli effetti sono segreti, misteriosi ovvero discutibili. Nel caso specifico vorremmo dare un’occhiata all’America che lascio’ Tump dopo il primo mandato. Inflazione meno del 3%, disoccupazione al 3% (forse troppo bassa per un’economia capitalista). Pochi focolai di “guerre tra poveri “, senza coinvolgimento di grandi potenze ( fatta eccezione per l’Africa “francofona). L’arrivo di Biden Harris alla Casa Bianca fu osannato dall’Europa con una partecipazione che avrebbe oscurato quella dell’ingresso di Cristo, la Domenica delle Palme 🌴 🌴, a Gerusalemme. Il COVID 😷 fu gestito da Biden/Harris e Conte/Speranza con la benedizione di un’Europa unita sui giudizi positivi delle iniziative che furono prese. Grazie all’efficienza dei risultati ottenuti anche dalla sospensione del muro(vergognoso) che Trump stava costruendo, sono sempre stati giudicati positivi dall’Europa e dal Papa della Pace. Che dire poi della guerra Israelo Palestinese. In fondo,,dopo la ritirata dall’Afganistan, Biden/Harris decidono di restituire 280 miliardi di Dollari congelati all’Iran, notoriamente un Paese fortemente democratico e amico dell’America. Finalmente tutto era stato fatto per la Pace nel mondo. E l’Europa esultava per tutte le iniziative umanitarie che stavano salvando il mondo. Oggi torna Trump con un’elezione che condanna tutte quelle iniziative meritevoli che hanno lasciato l’America con un debito, in percentuale, superiore all’Italia, con una bolla a Wall Street che rischia di esplodere con un fragore tale da spaventare i sordi. Anche davanti all’evidenza, fatta eccezione per quel “fascista” di Orban, l’Europa pensava già ad una continuazione del dialogo con l’America di Harris Waltz i quali d’accordo con i numeri, stavano vincendo con 6/7 punti di vantaggio percentuale, su Trump. Verso l’ultima settimana di campagna elettorale, i pochi giornalisti “indipendenti europei” , iniziarono ad avere dubbi sul risultato finale. La stessa Hollywood si presentava aggresiva e volgare, se non dimessa, a sostegno dell’insostenibile. L’Europa della Pace, delle vongole a misura, dei tappi delle bottigliette attaccati, della burocrazia osannata come unica possibile soluzione ad una classe media ormai, tra guerre, pandemie e retorica da chiesa del medio evo, refrattaria a quasiasi soluzione che non sia la fine della guerra e delle teorie di Leaders corrotti e incompetenti. Naturalmente viene eletto, con il maggior numero di voti mai ricevuti da un presidente americano, Il male assoluto, Donald Trump! Si scoprono immediatamente scandali di ogni tipo perpetrati ai danni dei contribuenti americani. Biden, visibilmente incapacitato, ha permesso a milioni di immigrati illegali di entrere negli USA e partecipare,in hotel e alloggi con tutti i comfort, ai diritti di chi aveva messo i propri sacrifici nelle mani di chi, alla fine del mandato “avrebbe perdonato “ tutta la sua famiglia (??). Usiamo il condizionale perché è d’obbligo dove ci fossero dubbi sul fatto che Biden sapesse veramente cosa stesse firmando. Oggi l’America non e’sicura grazie ad un cancro che la insidia nelle sue viscere. Bande dí delinquenti organizzati terrorizzano le città “santuario” quali San Francisco, Chicago, New York, solo per menzionare le più rappresentative. Identificati oltre 20 mila cinesi entrati dal Messico (??) insieme con oltre 100 mila minorenni diretti, senza genitori verso il mercato del porno e compra vendita di organi umani. Leggi super liberal radicali tipo “si può rubare fino a mille dollari senza essere arrestati”. Insomma, dopo un presidente che “involontariamente” ha contribuito a sconvolgere il mondo, arriva un presidente autoritario e imprevedibile. Trump vuole la PACE con l’autorità di un dittatore che lo fa bersaglio paragonabile addirittura a Hitler. Il leader nazista sequestro’ le armi nelle mani dei cittadini. Il resto ce lo dice la storia. La prima dichiarazione di Trump è stata per i cittadini che lo hanno votato “Correte ad acquistare più armi per difendere le vostre case, i vostri figli, le vostre famiglie. Ci sono troppe persone cattive in America che vogliono la fine della nostra democrazia.” Trump non ha la parola”diplomazia” nel suo vocabolario ”. Ha pochi atteggiamenti che l’Europa vecchia e retorica riesce a comprendere. Il fuoco indomabile si combatte col fuoco, ammoniscono i pompieri. Il caos sotto i nostri occhi ha finalmente un obiettivo “PACE” per la ripresa economica e un futuro per i nostri giovani. Discutiamo pure sui caratteri di chi propone questa PACE, e’ sempre meglio che morire ammazzati con la compassione di chi razionalizza lo stato mentale degli assassini. Il teatrino offerto dall’incontro scontro della Casa Bianca, ci invita a riflettere sulla crisi di leadership che il mondo attuale sta affrontando. Era meglio Biden o Trump?. Diamo anche una chance a Trump dopo il regalo del “volemose bene” che ci ha lasciato Biden…. Ammesso che sia stato lui a creare tutto il caos nel quale ha lasciato il mondo.🇺🇸🤠🇮🇹

    • Post Autore
      Pino Aprile
      Posted 10/03/2025 alle 12:15

      Caro Vincenzo, onorato della tua attenzione! La tua conoscenza delle dinamiche di potere degli Stati Uniti (ben oltre quella comune, “mediatica”, essendo tu stato a lungo compartecipe di alcune importanti decisioni) offre squarci inediti, suggerendo una visione delle vicende diversa da quella pubblicizzata. Comunque la si pensi, il quadro che descrivi fa paura. Su Biden sfondi un portone spalancato: aver imposto un tale poveraccio alla guida (sia pure solo apparente) della più potente macchina da guerra del mondo ha la portata di un crimine. La stessa moglie di Biden, alla fine (solo alla fine) ha rimproverato i “padroni” del partito democratico di aver usato le condizioni del marito, quale miserbaile schermo per i loro giochi.
      Ciò detto, temo che con Trump (ma è davvero lui il presidente? Un Musk che si muove, con figlio e come fosse al mare, nello studio ovale, mentre “the Donald” tace e guarda la superficie vuota della sua scrivania…) si curi un estremo con l’estremo opposto. Sentirlo dire della “soluzione” di Gaza, di cui “i will be the owner”, mette i brividi.
      Ma è evidente che il mondo è a un momento di svolta, di passaggio da una civiltà a un’altra; e ogni volta che questo è successo, è stato con convulsioni terribili, non con andamento graduale e in linea retta.
      Il timore è che l’inquietudine di lasciare il vecchio sia superabile solo accettando il nuovo per disperazione.
      Spero di sbagliarmi. Ma, detto con la coscienza della mia vigliaccheria, oggi non vorrei essere palestinese, né ucraino. Non lo vorrei per mio nipote. Ma temo che non ci sarà consentito di fare ancora finta di niente, come l’Europa tartufescamente ha fatto per troppo tempo.
      Incrociamo le dita.

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