È ricominciata la periodica questua di Wikipedia che, “senza fini di lucro”, è piena di soldi, del cui uso non si può sapere quanto ci si aspetterebbe, visto che le informazioni più interessanti sono inaccessibili in un paradiso fiscale, il Delaware. Chi vuol saperne di più, può cercare la puntata di “Report”, in cui si documentava come la “libera enciclopedia” possa essere usata per distruggere un concorrente (basta pagare certe agenzie o presunte tali) o farsi descrivere in modo laudatorio (il quanto dipende dalla tariffa scelta).
Il cronista di “Report” ha intervistato persone incappate in questo perverso meccanismo e anche chi spiegava come ci si può difendere o “ farsi migliorare” su Wikipedia. Pagando.
Quanto ai soldi, si dimostrava che Wikipedia ne ha talmente tanti che, anche se non incassasse più un centesimo, potrebbe andare avanti ancora per una trentina di anni. E i dirigenti, negli Stati Uniti, della “libera enciclopedia senza fini di lucro” si sarebbero dati stipendi da favola.
Questo, senza ancora parlare di certi colossali svarioni, pagine folli… Chi si occupa di meridionalismo, per esempio, vada a leggere come sono trattati gli autori, gli storici, gli economisti che “si permettono” di fare le pulci alle versioni ufficiali e come quelli che continuano a sostenerne le tesi, a dispetto di dati che le smentiscono.
Insomma: non un euro a Wikipedia!
Soldi ne hanno fin troppi e per come si comportano, a parere di molti, non ne meritano. Io sono fra quelli: Wikipedia si è appropriata della mia biografia, impedendomi di correggere quanto riguarda la mia vita e descrivendomi in modo che mi ha costretto a far ricorso allo studio legale dell’avvocato Ascanio Amenduni e a sporgere una denuncia alla Polizia postale, per identificare gli “autori” della mia biografia: fra le “fonti” ne citano una contro la quale ho dovuto rivolgermi alla magistratura, anche se non so ancora, a distanza di anni, che fine ha fatto la mia querela.
Avevo provveduto, una prima volta, a rimuovere termini offensivi (e sbagliando a non ricorre subito alla giustizia); salvo accorgermi, poi, che il testo era stato nuovamente rimaneggiato e persino peggiorato. La cosa ancora più incredibile è che al mio tentativo di correzione, sono stato escluso dalla possibilità di intervenire! Non ero padrone della mia biografia, e chi se ne era impossessato mi impediva di correggere, lasciando libertà di azione a chi voleva sporcarmela.
Avevo dato qualche euro a Wikipedia, prima di questa disavventura, poca roba davvero (preferisco sostenere iniziative più serie, ma un po’ qua, un po’ là, cerco di contribuire come posso). Per chiedermi quei pur pochi, miserabili euro, i signori di Wikipedia mi hanno bersagliato di email confidenziali, manageriali, con l’aria di “tu e noi salviamo il mondo”. E chiedono “con umiltà” (così scrivono), ben altra cosa dell’arroganza contro cui mi sono scontrato quando mi sono rivolto a loro per segnalare la schifezza che mi veniva buttata addosso. Se la sono cavata con “noreplay” o risposte del genere “che c’entro io”. Evidentemente, loro si occupavano solo di incassare.
Il mio avvocato è intervenuto contro Wikipedia negli Stati Uniti, annunciando iniziative legali e allegando l’esposto presentato alla Polizia postale. E la risposta è stata l’oscuramento della mia pagina. Che non avevo aperto io! A quel punto, per me andava comunque bene: non mi interessa ricevere le attenzioni di una “libera enciclopedia” che si comporta a quel modo. La cosa ha avuto un seguito: persone che non ne potevano più di vedersi bersagliate su Wikipedia mi hanno cercato per chiedermi come avessi fatto a far oscurare la mia pagina. E hanno ottenuto lo stesso risultato: viste le condizione per “starne dentro”, meglio starne fuori, essere ignorati dalla presunta e ricchissima (stando a “Report”) “libera enciclopedia senza fini di lucro”.
E ora tornano a chiedere soldi! La faccia come il cubo. Spigolosa. Non un euro a Wikipedia.
All’epoca, volli informarmi meglio su Wikipedia, scoprendo che danno una visione troppo spesso “orientata”, vedi l’incredibile vicenda, finita in un disastro di immagine per Wikipedia, con il sindaco di Firenze, cui si attribuì qualcosa di infamante e falso (https://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_29/domenici_sindaco_firenze_querela_wikipedia_658497ee-e6f2-11dc-84b2-0003ba99c667.shtml).
Facendosi un giro su internet, si apprende di accuse o almeno sospetti sull’uso della presunta “enciclopedia”, quale arma di diffamazione politica: non si fa fatica a crederlo possibile dopo l’inchiesta di “Report” o leggendo come sono compilate certe voci (c’è chi, fidandosi, ci ha rimediato una condanna: https://canestrinilex.com/risorse/fatti-tratti-da-wikipedia-condanna-per-diffamazione-cass-3889619/). Quanto all’attendibilità, ognuno la pensi come vuole, ma molti docenti e università rifiutano lavori di studenti che la usano per le ricerche.
Circa le voci su massoneria e Wikipedia, invece, non so niente e non ho perso tempo a fare un minimo di ricerca. So solo che la principale “fonte” usata per la mia “biografia” è un blog su cui in meno di due anni sono stati pubblicati una ottantina di testi con un solo argomento: “Pino Aprile”. Accanto alla rubrica “Cose massoniche”.
Insomma: MAI PIÙ UN EURO A WIKIPEDIA.


