“Il popolo di Salvini, ultima speranza del Sud”: il titolo della “Padania.it” sull’adunata a Roma per capitan Capitone (chiedo scusa a Daniele Sepe e Andrea Tartaglia, per l’accostamento Le Range Fellon’). Ma la “Padania” non esiste più. Ah, già; allora è del “Mattino.it”. Salvini “ultima speranza del Sud”! Ecchemaronn! E deve scriverlo il giornale della città dei colerosi che puzzano più dei cani, dei topi da derattizzare, Vesuvio lavali tu?

Altro che ultima speranza ha perso il Sud, se siamo a questo. Ma come si fa!

Va bene che l’editore del “Mattino” è quel Caltagirone che ha degli interessi nella costruzione di inceneritori; va bene che l’uomo che dice di battersi contro “i poteri forti” (morti di fame, migranti, accampati nelle bidonville, “zingari”, rifugiati a Riace che lavorano e tengono pulite case e strade e non come a Rosarno, in campi di fango e merda…) è sceso a Napoli annunciando di volere più inceneritori che campanili; va bene che il tizio che va ovunque ci sia una telecamera, meno che in ufficio a lavorare (non lo ha mai fatto in vita sua, dovrebbe iniziare adesso?), è quello che va in soccorso dei “poteri deboli” (multinazionali del gasdotto che fa tanto bene al Sud, distruggendone il turismo; appaltatori miliardari di linee ferroviarie ad alta velocità inutili, ma almeno mezza dozzina di volte più costose che in altri Paesi; grandi evasori fiscali cui condonare quelle non pagate e a cui dimezzare, con la flat tax, quelle che eventualmente decidessero di pagare); va bene che raccatta nelle sue liste elettorali a Sud un bel po’ dei peggiori, a volte inseguiti e raggiunti dai carabinieri; va bene che…, ma persino certe manifestazioni di sudditanza, o di attenzione, o di convinta adesione si possono fare in modo meno sguaiato. Per carità, un incidente può capitare, nessuno è infallibile. Ma un incidente giornalistico al giorno fa sospettare che si tratti di linea editoriale.

Il “Mattino” leghista? Minchia! E quante altre ne dobbiamo vedere?

A proposito: quanti erano a Roma con Salvini? Lui ne aspettava 100mila. E scegli piazza del Popolo, dove non ci entreranno mai? La cronaca del “Mattino” parla di “oltre 50mila presenti”, nei “14mila metri quadrati di Piazza del Popolo”; ma i convenuti sarebbero stati “80mila secondo gli organizzatori”. Vabbuo’: abbiamo capito che erano almeno 50mila e forse fra 50mila e 80mila. Tanti, eh? Non troppo lontani dai 100mila che voleva capitan Capitone.

Ma piazza del Popolo è di 14mila metri quadrati, ricorda lo stesso cronista del “Mattino” (altri giornali arrivano a 16mila: stiamo là) e, completamente vuota, senza palchi, né altri ingombri (pur necessari) apprendiamo che può contenere, stipati come sardine, fra 56mila e 62mila persone (se totalmente libera, ripeto).

Ma senza troppo sottilizzare, facciamo i calcoli con la superficie riportata dal “Mattino”, per comodità immaginandola tutta sgombra, calpestabile. Pensare di infilarci 100mila esseri umani è salvinico! Avrebbero a disposizione circa 14 decimetri quadrati a testa, una mattonella di 37 centimetri. Per capirci: quanto portate di piede? Io 41, vuol dire che potrei muovere i piedi per circa 3 centimetri avanti e induetro. Ma ne sono arrivati “soltanto” 80mila, “secondo gli organizzatori”; il che darebbe (sempre con quei 14mila metri quadrati del tutto sgombri), ben 5 centimetri quadrati in più a ogni persona. Però, erano circa 50mila, cita il “Mattino”, che fa circa mezzo metro quadrato a testa. Come dire che, se siete di altezza media, avete “in esclusiva” lo spazio di un mattone che ha per lato la lun ghezza di un vostro braccio, ma senza clcolare anche le dita. E sperando che non siate in sovrappreso. E lei dove vorrebbe andare signora, con tutte quelle tette? Ah, fa media con un’amica prima misura…, ok, si accomodi. Insomma: non proprio compenetrazione dei corpi, però possono starci, con un affiatamento superabile solo da coppie molto affiatate e in luoghi meno affollati. Non sappiamo se invece erano 30mila, come dice “Repubblica”, ma in quel caso, il rischio di asfissia, con quasi mezzo metro di superfice terrestre a testa, sarebbe di sicuro più basso.

Volete fare una prova da soli? Un righello, segnate le dimensioni e infilatevi lì dentro. Per averne un’idea: se foste andati in piazza del Popolo con altri 49.999 avreste avuto a disposizione lo spazio di un quadrato con un lato 5-6 centimertri più corto di due fogli A4 messi insieme.

Ma avreste avuto il doppio privilegio di essere investiti del potere di incaricare capitan Capitone, a sua richiesta, di agire in nome e per conto di 60 milioni di italiani (comunque la pensino quei 59 milioni, 950mila che non erano lì) e di ascoltare dal vivo la citazione di Martin Luther King (l’aposto nero ucciso perché voleva la parità con i bianchi), da parte dell’uomo che voleva riservare i posti a sedere nella metropolitana milanese ai soli autoctoni, titolari del diritto di lasciare “gli altri” in piedi. Questo, mezzo secolo dopo che Rosa Louise Parks, in Alabama, rifiutò di cedere il posto a un bianco, accampando una scusa che per capitan Capitone non sembrava accettabile: aveva pagato lo stesso biglietto.

Senza la memoria, ogni cosa diventa possibile.