«Le richieste di “autonomia” che abbiamo previsto nel contratto non saranno uno strumento per favorire alcune regioni a discapito di altre. Il completamento dell’iter, garantisco, non comporterà un surplus fiscale trattenuto al nord».

La ministra per il Sud Barbara Lezzi lo ha detto alla Camera, rispondendo al question time: «Come autorità per la Coesione, lavoro costantemente per garantire misure omogenee per tutto il territorio nazionale” (e già qui si può osservare la differenza: la ministra per il Sud lavora per tutto il Paese, purché più equo; la ministra per le Regioni, la leghista veneta Erika Stefani, “per l’Autonomia del Veneto”: lo disse dopo aver giurato al Quirinale), “e avrò modo di monitorare l’azione del governo per fare in modo che le misure adottate assicurino al Sud le risorse di cui ha bisogno per colmare quel gap con il Nord, cresciuto a dismisura negli ultimi 25 anni».

Il che può avvenire solo con la preventiva definizione del valore dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, per assicurare a ogni cittadino italiano la stessa qualità e quantità di servizi (salute, istruzione, trasporti…), garantiti dalla Costituzione, pur violentata dalle scorribande dei D’Alema, Calderoli e scampata, con plebiscito referendario, all’ulteriore scempio dei Verdini, Boschi e Renzi.

Come si sa, le Regioni più ricche, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, al culmine di una politica predatoria di stampo leghista, ma condivisa da tutti gli altri partiti al Nord (dal Pd a Forza Italia: quando si tratta di soldi…), hanno chiesto l’Autonomia regionale, ovvero il trasferimento di competenze (sino a 23; dalla scuola alla protezione civile), dall’amministrazione centrale a quella locale. E, con quelle, delle risorse per gestirle. Ma non uguali per tutti: il Veneto pretende che quelle risorse siano proporzionate al gettito fiscale. Come dire: non importa quanto costi la siringa con cui a tutti gli italiani che ne abbiano necessità fare la puntura, ai ricchi, per comprare la stessa siringa devono essere dati più soldi, ai poveri meno. Si chiama apartheid ed esisteva in Sudafrica: per vergogna è stata abolita; Lega e complici, da Pd a forzitalioti, la pretendono contro i terroni. Le Regioni predatorie mirano a trattenere i 9/10 delle tasse.

Questo porterebbe alla disgregazione del Paese (se dev’essere così, meglio perderlo che trovarlo); tanto che decine di docenti universitari di economia, storia e altre discipline, primo firmatario il professor Gianfranco Viesti, hanno lanciatio un appello ai presidenti della Repubblica e delle Camere, contro quella che hanno definito “La Secessione dei ricchi”.

Le parole della ministra sono chiare e ci auguriamo restino quelle (le delusioni per l’Ilva di Taranto e la Tap in Salento hanno generato tanta e non immotivata diffidenza); sarebbero state ancora più chiare se si fosse specificato: prima i Lep, poi il trasferimento delle competenze, perché non si può stabilire oggi quanto si deve stanziare per quei servizi ai cittadini, se non si sa quanto costano.

Di sicuro, il tema dei Lep, prima assente dalla piattaforma politica (cosa che stava per far riuscire il colpaccio padano dell’Autonomia-Secessione-prendi-i-soldi-e-scappa), ora è all’attenzione e allo studio dei cinquestelle, per iniziativa di alcuni parlamentari (sono state anche convocate riunioni a Montecitorio, al Senato). E ci si sta lavorando. La stessa ministra ne ha più volte parlato.

Quindi ora la situazione è migliore di prima; la festa leghista per l’Autonomia dello scorso 22 ottobre, in cui il Consiglio dei ministri doveva dare il via allo scippo, è saltata (acca’ niscune è fesso. Almeno non sempre…). E questo è un buon risultato: detto il male quando c’è da dirlo, si deve dare atto al M5S di aver mangiato la foglia di quella sospetta e ingiustificata urgenza. Il tempo lavora nella direzione giusta, per i Lep. E qualcuno, nell’area del governo, pure. E ok così (il Pd non fece altrettanto; addirittura il Pd del Nord ha chiesto che il partito, che pur sarebbe all’opposizione.., vada in soccorso di Salvini per far approvare “quale priorità del governo”, l’Autonomia da rapina di Veneto e compari. E il governo Gentiloni, con inaudito sgarbo istituzionale, firmò quell’accordo con Veneto & C. mentre spirava: a quattro giorni dalle elezioni del 4 marzo. Uno schifo!).

Però: è così difficile dire qualcosa con la brutalità dei leghisti che se ne fottono e vedono solo i propri vantaggi? Qualcosa tipo: “Prima i Lep”, “Senza i Lep, no Autonomia”. In fondo, lo si va a dire a quei razzisti che ai tdm, terun de merda e colerosi, da sempre dicono: “Prima il Nord”.

Vediamo, vediamo… Dopo i Lep.